RAONIC TORNA A RUGGIRE: È GIUNTO IL MOMENTO DELLA REDENZIONE?

Il Masters 1000 di Indian Wells sembra aver restituito un’ottima versione di Milos Raonic, finalmente libero dalla piaga degli infortuni

Tennis. Dopo gli innumerevoli infortuni accusati nell’ultima stagione e mezzo, sembra essere finalmente giunto il momento del ritorno per Milos Raonic, capace di issarsi fino alla semifinale a Indian Wells prima della netta sconfitta contro il futuro vincitore Juan Martin del Potro.

“Devo essere disciplinato dall’inizio alla fine. Sono stato un po’ altalenante e se non avessi avuto un po’ di fortuna come ho avuto alla fine del primo set le cose sarebbero andate diversamente”.

“La cosa che ha fatto è essere chiaro con me e cercare di semplificare le cose in maniera che io mi possa concentrare sulle cose che so fare bene e non complicare troppo il mio tennis in questo momento”.

“E quando devo prendere una decisione, crederci. Senza alcuna esitazione. Non pensare a quello che succederebbe se.

Cosa dovrei fare? Cosa non dovrei fare? Alla fine il mio gioco non dovrebbe essere così complicato: devo andare avanti alla prima occasione, servire bene, picchiare forte quando posso”.

“La cosa che ha fatto è essere chiaro con me e cercare di semplificare le cose in maniera che io mi possa concentrare sulle cose che so fare bene e non complicare troppo il mio tennis in questo momento”.

“Poteva essere un vantaggio fino a un certo punto, ma non penso che la finale (di Wimbledon) fosse così equilibrata tanto da poter essere essere condizionata dall’eventuale vittoria al Queen’s”.

“Non ho avuto alcuna chance nella finale di Wimbledon, ma quel risultato mi ha permesso di terminare l’anno da numero tre, quindi apprezzo ciò che ho fatto.

“È stato qualcosa di significativo per me, ho avuto la migliore sensazione di sempre sul campo nel vincere la semifinale contro Federer”.

“Certo, non potrò mai giocare il mio miglior tennis su questa superficie, ma posso avere successo lo stesso sull’erba per molti anni ancora”.

Più che un grande mentore e allenatore, è stato prima di tutto un grande amico. Ci sentiamo. Lo vedo ogni volta che vado a New York.

Ha cercato di farmi avere una certa attitudine e mentalità nel mio gioco in modo da poter avvicinarmi a vincere i grandi tornei”.

“Quest’anno ho potuto recuperare e prepararmi in vista dei prossimi tornei. Ho sempre giocato bene qui in Australia.

Il 2017 è stato difficile e frustrante, più che concentrarmi sul tennis ho chiesto aiuto per guarire.

Sono in salute al 100% ma avrei voluto allenarmi di più nella off-season, se non ci fossero stati gli infortuni”.

“Novak ha giocato bene qui in passato, ha avuto tanto tempo per allenarsi e recuperare.

Potrebbe fare ciò che ha fatto Roger quest’anno. È dura togliere dai giochi questi ragazzi che hanno vinto così tardi”.


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