Rafael Nadal è ufficialmente diventato il nuovo numero uno al mondo quest’oggi superando in classifica Andy Murray, e tornando in vetta al ranking per la prima volta dal 6 giugno 2014, lui che quella posizione l’ha occupata per 141 settimane (settimo nella classifica all-time, il sesto è John McEnroe a 170), la prima volta nove […]

Rafael Nadal è ufficialmente diventato il nuovo numero uno al mondo quest’oggi superando in classifica Andy Murray, e tornando in vetta al ranking per la prima volta dal 6 giugno 2014, lui che quella posizione l’ha occupata per 141 settimane (settimo nella classifica all-time, il sesto è John McEnroe a 170), la prima volta nove anni nell’agosto 2008. A parlare del prestigioso traguardo raggiunto da Nadal, che con 7.645 unità è il numero uno con meno punti da quando il ranking ATP è stato rifondato nel 2009, è stato il suo coach Francis Roig alla versione spagnola del sito ATP. “Essere numero 1 è una conseguenza dei buoni risultati fatti – ha riconosciuto Roig – Sin da gennaio, Nadal ha avuto un anno incredibile. È molto felice ed è pronto a dare il massimo agli Us Open. Il numero 1 dimostra anche che sta di nuovo giocando bene, vincendo i match importanti, soprattutto nei tornei importanti che è poi la cosa più importante. Tornare al top dimostra quanto sia bravo Rafa e anche quanto la sua carriera sia stata lunga e di successo”.

Quali sono le chiavi del ritorno ai vertici per Nadal? “Prima di tutto è un giocatore straordinario. Quando comincia a trovare il ritmo e sente che quello che fa in allenamento può eseguirlo anche in partita, allora è pronto a competere per i titoli che contano. È normale che gli avversari non siano al meglio perché la stessa cosa era accaduta quando Rafa è sceso dalla prima posizione mondiale. È stato un percorso molto lungo, ma sapevamo che sarebbe tornato numero uno e che avrebbe lottato per aggiudicarsi gli Slam. Ha sofferto tanto ma si è rialzato lavorando duramente e credendoci. Da quando sono con lui, dal 2005, è stato nove volte numero 2, non ha mai lasciato i top ten e ha lasciato il numero 1 solo in un paio di occasioni, sempre per infortunio. È un grande, come Federer o Djokovic. Sarà difficile vedere ancora qualcuno come lui, capace di vincere così tanti grandi Slam e Masters 1000″.

Agli US Open sarà prettamente una corsa a due tra Federer e Nadal. Rafa ha 500 punti in più rispetto a Roger e nella Grande Mela difende 180 punti, lo svizzero zero. “New York dà 2000 punti nella classifica Atp che, logicamente sono un bel bottino. Se, dopo gli Us Open, lui e Roger saranno ancora vicini, la storia dice che Federer è il favorito nella seconda parte della stagione, sul veloce indoor e allora per Rafa non sarà facile. Ma io credo che sia capace anche di questo. La cosa più importante è che tenga accesi desiderio, direzione e passione. Stiamo parlando di uno dei più grandi atleti della storia”.


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