NADAL: ‘PER TRIONFARE NELLO SPORT SERVONO ANCHE QUALITA’ INNATE’

Il tennista spagnolo torna sul suo successo agli US Open e parla di quanto il talento gioca, o meno, un ruolo importante nel tennis e nell'ambito sportivo

Rafael Nadal non era probabilmente il primo favorito alla vigilia degli US Open. Il tennista spagnolo era reduce dalle brutte sconfitte contro Shapovalov e Kyrgios a Montreal e Cincinnati, e nella prima settimana di Flushing Meadows aveva faticato e non poco per battere Dusan Lajovic, Taro Daniel e Leonardo Mayer, partite in cui – come ammesso da lui stesso – si era sentito più nervoso del solito, a causa delle tante assenze dei big nel torneo oltre al fatto di essere tornato numero uno del mondo. L’unico modo per migliorare e rimanere fiducioso è vincere, ha detto in un’intervista a El Mundo il giorno dopo aver conquistato il sedicesimo Slam della sua carriera. “Quando le cose non vanno per il verso giusto, bisogna accettare le difficoltà e superarle con il miglior atteggiamento possibile – ha detto Nadal -. Quando il tennis non va nel modo più congeniale, devi tirare fuori il carattere e lo spirito di competitività. Credo che è questo ciò che ho fatto molto bene la prima settimana. Ho avuto entusiasmo e passione punto dopo punto, dando importanza a ogni partita e migliorando. Può darsi che il match con Mayer potrebbe essere stato il punto di svolta”.

Mancavano cinque top 11 ai nastri di partenza del torneo: Murray, Djokovic, Raonic, Wawrinka e Nishikori. Quanto gli ha facilitato il percorso verso un terzo trionfo a New York? “È sempre difficile vincere uno Slam, anche se è questa la realtà. Questa volta sono mancati alcuni giocatori e qualcuno doveva pur vincere. Stavolta è toccato a me, sono stato in grado di approfittare dell’opportunità. In altri periodi della mia carriera anche gli altri lo hanno fatto quando io ero infortunato. Ho perso anni in cui potevo essere numero uno e invece ho avuto infortuni a metà stagione dopo aver vinto tanti punti, ma questo succede a tutti. Purtroppo, senza lamentarmi di niente, perchè non sono nella posizione per lamentarmi, ho saltato più tornei di qualunque altro mio rivale”.

La stagione 2018 si prospetta più interessante che mai con i ritorni di tutti i giocatori che sono mancati nella seconda parte di stagione. Djokovic e Murray potranno tornare al top? “Sicuramente sì. Dipende anche un po’ dalla fortuna. Federer che vince in Australie e io che gioco una finale dopo diverso tempo senza competere è un po’ fuori dal normale. Ma torneranno e che lotteranno per le posizioni più alte in classifica e per gli Slam, su questo non ho dubbi”.

Quanto il talento aiuta nello sport? “Non si vince solo col lavoroInfluiscono anche le cose naturali. Nemmeno Messi o Cristiano Ronaldo sono quello che sono solo col lavoro. Devi avete un atteggiamento e un entourage adeguato, perchè senza di loro niente sarebbe stato possibile. Ci sono condizioni innate di cui hai bisogno per trionfare nel mondo dello sport“.


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