SERENA WILLIAMS: “FOSSI STATA UOMO, SAREI MIGLIOR ATLETA DI SEMPRE”

Intervista fuori dagli schemi per Serena Williams che su ESPN parla di sessismo, razzismo e della sua carriera nello sport.

Tennis – In un’intervista di un’ora in onda su ESPN Domenica, la 22 volte campionessa Slam Serena Williams ha trattato in un ampio dibattito tempi come il sessismo, il razzismo, il suo impatto sulla società e sullo sport, chiarendo il perché dovrebbe essere ritenuta come una delle più grandi atlete di tutti i tempi.

“IL” MIGLIORE DI SEMPRE.Penso che se fossi stata un uomo, sarei stata definita il miglior atleta di sempre molto, molto tempo fa”, ha detto Serena Williams. “Circa sei, sette o otto anni fa.” Ammette Serena Williams. “Bianco, nero, non conta. Se fossi stato un uomo, il discorso sarebbe stato diverso già da tempo. Penso che essere una donna comporti molti problemi con la società. Quando ero giovane non vedo molte persone del mio colore giocare nei tornei. Ero nera. Quindi mi sono abituata. Quindi quando vai in Russia o in tanti di questi Paesi, ti contraddistingui. E mi piace farlo. Non voglio essere come gli altri. Se qualcuno fa qualcosa, probabilmente farò ls stessa cosa in maniera diversa. Mi piace essere diversa.”

IMPARARE AD ESSERE SE STESSI. “Se affrontassi la numero uno e dicessi ‘penso di poter essere la migliore, penso di essere migliore di lei’, loro avrebbero detto ‘e’ maleducata, manca di rispetto’. Non mi sono mai comportata così. Mio padre mi ha sempre detto, se vuoi fare qualcosa ci credi, ci lavori e poi credi che accadrà. Quindi credevo di poter essere numero uno. Pensavo di essere numero uno di colei che era numero uno.”

ATTIVISTA SOCIAL. Con il passare del tempo Serena Williams sta diventando sempre più un’attivista vocale per le questioni raziali, come capitato lo scorso luglio commentando l’omicidio nei confronti di un ragazzo nero:
Ero a Wimbledon quest’anno e qualcuno era stato ammazzato (in America). Cercavo di giocare la semifinale e vedo questa notizia che mi fa male perché sono state ammazzate le mie persone. Sono come me. Chi te lo dice che la prossima non sia io? Mi fa male…Sono cresciuta e ho giocato in questi tornei da quando ero più giovane, e non ho visto molte persone del mio colore. Ero nera. Quindi penso che ho appena ricevuto abituato. Quindi, quando si va in Russia o in un sacco di questi paesi, basta davvero sporgono.”

IL FISICO DELL’ATLETA. Con il passare del tempo, la concezione del fisico dell’attuale n.2 del mondo è cambiata: “C’è stato un momento in cui non mi sentivo a mio agio col mio corpo perché ero troppo forte. Ma poi ci ho pensato per un secondo e ho pensato ‘beh, chi dice che io sia troppo forte?’ Questo corpo mi ha permesso di diventare la miglior giocatrice possibile. Ora mi sento molto bene.”

L’EREDITA’ DI SERENA WILLIAMS “Abbiamo letteralmente preso il mondo scuotendolo, io e Venus, siamo venuti da Compton, siamo venute fuori dal nulla. Nel tennis devi avere qualcosa. Siamo venute e abbiamo conquistato. E non ho dovuto chiedere niente per dire e credere che potevo essere la migliore.”


Nessun Commento per “SERENA WILLIAMS: "FOSSI STATA UOMO, SAREI MIGLIOR ATLETA DI SEMPRE"”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Dicembre 2016

  • Andy Murray entra nel 2017 da "number one". Nessun suddito britannico prima di lui era riuscito a salire in vetta alla classifica dell'Era Open, ma lo scozzese ha invece compiuto l'impresa vincendo le Atp Finals proprio davanti al pubblico londinese.
  • L'Argentina sul tetto del mondo. I sudamericani conquistano per la prima volta la Coppa Davis rompendo il "maleficio" che li aveva visti perdere per ben 4 volte in finale. A fare il tifo sugli spalti c'era anche Diego Armando Maradona!
  • Trump e il tennis. Da sempre grande appassionato dello sport della racchetta, il nuovo Presidente degli Stati Uniti non solo è uno spettatore fisso degli US Open, ma da svariati decenni impugna la racchetta con la stessa determinazione che ha mostrato in campagna elettorale.