AMANDA COETZER: 157 CENTIMETRI DI PURA CATTIVERIA

Per la sua determinazione, che le permise di battere tutte le rivali più forti, la tennista sudafricana era considerata una tennista-killer, una “Piccola Assassina”

Talvolta madre natura non dona ai tennisti un fisico atletico adatto al tennis e così quei giocatori che davvero ci tengono a diventare forti sono costretti a sviluppare due organi in particolare, il cervello e le gambe.

Questo è quanto è accaduto ad Amanda Coetzer, giocatrice sudafricana tra le più forti di tutti i tempi e l’unica del suo Paese ad aver raggiunto il terzo posto nella classifica mondiale.

Alta appena 157 cm per un peso forma di 55 kg, destrorsa e dotata di un ottimo rovescio a due mani, Amanda costruì il suo tennis grazie ad una velocità che le permetteva di recuperare palle impossibili e ad una intelligenza tattica che le consentiva di leggere bene la partita, tanto da farle spesso battere giocatrici meglio classificate di lei.

La sua attitudine, assieme alla sua bassa statura, fece meritare alla Coetzer l’appellativo di “Piccola Assassina”.

Nata il 22 ottobre 1971 nella cittadina di Hoopstad, entrò nel mondo del tennis professionistico nel gennaio 1988. Nel 1989 giocò a Parigi il suo primo torneo del Grand Slam giungendo agli ottavi di finale, dove si arrese alla futura vincitrice Arantxa Sanchez che la batté con il punteggio di 6/3 6/2.

Negli anni successivi, passo dopo passo migliorò la sua classifica, tanto che nel 1992, sul cemento americano di Boca Raton, ottenne la prima vittoria di prestigio su una giocatrice classificata tra le prime 3: superò Gabriela Sabatini con lo score di 4/6 6/1 6/2.

Rimarrà questa l’unica vittoria della sudafricana negli 8 scontri con la campionessa argentina.

Nel 1993 vinse a Melbourne il suo primo torneo superando in finale la giapponese Naoko Sawamatsu per 6/2 6/3, e pochi mesi più tardi portò a casa anche il secondo titolo, a Tokyo, sconfiggendo per 6/3 6/2 la n.1 nipponica Kimiko Date.

Nel 1994, sulla terra di Praga, si aggiudicò il suo terzo alloro, il primo senza perdere nemmeno un set: prevalse in finale sulla svedese Asa Carlsson Svensson per 6/1 7/6.

È però il 1995 il suo anno della svolta. Seppur a secco di titoli, Amanda Coetzer fece cose strabilianti. Ai Canadian Open, torneo che segnava il rientro alle gare di Monica Seles (28 mesi dopo essere stata accoltellata da uno squilibrato durante la prova di Amburgo), la Coetzer attirò l’attenzione su di sé quando negli ottavi di finale superò la n.1 mondiale Steffi Graf con lo score di 3/6 6/2 7/6.

Quella sconfitta mise fine ad una striscia di 32 vittorie consecutive della tedesca. Ma Amanda non si fermò lì. Nei quarti superò la n.5 del mondo Mary Pierce per 6/4 5/7 6/0, e in semifinale la n.4 Jana Novotna per 6/4 6/3.

Nell’incontro decisivo, giocato proprio contro Monica Seles, raccolse però la miseria di un solo game. Nel 1996 Amanda Coetzer divenne la prima sudafricana dell’Era Open a giungere in semifinale in un torneo del Grand Slam.

Fu agli Australian Open, dove si arrese alla tedesca Liezel Huber col punteggio 4/6 6/4 6/2. Nel 1997 vinse altri 2 dei suoi 9 titoli in carriera, a Budapest e in Lussemburgo, ma non è questo che rese il suo anno memorabile tanto da farle meritare la terza poltrona della classifica mondiale.

Sempre allo Slam di Melbourne, sulla strada della sua seconda semifinale di un “Major”, sconfisse negli ottavi nuovamente la “number one” Steffi Graf con lo score di 6/2 7/5. Pochi mesi dopo, sulla terra rossa di Berlino, nei quarti impartì alla tedesca la sconfitta più pesante della sua carriera, superandola in appena 56 minuti con il secco punteggio di 6/0 6/1.

Alcune settimane più tardi, dopo aver eliminato negli ottavi del Roland Garros la spagnola Conchita Martinez per 6/7 6/4 6/3, regolò per la terza volta la tedesca, di nuovo con un punteggio eloquente: 6/1 6/4.

Amanda Coetzer stabilì così in un colpo solo due record: divenne una delle 6 giocatrici (assieme a Evert, Navratilova, Sabatini, Sanchez e Davenport) ad aver battuto per almeno 3 volte la Graf nello stesso anno, ed una delle sole 4 “pro” (assieme a Sanchez, Navratilova e Seles) capaci di sconfiggere la tedesca nei tornei dello Slam per 2 volte nella stessa stagione (dal 1987).

Pur arresasi a Iva Majoli nella semifinale di Parigi, Amanda Coetzer continuò l’anno mietendo risultati importanti. In autunno, al torneo di Lipsia superò nel penultimo round la nuova n.1 del mondo Martina Hingis per 6/4 4/6 7/6, divenendo così una delle 6 giocatrici nella storia del tennis ad aver battuto due diverse “number one” nello stesso anno.

Nel 1998 vinse il torneo più importante della sua carriera, sulla terra verde americana di Hilton Head, superando in finale la rumena Spirlea con lo score di 6/3 6/4. Nel 1999 ebbe di nuovo ragione di una leader mondiale, questa volta toccò alla statunitense Lindsay Davenport, nei quarti di finale del torneo indoor di Tokyo (2/6 6/4 6/3 lo score).

Amanda Coetzer si ritirò nel 2004 con 9 titoli di singolare e altrettanti di doppio ma, soprattutto, con la peculiarità di aver battuto – per una volta almeno – tutte, ma proprio tutte, le più forti giocatrici della sua epoca.


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