BICCHIERE MEZZO PIENO?

Nonostante l’ennesima sconfitta in finale, l’Argentina può guardare con un sorriso alle prossime edizioni della Davis. Forte di un Del Potro ritrovato, di tanti giovani in ascesa, e di un clima di nuovo positivo

Siviglia (Spagna). Quattro finali di Coppa Davis e quattro sconfitte. Uno spiacevole primato mai riuscito a nessuno, e indubbiamente poco invidiabile. Domenica l’Argentina ha perso per la terza volta all’atto conclusivo negli ultimi sei anni, in una competizione che sembra sempre più stregata per il team albiceleste, e quindi desiderata come non mai. Lo dimostrano i circa quattromila tifosi presenti sugli spalti dello Stadio Olimpico de La Cartuja, tremila dei quali giunti proprio dall’Argentina, nonostante la loro nazione disti oltre 10mila chilometri dalla città spagnola. Hanno cantato, urlato, e sostenuto i propri giocatori dal primo all’ultimo minuto, non smettendo mai di incitarli, neanche nei momenti difficili, neanche dopo la sconfitta. Ma nonostante ciò i rivali si sono dimostrati troppo forti, e non c’è stato niente da fare. Di nuovo.

Ma a differenza della finale incredibilmente persa nel 2008 a Mar del Plata (sempre contro gli iberici), dalla quale i padroni di casa uscirono con le ossa rotte e rapporti infiammati all’interno dello spogliatoio, questa volta ci sono parecchi aspetti positivi, che fanno ben sperare in chiave futura. Come sottolineato anche dagli stessi giocatori – e dal capitano ‘Tito’ Vazquez – nella conferenza stampa seguente la finale, l’Argentina pare infatti avere finalmente una squadra, affiatata, unita e consapevole delle proprie possibilità, che ha saputo far soffrire il miglior team del mondo. Ne è chiara dimostrazione il quasi commovente gesto di David Nalbandian (autentico senatore della squadra), che dopo la sconfitta di Juan Martin Del Potro contro Nadal è subito andato a consolare il connazionale, in lacrime per non essere nuovamente riuscito a farcela. I rapporti fra i due, a causa del vero e proprio disastro del 2008, sono sempre stati tutt’altro che idilliaci, e non ci stupiremmo affatto se il primo momento di riavvicinamento fosse stato proprio quello ripreso dalle televisioni.

Ma non solo. Oltre alla ritrovata serenità, gli argentini possono dormire sonni tranquilli anche per quanto concerne i giocatori. Il Del Potro visto a Siviglia pare quello dei tempi migliori, prima che l’infortunio al polso ne bloccò improvvisamente l’ascesa. Latita un pochino dal punto di vista fisico, faticando troppo nei movimenti, ma nonostante le condizioni non ottimali ha saputo lottare per quasi 5 ore contro David Ferrer sulla terra battuta, e ha dominato per lunghi tratti Rafael Nadal. Due risultati che la dicono lunga su quello che avrebbe potuto fare in una situazione migliore, e lo rilanciano come uno dei papabili protagonisti per il 2012. Non da meno Nalbandian, che con i suoi 29 anni non è più giovanissimo per il tennis, ma qualche stagione la può ancora giocare sicuramente. Non riuscirà forse più a garantirsi competitivo per tre giornate consecutive, ma in Coppa Davis rimane una garanzia, e anche questa volta l’ha confermato. In doppio può ancora fare la differenza, e quando la palla ‘scotta’ sa gestire la tensione meglio di chiunque altro.

Finalmente poi la formazione ha anche trovato un assiduo praticante del doppio come Eduardo Schwank, top 15 nel corso dell’anno e bravo a ripagare con una bella prestazione la fiducia concessagli nella sfida di Siviglia. Nonostante fosse uno dei match più importanti della sua carriera, il venticinquenne di Rosario è sceso in campo tranquillo e sicuro di sé, dimostrandosi pienamente all’altezza della situazione. E, come se non bastasse, ci sono anche tantissimi giovani parecchio in gamba, pronti a venire in aiuto ai loro più affermati connazionali. Su tutti il ventunenne Facundo Bagnis, numero 151 del mondo, che a Siviglia era presente per volere del capitano, e si è allenato e ha sofferto insieme ai compagni, iniziando ad annusare l’ambiente della Davis. Oltre a lui il suo coetaneo Federico Del Bonis, e i più giovani Nicolas Pastor (classe 1991) e Facundo Arguello (1992). Tutti ragazzi già in grado di mettersi in evidenza a buonissimi livelli, e probabili protagonisti degli anni a venire.

La rincorsa all’insalatiera d’argento riparte fra poco, più precisamente il 10 febbraio prossimo, in Germania. Quasi sicuramente sulla panchina argentina non ci sarà più Vazquez – il cui contratto è in scadenza, e non dovrebbe venir rinnovato – che verrà probabilmente sostituito dal 47enne Martin Jaite (top 10 nel 1990), ma il discorso non cambia. In più l’Argentina avrà un cammino più che discreto, in quanto, dopo la trasferta tedesca – che molto probabilmente li vedrà in campo sul veloce indoor (ma non è un problema né per Del Potro nè per Nalbandian) – potranno infatti giocare fra le mura amiche tutte le eventuali sfide successive, finale compresa. Un vantaggio non indifferente, visto e considerato anche che, a causa dei Giochi Olimpici di Londra, alcune delle migliori avversarie non saranno al completo. Insomma, la finale persa a Siviglia ha rimandato l’appuntamento con la Davis, ma ha aperto una strada. Ora spetta agli argentini saperla percorrere nel modo giusto.

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4 Commenti a “BICCHIERE MEZZO PIENO?”


  1. Mariarosa scrive:

    Rispetto anche io la tua opinione ma non vedo tutto questo positivismo…scadrà pure il contratto a Vasquez ma potevamo rinnovarglielo. In seguito perchè avrebbe dovuto risparmiare Nalbandian visto che l’incontro con Ferrer non si è nemmeno disputato? Meglio dare tutto quello che puoi dare, e Nalbandian sicuramente avrebbe contrastato Nadal, ne sono certa, mentre non sono certa che la decisione sia stata presa di comune accordo col giocatore. La sicurezza la si ha solamente se la fonte arriva direttamente dalle persone in questione…su questo punto farò una ricerca per capire come sono andate le cose realmente. Intanto gioisco per l’esonero di Vasquez, una ventata di novità non può far altro che bene alla squadra.

  2. Marco Caldara scrive:

    Rispetto la tua opinione, ma per correttezza di informazione ti dico che Vazquez se ne va perchè il contratto scade e non perchè viene esonerato (il succo è lo stesso, ma la questione non è proprio uguale). E comunque ribadisco di essere ipersicuro che la scelta di escludere Nalbandian dalla prima giornata sia stata presa di comune accordo con il giocatore, consapevolissimo di non poter competere tre giorni di fila in match 3 set su 5. Ragion per cui, anche se avesse giocato e vinto con Nadal (comunque impossibile), sarebbe stato un cadavere la domenica, e non avrebbe avuto chance contro Ferrer. Credo c’entri poco, se non nulla, con il mancato rinnovo del contratto, che vedo invece come un semplice tentativo di dare ulteriore sprono alla squadra.

  3. Mariarosa scrive:

    Scusate ma ci siamo mangiati qualche parola…nonostante i suoi 43 anni afferma che non si può etc…

  4. Mariarosa scrive:

    Ciao Marco purtroppo mio marito ed io avevamo ragione; Vasquez paga cara la sciocchezza di estromettere Nalbandian dal primo singolare…oggi è stato esonerato da capitano della Davis argentina.Mio marito, che gioca a tennis dal 1979 nonostante i suoi 43 anni :-) non si può puntare a risparmio in una competizione così importante. Aspettiamo il sostituto che sembrerebbe possa essere o Martin Jaite o Zabaleta. Non ci resta che attendere…


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