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AGASSI NELLA HALL OF FAME

Newport (Usa) – Mancava solo l’ufficialità, che è arrivata sabato nella sede della Hall Of Fame del Tennis di Newport. Andre Agassi è fra gli Immortali della racchetta, essendo stato votato dalla maggioranza dei giornalisti del settore (fra cui fa parte il nostro Direttore Michela Rossi) lo scorso gennaio.

A meno di cinque anni dal suo ritiro dal tennis professionistico l’ex Kid di Las Vegas può dirsi ora a tutti gli effetti nella Storia del Tennis, al fianco delle altre leggende del nostro sport presenti nella Sala di Newport.

“Sono entusiasta e terrorizzato di essere qui davanti a voi oggi“, ha esordito Agassi nel suo discorso durante la cerimonia di “induction”, che ha coinvolto anche Fern ‘Peachy’ Kellmeyer, altra ex campionessa molto attiva nella promozione del tennis femminile. “Ho cominciato ad amare il tennis troppo tardi – ha detto l’americano - ma nella mia vita tutto quello che ho e che ritengo di valore viene da questo sport. Non solo il tennis mi ha dato tanto, ma mi ha insegnato tanto”.

Otto volte vincitore di uno Slam, 60 titoli Atp, un oro Olimpico ad Atlanta ’96 e numero uno del ranking per un totale di 101 settimane fra il 1995 e 2003, Agassi è, insieme alla moglie Steffi Graf e a Rafael Nadal, uno dei tre tennisti dell’Era Open ad aver centrato il Career Golden Slam e l’unico ad aver aggiunto a questo risultato la vittoria nelle Finals Atp.

Cresciuto sotto la severa guida del padre Emmanuel “Mike” Aghassian, orinario dell’Armenia, da quando aveva cinque anni Andre fu preparato al professionismo, con prima Wimbledon e poi il Grande Slam come obiettivi prioritari della sua vita. Dai capelli biondi ossigenati dei primi trionfi al look a “palla da biliardo” della seconda parte della carriera, Agassi si è fatto largo nel circuito con quelle sue inarrivabili doti di ribattitore e lottatore che gli hanno permesso di trovarsi a proprio agio su tutte le superfici.

Ha ringraziato tutte le persone a lui più vicine, Andre. Dalla moglie Steffi, mamma dei suoi due figli Jaden e Jaz, dall’amico Gil Reyer ai suoi ex coach Nick Bollettieri e Brad Gilbert, ai genitori Betty e Mike, tutti presenti alla cerimonia. Ma il ringraziamento più grande lo statunitense l’ha dedicato al suo sport: “Non è un caso se il tennis usa lo stesso linguaggio della vita. Servizi, vantaggi, rotture (break), colpa (fault), amore (love, che equivale allo “zero” nel punteggio). Le lezioni del tennis sono le lezioni della maturità”.

Entra dunque nell’Olimpo Agassi. Ma, dopo le dichiarazioni choc del suo “Open: An Autobiography”, il suo posto fra i grandissimi era stato messo a repentaglio. Le sue ammissioni sull’uso di droghe e i suoi inganni all’Associazione Tennis Professionistico avevano fatto storcere il naso a moltissimi, sentitisi tradire da uno dei giocatori più amati della Storia della racchetta.

A ognuno la libertà di prendere l’ammissione di questo controverso atleta come vuole. Noi decidiamo di chiudere l’articolo ricordando le parole del nostro Direttore: Impensabile una Hall of Fame senza Agassi, ma con Agassi non sarà mai più la stessa…


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