AUSTRALIAN OPEN, SVELATA LA STATUA DI ROD LAVER

Non è l'unica novità di questa edizione. Sarà la prima con una millennial, Destanee Aiava. Prosegue l'opera di ammodernamento di Melbourne Park, inaugurato anche il nuovo Tanderrum Bridge.

TENNIS – L’emozione delle prime volte, una tradizione che si rinnova, il ricordo e il futuro che si incontrano. Sarà un Australian Open denso di novità quello che si avvicina a Melbourne Park. Sarà uno Slam destinato a restare nella storia per la prima presenza di una giocatrice nata negli anni 2000, Destanee Aiava, figlia di un lottatore di arti marziali miste e di una ex rugbista samoani, che tifa per gli All Blacks ma rappresenta l’Australia. Prima “millennial” a vincere un match WTA, a Brisbane su Bethanie Mattek, ha vinto i campionati nazionali Under 18 (il titolo maschile è andato a Scott Jones, iscritto al primo anno alla Tennessee University, che entrerà nelle qualificazioni). Un percorso di famiglia iniziato 14 mesi fa, con papà Marc e mamma Rosie a farle da coach e il fratello, di undici anni, a portare gli asciugamani. “Abbiamo un po’ cambiato il suo gioco per essere in linea con la sua forza e la sua struttura fisica” ha detto Rosie. Aiava, che ha chiesto e ricevuto preziosi consigli da Nicole Pratt, capo del settore femminile di Tennis Australia, è la più attesa delle wild card per il main draw del primo Slam dell’anno insieme a Ashleigh Barty, che a Brisbane ha stupito per oltre un set la numero 1 del mondo. “Se continua a giocare così, vincerà molte partite quest’anno” ha detto Kerber della giovane australiana, tornata al tennis l’anno scorso dopo i due anni con i Brisbane Heat nella prima lega professionistica al femminile di cricket.

Nel main draw entra anche Arina Rodionova, numero 184 del mondo, che si è qualificata per il main draw a Auckland questa settimana: il suo invito consentirà a Jasmine Paolini di partecipare alle qualificazioni e giocare così il suo primo Slam in carriera.

Khumkhum e Istomin hanno vinto il play-off riservato alla macro-regione dell’Asia-Pacifico, la federazione ha poi deciso di invitare nel main draw anche Alex De Minaur, finalista l’anno scorso a Wimbledon junior che a Brisbane ha perso da Mischa Zverev nel suo esordio a livello ATP, Andrew Whittington (numero 170 a fine 2016, forte di sei titoli ITF e due semifinali Challenger), e Sam Groth che a Brisbane ha confermato il suo miglior risultato nella storia del torneo (i quarti di finale, battuto da Thiem).

Anche loro si batteranno per una fetta del montepremi record, 50 milioni di dollari, di un Australian Open che si presenta nel segno della modernità. Lo studio Cox Architecture svelerà infatti il risultato dell’ammodernamento della Rod Laver Arena, che lo stesso studio aveva realizzato con Peddle Thorp nel 1998, un capitolo del progetto complessivo da 338 milioni dell’intero Melbourne Park. “E’ stato un po’ come operare al cuore un paziente ancora sveglio” ha detto il direttore di Cox a Melbourne, Patrick Ness, sottolineando come il gran numero di eventi ospitati nella sede del primo Slam dell’anno complica non poco questo tipo di interventi.

“Abbiamo creato quattro zone di attrazione, ai quattro lati dell’impianto” ha aggiunto Ness. “Quello a est sarà anche l’ingresso principale e includerà anche bar e ristoranti. Abbiamo creato quattro mini-piazze cittadine, e abbiamo disegnato un’architettura tutta nuova, con facciate diverse e moderne, con un grande utilizzo del vetro e molte strutture aperte”.

Da quest’anno, poi, si entrerà attraverso il Tanderrum Bridge, il ponte pedonale disegnato dallo studio John Wardle Architects, che consente di arrivare dalla stazione di Flinders Street a Birrarung Marr in meno di 10 minuti e agli spettatori di non dover attraversare Batman Avenue all’uscita di Melbourne Park. Il nome della nuova struttura è stato scelto attraverso un concorso: c’è chi ha pensato di intitolarlo a Todd Woodbridge, chi ha suggerito di chiamarlo Bridgeroo o “Oi, Oi, Oi”, ma alla fine è stato scelto un riferimento alla cultura autoctona. Tanderrum è infatti una cerimonia delle popolazioni Kulin, un gruppo aborigeno dello stato di Victoria, un rituale di ospitalità con scambio di doni per accogliere gruppi di stranieri ancora oggi messo in scena dagli anziani Wurundjeri (un altro gruppo etnico aborigeno) nell’ambito del “welcome to country”, il protocollo che apre gli eventi speciali e le funzioni ufficiali.

Rod Laver, poi, l’unica leggenda in grado di completare due volte il Grande Slam, ha svelato la statua in bronzo alta 2,3 metri che lo immortala all’ingresso del centrale che porta il suo nome. Lo scultore Lis Johnson ha scelto di ritrarlo in una posa simbolo, in piena estensione nell’esecuzione di una volée di rovescio. “Laver è senza dubbio uno dei più grandi campioni che questo sport abbia mai visto, siamo felici di poterlo onorare ancora di più” ha detto il direttore del torneo Craig Tiley. “Questa scultura spettacolare che ne cattura l’essenza sarà un tributo al suo apporto per il tennis in Australia e nel mondo anche per le generazioni future”.

“Johnson ha fatto un grandissimo lavoro” ha detto un entusiasta Laver. “Questa statua mi riporta ai miei tempi, a come si giocava negli anni ’60. E’ davvero un grande onore per me, non pensi mai che ti possa succedere qualcosa di simile quando inizi a prendere in mano una racchetta. Quando ripenso alla mia storia, mi emoziona ancora realizzar e come io sia riuscito a diventare un giocatore in mezzo ai tanti grandi campioni che c’erano allora. Io ero uno dei più piccoli, dei più minuti” ha ricordato Rocket, “poi dopo che mi sono ritirato gli artisti, gli scrittori, i giornalisti hanno aumentato la mia reputazione. Spero che questa nuova scultura porti ancora più tifosi a Melbourne Park e magari incoraggi più persone a prendere una racchetta e giocare. Credo che una buona opera d’arte migliora lo spirito e ispira l’anima”.

Riuscire a realizzare un’opera all’altezza del valore di icona internazionale di Laver “a volte può scoraggiare” ha detto Johnson, uno dei più noti scultori di figure sportive a Melbourne. “Ero un po’ in ansia all’inizio all’idea di dover riprodurre un campione così universalmente riconosciuto. Incontrarlo è stato un onore e un grande piacere, mi ha accolto a casa sua, ha risposto a tutte le sue domande, ha accettato che gli misurassi la testa con i miei strani strumenti e mi ha dato accesso a tutte le sue foto. Sono felice che il risultato finale gli sia piaciuto. È sempre una bella sfida riuscire a veicolare dinamismo e atleticità in un materiale solido, statico. Questa è stata la scultura per me più difficile, perché la posa è praticamente impossibile da mantenere per i miei modelli perciò ho dovuto far ricorso all’immaginazione e alla mia conoscenza dell’anatomia. Sono molto felice che il risultato gli sia piaciuto”.

LE WILD CARD

Women’s Singles main draw wildcards

Ashleigh Barty (Qld)

Arina Rodionova (Vic)

Lizette Cabrera (Qld) Australian Pro Tour

Destanee Aiava (Vic) 18/u National Champion

Jaimee Fourlis (Vic) AO Play-off winner

Luksika Kumkhum (Tha) Asia Pacific Play-off winner

Myrtille Georges (FRA) Roland Garros reciprocal

Kayla Day (USA) US Open reciprocal

Men’s Singles main draw wildcards

Sam Groth (Vic)

Alex De Minaur (NSW)

Andrew Whittington (Vic)

Omar Jasika (Vic) AO Play-off winner

Denis Istomin (UZB) Asia Pacific Play-off winner

Quentin Halys (FRA) Roland Garros reciprocal

Michael Mmoh (USA) US Open reciprocal

Men’s Singles Qualifying

Chris O’Connell (NSW)

Luke Saville (SA)

Blake Mott (NSW)

Max Purcell (NSW)

Maverick Banes (Qld)

Gavin van Peperzeel (Qld)

Brad Mousley (SA)

Harry Bourchier (Tas)

Scott Jones (WA) 18/u National Champion


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