AUGURI LEA PERICOLI, “LA” TENNISTA ITALIANA

Compie 82 anni Lea Pericoli, ex tennista, conduttrice televisiva, giornalista e scrittrice italiana che negli anni '50 ha saputo conquistare 27 titoli.

Tennis – Una vita fra l’Italia e l’Africa, deliziando il mondo intero: è stato il cammino di Lea Pericoli, ex tennista italiana (oggi 82 anni) che ha saputo deliziare gli occhi di miriadi di persone con classe ed eleganza, bellezza ed astuzia, tutte doti mostrate dentro e fuori dal rettangolo da gioco.  Ebbene si, perché prima della Schiavone e della Pennetta, prima di Errani, Vinci e contemporaneamente ad Annalisa Bellani, Nicla Migliori, Chiaretta Ramorino, Silvana Lazzarino e Andreina Sciaudone, calcava la scena del tennis internazionale Lea Pericoli, tennista italiana capace di collezionare ben ventisei titoli in tre diverse specialità: dieci nel singolo, dieci nel doppio, e sei nel doppio misto.

L’AFRICA è stata la casa di Lea: l’infanzia ad Addis Abeba per seguire il padre imprenditore, poi il trasferimento ad Asmara per sfuggire ai bombardamenti della II Guerra Mondiale, dopo la liberazione del padre da un campo di concentramento, Lea Pericoli torna in italia all’età di 17 anni praticando con costanza e passione il tennis, sport dove si può dire che ha iniziato da autodidatta, vincendo dopo poco il titolo nazionale nella categoria juniores nel 1952 e nel 1953.

UNA SPLENDIDA CARRIERA dove i 27 titoli sono stati conditi da buoni risultati anche durante le dure prove degli Slam, riuscendo a raggiungere il 4° turno di Wimbledon in 3 occasioni: 1965, 1967 e 1970, diventando l’unica italiana presente nel museo dei campioni di Londra. Sulla terra rossa del Roland Garros Lea arrivò sempre al quarto turno, ma per ben 4 anni: 1955, 1960, 1964, 1971.

FAMOSA PER I SUOI “LOB”, “Adriano (Panatta) vinceva a rete le sue ansie, io coi pallonetti” disse Lea, tennista volta ad adoperare un gioco di difesa chiamando a rete le proprie avversarie salvo infilarle con dei bei passanti o scavalcandole con traiettorie precisi e mortifere, facendo a rimbalzare la sfera gialla nell’ultimo palmo del campo. Lea era famosa per il suo carattere tenace e caparbio animato da una grande combattività che unita alle sue doti atletiche risultavano essere un mix fatale per molte colleghe anche più dotate di lei dal punto di vista tecnico. La figura di Lea Pericoli contribuì molto alla diffusione del tennis femminile in Italia: bella, vincente e determinata. Sulle sue qualità migliori disse: «La resistenza, che è fisico, ma riceve la spinta dalla mente, dalla volontà, credi e vuoi, sei forte dentro».

 

BELLEZZA, MODA E SCRITTURA. Il tennis  è uno sport di passione ed amore, e lo testimoniano anche le parole usate da Lea: “C’era una volta il tennis. Dolce vita, vittorie e sconfitte di Nicola Pietrangeli”, il libro che Lea Pericoli ha dedicato all’amico e fantastico tennista italiano. Sempre molto seguita dal pubblico maschile, Lea Pericoli ha portato grazia e femminilità in un gioco dove anche nella categoria femminile, spesso prevaleva la “brutalità e la fisicità” della battaglia da fondo o durante gli scontri di fioretto a rete. Dopo la carriera tennistica, si dedicò alla moda (riuscì a lanciare le scarpe Superga quando nessuno lo aveva tra le donne), alla scrittura (incomincò a scrivere sui giornali grazie al rapporto con Indro Montanelli) ed anche alla telecronaca di molte partite importanti dello sport che aveva da sempre caratterizzato la sua vita, fra amicizie importanti e conoscenze influenti. Lea Pericoli ha infatti stretto ottimi rapporti con alte personalità  del mondo della moda come Giorgio Armani, Gianni Versace, Ottavio e Rosita Missoni, tutti suoi ospiti durante i tornei.

PIU’ FORTE DEL CANCRO, per due volte: “I tornei più importanti che ho vinto. Il male mi ha colpito all’utero e al seno, nel 1973 e due anni fa, quando nemmeno l’ho raccontato perché non dicessero: “Ma questa qui quanto rompe le scatole coi tumori?”. Diretta e sincera, come sempre, Lea Pericoli. “Mi considero davvero una donna fortunata perché ho avuto davvero tanto, a cominciare dal tennis, il mio più grande amore. Infatti, dal 1975, quando ho vinto singolare, doppio e doppio misto, con Adriano (Panatta), ai campionati italiani, non ho più preso in mano la racchetta. Quando qualcosa finisce, finisce e basta! Mi sono anche dimenticata di aver giocato a tennis. Anche se le emozioni che provavo sono state intense e immediate come quel fantastico sport. Come tennista non avevo il coraggio di andare all’assalto, ma poi battevo angosce e paure, altrimenti non avrei vinto 27 titoli italiani.”

 

Tanti auguri Lea!


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