MAGGIO 2010 E’ IL MESE DELLE…

…sorprese al femminile. Maria Josè Martinez Sanchez stupisce il mondo a Roma e la

francese Aravane Rezai la imita a Madrid. Ma è anche il mese del solito Nadal e di Kei Nishikori, che vince due challenger sulla terra verde americana.

ATP - In attesa del Roland Garros, che per convenzione lo collocheremo nel mese prossimo anche se si è disputato a cavallo fra maggio e giugno, continuano i tornei sulla terra battuta. Il più importante è il Masters 1000 di Madrid e nella “scatola magica” si assiste alla ripetizione della finale di un anno fa, sia pur con esito diverso. Roger Federer, che difende il titolo e viene dalla prestazione non esaltante di Estoril, dove ha perso in semifinale con Albert Montanes (che poi si aggiudica il titolo battendo il portoghese Gil 6-2, 6-7, 7-5), ha tutta l’intenzione di rifarsi ma già nei quarti è costretto a recuperare un set a Gulbis. Lo svizzero però si vendica del lettone, che l’aveva eliminato a Roma, e riesce ad avere la meglio anche su David Ferrer, autiore dell’eliminazione di Murray. Il favorito, però, non può essere che Nadal, messo alle strette in semifinale dal connazionale Almagro, che per un’ora trova il modo di tenerlo indietro nel punteggio. Quando però le batterie di Nicolas si esauriscono, rafa esce alla distanza e vince 4-6, 6-2, 6-2. La finale è ben giocata ma non esaltante; Nadal vince 6-4, 7-6 e aggiunge anche il torneo della sua capitale alla già ricca collezione (l’altro titolo di Madrid l’aveva ottenuto sul cemento indoor).

Altro morso per Nadal

La settimana precedente, oltre ad Estoril si era giocato pure a Monaco e Belgrado. In Baviera arriva il primo sigillo stagionale del russo Youzhny, già finalista perdente a Rotterdam e Dubai; stavolta, nella sfida tra le migliori teste di serie, a rimetterci è la numero uno Cilic, sconfitto 6-3, 4-6, 6-4. Nella capitale serba invece lo show del favorito Djokovic dura appena un match, il secondo turno con Fognini, perché Nole nei quarti è costretto al ritiro dopo il primo set con la wild-card Krajinovic. Il giovane Filip paga dazio in semifinale contro Querrey, che alzerà il trofeo recuperando un set al connazionale Isner in finale: 3-6, 7-6, 6-4 e John che ha servito per il match sul 5-4 del secondo segmento.
Le ultime tappe di avvicinamento a Parigi sono Nizza e la World Team Cup di Dusseldorf. Sulla riviera francese si rivede Gasquet, che evita Soderling e Monfils (sconfitti rispettivamente da O.Rochus e Starace, poi battuti da Richard) ma poi dimostra di meritare il titolo battendo in finale il regolare Verdasco in tre set molto combattuti.
Dusseldorf invece mette in scena la sua ultima puntata (è di qualche giorno fa la notizia che, per motivi economici, l’anno prossimo la seconda competizione maschile a squadre chiuderà i battenti) e i titoli di coda sono per il quarto titolo dell’Argentina di Juan Monaco, Horacio Zeballos e Eduardo Schwank; sconfitti in finale gli Stati Uniti, che si sono dovuti accontentare del punto conquistato in doppio dai soliti Bryan. Nei singolari invece vittorie in tre set di Monaco su Querrey e Zeballos su Ginepri.
WTA – Grosse sorprese nel circuito femminile. Si inizia in Portogallo, a Estoril, dove la lettone Anastasia Sevastova elimina subito la numero uno Szavay e, sulle ali dell’entusiasmo, finisce per cogliere il suo primo titolo importante, regolando in finale un’altra outsider, la spagnola Arantxa Parra Santonja.
Ma i fuochi d’artificio sono nei due Premier di Roma e Madrid. Al Foro Italico la veterana Maria Josè Martinez Sanchez impone la legge del suo gioco vario e brillante, alla Santoro tanto per intenderci, e mette a segno una vittoria tanto netta quanto meritata. La cavalcata della mancina di Murcia inizia con qualche titubanza contro la Kudryatseva ma già al secondo turno la Schiavone viene spazzata via con un doppio 6-2. Maria Josè poi prosegue battendo la numero due Wozniacki e mostra di non aver timore ad affrontare le prove del nove; nei quarti batte la ceca Safarova poi dà un doppio dispiacere alla Serbia. Le sue ultime vittime sono infatti Ivanovic e Jankovic, con Jelena che prima di perdere la finale da favorita aveva battuto una dopo l’altra le sorelle Williams (Venus nei quarti, Serena in semifinale). In doppio successo di Pennetta e Dulko (nella foto sopra il titolo).

Martinez Sanchez e Jankovic, finaliste al Foro

Proprio Venere sembrava intenzionata a rifarsi al Mutua Madrilena di Madrid ma non aveva fatto i conti con l’oste. Che in questa occasione prende le sembianze di una giovane francese di origine iraniana: Aravane Rezai. La tennista nata a St.Etienne mette a segno subito il colpo del torneo recuperando un set alla Henin e infliggendole un eloquente 6-0 al terzo. Spregiudicata e coraggiosa quanto basta, Aravane elimina nei quarti anche la Jankovic poi approfitta del ritiro della Safarova in semifinale. Nella parte bassa del tabellone emerge Venus Williams, cghe sulla strada per la finale cede un solo set, all’italiana Schiavone. Venere è favorita ma la Rezai non si fa intimorire dall’importanza della posta in palio e chiude 6-2, 7-5.

Aravane Rezai a Madrid

A Varsavia altra sorpresa, con la rumena Dulgheru che batte la cinese Zheng in finale, mentre a Strasburgo Maria Sharapova prende un altro brodino caldo in un torneo con poche stelle. La siberiana lascia per strada un paio di set ma in finale la Barrois si deve accontentare di un dignitoso primo set (7-5, 6-1).
CHALLENGER – Il giocatore del mese è il giapponese Kei Nishikori, che vince sulla terra americana di Savannah (battendo in finale Sweeting) e Sarasota (contro Dabul) anche se la vera impresa è quella dell’irlandese Conor Niland, che trionfa nel 100 mila dollari di Ramat Hasharon.

Kei Nishikori

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