ADDIO AL BIANCO, IL TENNIS È SEMPRE PIÙ MULTICOLORE E STRAVAGANTE

Negli ultimi Master 1000 Gael Monfils, Grigor Dimitrov, Roberto Bautista Augut, Denis Istomin e altri top player hanno esibito le loro ultime novità in fatto di t-shirt, occhiali e accessori unici

Tennis – Addio al bianco rigoroso delle divise dei giocatori anni 70. E addio anche alle polo a due bottoni in stile Fred Perry, sempre meno anche le Lacoste nelle versioni più sobrie. Il tennis evolve in fretta, parallelamente ai look studiati ad hoc dai professionisti. Ed ecco un vero e proprio proliferare di colori sgargianti e materiali sempre più tecnici, sia in campo maschile che in campo femminile. Spazio anche a magliette smanicate, occhiali di design, cerchietti, bandane d’ordinanza, polsini multicolor, calze e scarpe sempre più personalizzate e variopinte. Eccoci nell’era del tennis 2.0, dove, Wimbledon a parte, molti giocatori danno libero sfogo alla propria fantasia attraverso completi sempre più accattivanti.

Il primo a innescare questa rivoluzione di stile e a rompere gli schemi è stato Andre Agassi negli anni a cavallo tra gli anni 80 e 90. Curioso un aneddoto raccontato nel libro “Open” in cui Jimmy Connors, durante la classica presentazione annuale agli atleti delle nuove linee d’abbigliamento, prese in mano un paio di pantaloncini in jeans. “Chi li vuole questi”? – scherzò Connors con tono palesemente ironico -. “Li prendo io se nessuno li vuole”, rispose un giovane Agassi. Il tutto fu corredato da scaldamuscoli rosa, orecchino, collana d’oro e un bel toupet.

Ma torniamo ai giorni d’oggi, ai recenti Master 1000 americani di Miami e Indian Wells, vetrina ideale per mettere in mostra i propri look ad un pubblico ricercato come quello americano. Ed ecco una breve carrellata delle divise più in voga. Il bulgaro Grigor Dimitrov, uomo del momento e numero 15 del ranking ATP, fidanzato di Maria Sharapova, indossa pantaloncini Nike in stile costume da bagno, caratterizzati da fantasie a quadri e righe colorate. E che dire della divisa giallo fosforescente firmata Lacoste per lo spagnolo Roberto Bautista Agut. Lo stesso Fabio Fognini ha mostrato a Miami una maglia tecnica dell’Adidas color arancio con scollo a V, oltre alle sue scarpe personalizzate con scritta NMM (non mollare mai). Un altro personaggio che ama non passare inosservato è Denis Istomin: occhiali tecnici spesso colorati in stile Mughini, fascia di spugna anni 70, e t-shirt della Lotto che vanno dall’arancione, al giallo, al blu elettrico.

Non mancano gli esibizionisti puri, quelli che oltre a esibire magliette particolari, mostrano, forse fin troppo, le proprie doti muscolari. E non stiamo parlando del solito Rafael Nadal, oramai quasi classico nella sua divisa Nike (una delle più apprezzate anche dai giocatori dilettanti) comprensiva di maniche, ma dell’istrionico parigino Gael Monfils, che abitualmente si presenta con canottiere aderenti dei colori più improbabili, tra cui il viola. Decisamente un modo per mettere in mostra i suoi muscoli definiti e essere ricordati più per le doti atletiche che per quelle tennistiche.

Infine ci sono giocatori che hanno scelto sponsor insoliti per motivi di puro business. Parliamo del recente vincitore dell’ATP Master 1000 di Miami, Novak Djokovic, che indossa il marchio giapponese Uniqlo, essenziale nelle linee, forse troppo. Lo stesso discorso vale per Tomas Berdych, numero 5 del ranking, che ha scelto di indossare un marchio insolito come H&M, che ha creato per il ceco la propria prima linea da tennis.

Chiudiamo con due note. La prima riguarda l’italiana Camila Giorgi, recente mattatrice di Maria Sharapova, che indossa abiti disegnati direttamente dalla madre. Infine un applauso al rinato Roger Federer, che anche in fatto di abbigliamento non sbaglia un colpo.

 


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