Melbourne (Australia). A poche ore dall’inizio della 100esima edizione degli Australian Open maschili, è tempo di tracciare le ultimissime considerazioni sul torneo in arrivo, confrontato con quelli degli anni precedenti. Nelle ultime dieci edizioni è capitato solo 2 volte che un giocatore proveniente dalle qualificazioni sia riuscito a spingersi sino agli ottavi di finale. Nel 2002 ce l’ha fatta un Fernando Gonzalez diciannovenne, mentre nella passata stagione è stato un ancora poco conosciuto Milos Raonic a sorprendere tutti, superando Bjorn Phau, Michael Llodra e Mikhail Youzhny prima di arrendersi in due set allo spagnolo David Ferrer. Azzardare chi sarà il Raonic di questa edizione è molto molto complicato, ma abbiamo comunque analizzato tutti gli accoppiamenti capitati ai giocatori provenienti dal tabellone cadetto, cercando di scoprire i più e i meno facili.
Praticamente favoriti. Le migliori possibilità di superare il primo turno le portano con sè l’olandese Jesse Huta Galung, l’estone Jurgen Zopp, e il francese Florent Serra, opposti rispettivamente all’argentino Carlos Berlocq, alla giovane wild card James Duckworth, e al belga Steve Darcis. Il tennista orange si sa infatti esprimere molto bene sul cemento (a differenza di Berlocq, troppo poco incisivo lontano dalla terra), ed è anche rodato dai tre incontri vinti nel torneo di qualificazione. Parte sicuramente favorito anche Zopp, alla prima nel main draw di un Major proprio come il suo avversario, diciannovenne dal futuro assicurato ma probabilmente ancora inferiore al tennista di Tallinn, in ascesa come lui, ma che lo precede di oltre 100 posizioni nel ranking Atp. In caso di vittoria la strada di entrambi è comunque destinata a trovare un grosso ostacolo al turno successivo, che vedrebbe l’estone sfidare molto probabilmente Janko Tipsarevic, e l’olandese incrociare la racchetta con uno fra Jurgen Melzer e Ivo Karlovic. Discorso diverso invece per Serra, atteso da un match abbordabile contro Darcis e fiducioso in vista del secondo round, che gli opporrà uno fra Yen-Hsun Lu e il lucky loser Rik De Voest (entrato grazie al forfait di Florian Mayer).
Qualche speranza… ma cammino apparentemente chiuso al turno dopo anche per altri cinque qualificati, fra i quali il nostro Matteo Viola. Il tennista veneto partirà sfavorito contro il colombiano Santiago Giraldo, ma nel 2010 è arrivato a un passo dal batterlo sulla terra di Bogotà (fallì tre match-point), e dopo ciò che ha mostrato nelle qualificazioni è meglio non mettere limiti alla provvidenza. Un successo sarebbe un grandissimo risultato, e gli regalerebbe una passerella meritata, nella Rod Laver Arena, contro Novak Djokovic. Oltre a Viola, c’è qualche speranza anche per il giovane statunitense Denis Kudla, opposto a un Tommy Haas lontanissimo dalle migliori condizioni ma chiuso da Rafael Nadal al secondo turno, e per il britannico James Ward, che potrebbe far valere su Blaz Kavcic (ma non su Juan Martin Del Potro) la sua maggiore attitudine ai campi rapidi. Con loro anche il debuttante spagnolo Roberto Bautista-Agut, che potrebbe giocarsela con Ricardo Mello ma non con Jo-Wilfried Tsonga, e Bjorn Phau, atteso da un giocatore a lui molto simile come Olivier Rochus (finalista ad Auckland), ma troppo leggero per ostacolare Tomas Berdych nell’eventuale match successivo.
Difficili, ma non impossibili… gli impegni di altri tre giocatori provenianti dal tabellone cadetto, fra i quali il kazako di Bra Andrey Golubev. L’allievo di Massimo Puci ha pescato il russo Mikhail Youzhny, contro il quale ha perso tutti i quattro precedenti, ma conserva qualche speranza di vittoria. L’ultima sfida fra i due (Kuala Lumpur 2010) gli è infatti sfuggita per pochissimi punti, e a Melbourne potrebbe rifarsi. Certo, da allora Andrey ha perso oltre 100 posizioni, ma nemmeno Youzhny pare essere più quello dei tempi migliori. Match duro, ma non del tutto chiuso, anche per il tedesco Peter Gojowczyk, al debutto in un Major. Il 22enne di Monaco, in grado di esprimersi ad altissimi livelli e destinato a salire parecchio nel ranking, se la vedrà al primo turno contro Donald Young, in un match che, alla luce anche delle schiaccianti vittorie ottenute dal tedesco nel torneo cadetto (con soli 9 giochi persi in tre sfide) potrebbe riservare qualche sorpresa. Da non perdere, infine, il derby ucraino fra il qualificato Illya Marchenko e Sergiy Stakhosvky, favorito ma obbligato a tenere gli occhi aperti.
Durissime… invece le sfide dalle quali sono attesi il thailandese Danai Udomchoke, il danese Frederik Nielsen (primo Slam) e lo slovacco Lukas Lacko, che hanno pescato subito delle teste di serie. L’unico che potrebbe far qualcosa è proprio quest’ultimo, che sfiderà Ivan Ljubicic, mentre per gli altri due (opposti a Gilles Simon e Kevin Anderson) la strada è molto molto complicata. Le speranze di conquistare anche solo un misero set sono invece ridotte al lumicino sia per il russo Alexander Kudryavtsev (all’esordio) che per lo statunitense Alex Kuznetsov, i quali hanno trovato rispettivamente Roger Federer e Rafael Nadal. La beffa per il sorteggio durissimo viene però almeno parzialmente ammortizzata dalla possibilità di giocare sul campo centrale, in diretta televisiva mondiale, e contro due fra i più forti tennisti di tutti i tempi. Una vetrina per pochi fortunati, che capita una volta nella vita.








