DARCIS E IL DRAMMA DELLA FIGLIA: “É STATO UN PICCOLO MIRACOLO”

Commoventi dichiarazioni rilasciate da Darcis alla vigilia della finale di Coppa Davis contro la Francia, l’ennesima battaglia per l'indomito belga

Tennis. Steve Darcis rappresenta indubbiamente uno dei tennisti più apprezzati all’interno del circuito maschile, una stima conquistata grazie all’immenso cuore sempre dimostrato sul terreno di gioco unito all’attaccamento verso la nazionale belga che lo ha reso protagonista di incredibili imprese durante i vari anni trascorso in Coppa Davis.

Quest’anno, però, lo “Squalo” si è trovato di fronte ad un accadimento che avrebbe potuto sconvolgere tutta la sua vita, quando nel mese di marzo la figlia Camille, di appena tre anni, è stata costretta a subire due operazioni a cuore aperto che hanno messo seriamente in pericolo la sua stessa vita.

Non è stata una situazione facile perchè l’operazione non è andata bene al 100% – ha rivelato Darcis alla vigilia della finale di Coppa Davis a Lille dinnanzi alla Francia -. Il suo cuore non si è avviato automaticamente dopo quella prima operazione e quindi dieci giorni dopo ne è stata necessaria una seconda per inserire un pacemaker.

Il chirurgo ha detto che aveva operato solo una o due volte per queste cose. Durante l’intervento ha avuto per tre volte l’elettroshock. Alla fine il pacemaker è stato inutile, perchè dopo due settimane, improvvisamente il cuore era tornato normalmente in azione, come un piccolo miracolo.

Quei giorni in cui è stata in terapia intensiva non sono stati dei più facili e poi mia moglie era incinta di nuovo. Ma ne siamo usciti più forti, e ora apprezziamo ogni momento perchè la vita può cambiare in due secondi”.

Ricordiamo che un anno e mezzo fa, più precisamente nell’aprile 2016, Darcis aveva dovuto dire addio all’allenatore Julien Hoferlin, deceduto a 49 anni per un tumore al cervello. “Julien non era solo il mio allenatore, ma anche un mio amico. Ci vedevamo continuamente anche fuori dal campo“.

Interessanti poi le dichiarazioni rilasciate dal capitano della selezione belga Johan Van Herck, che non ha mancato di sottolineare le differenza rispetto ai guadagni riservati dalla federazione transalpina ai propri addetti.

Noi ci scherziamo su, ma in Belgio, la Coppa Davis esiste solo nelle settimane in cui giochiamo. Non ho un contratto. Vengo pagato soltanto per la settimana di competizione.

Tutto questo non ha nulla a che vedere con i numeri che sento in Francia. Ho sentito che Noah guadagna €150,000 a sfida. Io non prendo nemmeno un decimo.

Qui in Belgio, lo facciamo principalmente per onore”. “Sarà una sfida interessante – ha chiosato Van Herck – la squadra francese sia favorita. Loro giocano in casa, ma noi abbiamo una buona squadra. Vedremo come andrà la settimana, noi ci faremo trovare pronti”.


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