KAITLYNN CATES: “IL TENNIS MI HA FATTO SENTIRE VIVA”

La storia di Kaitlynn Cates: dagli attacchi terroristici di Boston 2013 al tennis come obiettivo per andare avanti, passando per operazioni e fisioterapie.

TENNIS  – Sono passati più di 35 anni da quando Ronald Reagan. durante il suo primo discorso inaugurale, disse “Quelli che dicono che siamo in un momento in cui non ci sono eroi, semplicemente non sanno dove guardare.” Il mondo è pieno di eroi, nel quotidiano e nello sport, e Kaitlynn Cates è una di questi.

Abbiamo ammirato la determinazione di Gail Flakenberg, adorabile 69enne che ha vinto una partita nel circuito ITF nella città Pelham, Alabama superando la connazionale Roselynn Small 6-0 6-1, abbiamo assistito alla vittoria di un allenatore sulla sclerosi multipla e oggi assistiamo alla rinascita di Kaitlynn Cates che ha trovato nuova linfa vitale nel tennis.

Kaitlynn Cates è una ragazza di 28 anni che dal 2013 ha trovato nel tennis il modo migliore per riparare il danno emotivo e fisico subito a causa di un attacco terroristico. Il 15 aprile del 2013, Kaitlynn ha partecipato come spettatrice alla maratona di Boston, venendo coinvolta nell’esplosione della prima delle due bombe durante il drammatico l’attentato. Kaitlynn ha riportato gravissimi danni al polpaccio della gamba destra.Dal momento in cui stava per iniziare un lungo periodo di operazioni seguite da lunghe sedute di riabilitazione, Kaitlynn ha pensato solo ad una cosa: giocare a tennis, la sua vera passione.
Ricordo tre cose di quel momento. Mi ricordo di un forte rumore, non avevo sentito nulla di più forte nella mia vita. Ricordo anche l’odore. In un primo momento ho pensato che potevano essere fuochi d’artificio, ma subito ho pensato che poteva essere il suono di un esplosione. Ed infine mi ricordo il panico. Kaitlynn ed io eravamo abbastanza lontani ed improvvisamente ho saputo che dovevo trovarla.” Dice Leo Fonseca, ragazzo di Kaitlynn. Kaitlynn ha vissuto momenti orribili: “mentre giacevo sul pavimento, ho chiamato mia sorella Lindsay dicendo  che ero nel bel mezzo di un attacco e che non ero sicura che sarei sopravvissuto. Ho chiamato per dire che amavo tutti, è stato il momento più difficile “.

Kaitlynn Cates si è ritrovata in ospedale con i medici che hanno cercato di chiudere le ferite tramite innesti di pelle sulla sua gamba. In totale, Kaitlynn è stata sottoposta a dieci diverse operazioni per recuperare e riparare il tessuto danneggiato. A quel tempo, Cates ha incanalato la riabilitazione fisica e psicologica verso il tennis, una passione coltivata sin da giovane e a cui si è afferrata saldamente per andare avanti.

“La parte mentale di essere un atleta è quello che mi ha fatto andare avanti. Il mio obiettivo era quello di utilizzare il tennis come terapia. Il tennis era l’unica cosa che mi ha fatto sentire viva. Non ho mai amato niente di simile” ammette Kaitlynn Cates.

Nel settembre 2014, la Cates è tornata su un campo da tennis, questa volta per insegnare agli studenti della scuola locale. Oggi gioca tre o quattro giorni a settimana e aiuta come assistente volontaria. Cates dice che, nonostante l’infortunio, la sua mobilità è migliorata rispetto a prima. “Il mio obiettivo è quello di competere e insegnare. Non c’è dubbio che questo attacco è stata una cosa orribile, ma le poche cose belle che ne sono venute fuori sono quelle che cerchiamo di mettere a fuoco”.

Un anno dopo, Cates ha voluto correre la maratona di Boston in memoria di ciò che lei e molte altre persone più sfortunate hanno subito. “Mi sono sentito molto privilegiata ed essere lì e correre  in quel giorno. Ho voluto fare in modo che coloro che non sono stati fortunati come me sono stati ricordati e onorati.”


Nessun Commento per “KAITLYNN CATES: "IL TENNIS MI HA FATTO SENTIRE VIVA"”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

  • BLACK O NON BLACK La presunta black list dei 41 giocatori sotto la lente d'ingrandimento per possibili combine, sembra essere una bufala, visto che la stessa TIU nega di aver divulgato liste di ogni tipo. […]
  • MAURESMO INCORONATA NELLA SUA PARIGI Sabato scorso allo Chatrier l'ex allenatrice di Andy Murray ha ricevuto l'anello della Tennis Hall of Fame. "Ho lasciato il tennis giocato senza rimpianti"
  • CAMBIANO LE PALLINE. E CAMBIA ANCHE LA PREPARAZIONE Peso, quantità di feltro, costruzione dell’anima. Ogni pallina ha caratteristiche che influenzano il gioco. E i tennisti, sempre costretti ad adattarsi ai cambi di superficie, devono fare […]
  • LA GENERAZIONE ANNI ’90 È VIVA. MA CRESCE LENTAMENTE. Le finali di Kitzbühel e Washington hanno avuto come protagonisti tennisti nati nel 1990 o dopo, con un’età media poco superiore ai 24 anni. Non accadeva da tempo e per di più, fino a […]
  • RAONIC E FALCONI PUNTANO IN ALTO Il n.1 canadese ha parlato del rispetto, importantissimo per restare ai vertici. L'americana non esclude la possibilità di diventare un giorno la n.1 al mondo.
  • L’ODISSEA DI JENNIFER DELLE MERAVIGLIE TENNIS - La favola di Jennifer Capriati, entrata tra le prime dieci tenniste del mondo ad appena 14 anni, si è trasformata in un’Odissea scandita da cadute clamorose, dilemmi interiori, […]

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Marzo 2017

  • Roger guarda sepre più avanti. Dopo l’incredibile traguardo raggiunto a Melbourne, il favoloso Federer non si pone più limiti e guarda al suo 2017 con occhi nuovi. È tornato a pensare che Wimbledon sia un suo terreno di conquista e spera di riuscire a riprendere le chiavi di quel “giardino incantato”.
  • Rafa vuole il Real Madrid. Un giorno vorrebbe diventare il Presidente del famoso club calcistico madrileno, ha ammesso Nadal, che da sempre ha una grande passione per il pallone. Che stia già pensando al ritiro dal circuito della racchetta.
  • Gli azzurri di Davis sognano. Dalla vittoria di primo turno, fatta registrare in Argentina sulla squadra detentrice dell’insalatiera d’argento, riprende la corsa di una nazionale italiana motivata e generosa, capace di riaccendere l’entusiasmo dei suoi tifosi.