GAUDENZI, IL TENNISTA SUL SEGGIOLONE

Numero 1 d’Italia per diversi anni, il giocatore faentino è arrivato a sedersi sulla poltrona n.18 della classifica Atp e a disputare la finale di Coppa Davis. Nel 2002 superò al primo turno di Roma il futuro “Dio” Roger Federer e al Roland Garros sconfisse Pete Sampras

È dagli Anni Settanta, cioè dai tempi di Adriano Panatta e Corrado Barazzutti, che l’Italia non ha un giocatore compreso tra i primi 10 del mondo, e da Parigi 1976 che non vede un exploit di singolare nei titoli del Grand Slam. In tutto questo tempo, però, non sono mancati tennisti che con impegno e volontà, pur non raggiungendo le vette dei predecessori, hanno fatto onore al tennis di casa nostra.

Uno di questi è senza dubbio Andrea Gaudenzi, che nel 1995 raggiunse il gradino n.18 della classifica mondiale. Nato a Faenza il 30 luglio 1973, dotato di un solido gioco da fondocampo, si distingue fin da junior, quando nel 1990 conquista sia il Roland Garros che gli US Open terminando l’anno al primo posto della classifica di categoria.

Dopo un periodo di assestamento, necessario per abituarsi al circuito maggiore e complicato dalle incomprensioni con il suo allenatore Bob Hewitt scelto per lui dalla Federazione italiana, nel 1993 Andrea Gaudenzi centra la sua prima semifinale del circuito maggiore nella prova di San Marino, sulla terra battuta che è la sua superficie preferita.

Batte, tra gli altri, l’austriaco Skoff (testa di serien.2) e poi il marocchino El Aynaoui (n.7) prima di arrendersi al connazionale Renzo Furlan al tie-break del set decisivo. In autunno Andrea Gaudenzi, sul cemento di Tel Aviv raggiunge i quarti perdendo per 6/7 7/6 7/5 contro il russo Cherkasov dopo 3 ore e 54 minuti, stabilendo così il record di durata (ancora imbattuto) per un match al meglio dei tre set.

Continua a migliorare nel 1994, e a Parigi ottiene il suo miglior risultato in una prova del Grand Slam approdando agli ottavi dopo aver superato al primo turno il favorito n.12 Korda in 5 set e nei round successivi i francesi Gilbert e Boetsch.

Sul centrale si arrende al favorito n.5 Goran Ivanisevic dopo una dura battaglia terminata col punteggio 6/2 5/7 6/4 6/3. Durante quella partita accade un episodio curioso: l’arbitro deve allontanarsi per qualche minuto e Andrea Gaudenzi, per ingannare l’attesa, sale sul seggiolone e comincia a parlare al microfono annunciando – tra le altre cose – la sua vittoria.

Nell’estate di quell’anno raggiunge la prima finale della sua carriera sulla terra di Stoccarda, fermato dal finalista dello Slam francese Alberto Berasategui. Nei quarti si era però preso il lusso di annientare il beniamino del pubblico Michael Stich con un duplice 6/2. Fa bene anche agli US Open dove, al secondo turno, supera l’ex numero 1 del mondo Jim Courier. Getta la spugna nel turno successivo al modesto tedesco Renzebrink.

Per Andrea Gaudenzi nel febbraio 1995 il continuo progredire è attestato dal raggiungimento del suo “best ranking”.

In aprile, al torneo di Monte Carlo, batte due top-ten del calibro di Kafelnikov e Bruguera, e in semifinale Andrea Gaudenzi trova il suo amico Thomas Muster, col quale condivide allenamenti e allenatore. In campo danno vita ad una battaglia all’ultimo sangue, con Muster che sembra stremato e sempre sul punto di ritirarsi, ma che finisce col vincere con il punteggio di 6/3 7/6.  Andrea Gaudenzi è infuriato e non gli stringe la mano, ma da amici quali sono i due si chiariscono immediatamente negli spogliatoi.

Nel 1996 Andrea Gaudenzi si aggiudica, a Milano, il suo primo titolo in doppio in coppia con l’amico Ivanisevic, ed in primavera raggiunge la finale al torneo dell’Estoril ancora una volta superato da Muster.

Ottiene i quarti agli Internazionali di Roma, dove elimina campioni come Hlasek, Stich ed Enqvist prima di arrendersi nettamente ad Alberto Costa per 6/2 6/1.

Nonostante le frequenti polemiche con la Federazione Italiana Tennis, Andrea Gaudenzi è veramente attaccato ai colori della nazionale, tanto da dare un notevole contributo al ritorno dell’Italia nel penultimo round di Coppa Davis, ma soprattutto ottiene il terzo turno alle Olimpiadi di Atlanta, fermato dal futuro vincitore Andre Agassi che prevale per 2/6 6/4 6/2.

Nel 1997 approda in finale a Bucarest (superato dal giocatore della Tasmania Fromberg), e nel 1998 centra finalmente il suo primo titolo di singolare a Casablanca regolando nel match clou lo spagnolo Calatrava con lo score di 6/4 5/7 6/4.

Non contento, conquista anche il titolo di doppio assieme a Diego Nargiso. Raggiunge pure la finale a Kitzbuehel, persa in 5 set con Alberto Costa, ma soprattutto contribuisce a portare in finale l’Italia di Davis.

La spalla destra (già operata nel 1996) gli fa molto male, e così il 2 ottobre Andrea si sottopone ad un’operazione in artroscopia, ma è pronto per rientrare per la finalissima di Coppa Davis, la prima che l’Italia disputa in casa. Gioca una generosissima partita contro Magnus Norman, ma è costretto a ritirarsi sul punteggio di 6/7 7/6 4/6 6/3 6/6 e deve essere operato di urgenza.

Rientra dopo più di 3 mesi e riesce ad ottenere il terzo turno sia agli Internazionali di Roma sia al Roland Garros di Parigi.

Dopo un 2000 incolore dal punto di vista dei risultati nel circuito maggiore, ma ricco di soddisfazioni nei Challenger, Gaudenzi torna al successo nel 2001, ottenendo gli allori a St. Poelten (in finale su Hipfl) e a Bastaad (su Ulirach).

Nel 2002 supera al primo turno di Roma il futuro “Dio” Roger Federer in quello che resterà l’unico incontro fra i due. Al Roland Garros batte Pete Sampras all’esordio e poi Brasington, prima di arrendersi al futuro vincitore Alberto Costa. Si ritira nel 2003.

Grazie alla sua grinta, al suo talento e alla sua generosità, Andrea Gaudenzi è stato “number one” d’Italia dal 1994 al 1996, nel biennio 1998/1999 e nel 2002.


1 Commento per “GAUDENZI, IL TENNISTA SUL SEGGIOLONE”


  1. Emanuele Renzoni ha detto:

    Andrea Gaudenzi è stato un grande tennista italiano durante gli anni ’90 del XX secolo dimostrando di possedere una buona mentalità agonistica, una buona concentrazione e determinazione per vincere gli incontri di singolare e di doppio nel circuito Challenger,Atp ed in Coppa Davis. Purtroppo quando era un po’ deconcentrato e non molto determinato perdeva alcuni incontri agonistici. Comunque tutto sommato Andrea Gaudenzi merita di entrare nella Hall of Fame del Tennis Italiano per aver raggiunto dei buoni traguardi agonistici nel circuito Atp dal 1994 al 2001.


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