ANDY MURRAY AFFAMATO, MA ANCHE PER LA DAVIS?

Primo posto nel ranking mondiale, una scalata da confermare e tanto altro da scoprire, ma Andy Murray avrà tempo per la Davis? Ne parla Leon Smith

TENNIS – Non c’è nessuno più entusiasta e voglioso di Andy Murray per l’inizio della nuova stagione del circuito maschile. C’è un primo posto da difendere e legittimare, ma anche tanti titoli che aspettano la riconferma e nuovi orizzonti da scoprire sotto la nuova veste. Tantissima carne al fuoco, al punto da trovarsi costretto a perdersi forzatamente qualcosa per strada. L’impressione di fine anno è che il primo step da declinare sia la Coppa Davis.

Subito dopo l’Australian Open, infatti, la Gran Bretagna sarà impegnata nel primo turno dell’insalatiera contro il Canada di Milos Raonic, per un esordio tutt’altro che semplice per la Nazionale di Sua Maestà. Le cose si potrebbero ulteriormente complicare se il tennista scozzese decidesse di disertare la chiamata alle armi contro i nordamericani, eventualità che Leon Smith prende particolarmente sul serio. Ai microfoni del Daily Mail, il capitano britannico spiega quali incastri sono necessari affinchè Murray partecipi alla sfida di Davis: “Andy è una persona estremamente competitiva e il fatto di aver superato Djokovic in classifica gli ha dato una forza che nessuno ha mai visto finora. È affamato in maniera feroce, ma deve comunque tener fede al calendario che gli si prospetta davanti. Sta facendo il possibile per onorare gli impegni di inizio stagione ed inserirne degli altri, tra cui il turno di Davis. Il problema è che dipenderà molto da come andrà a Melbourne, sia a livello fisico che di risultati. Confido molto nella sua disponibilità, ma chiaramente dovrà decidere senza la pressione di nessuno“.

La sfida contro il Canada si svolgerà ad Ottawa dal 3 al 5 febbraio. Ipotizzando un arrivo alle fasi più delicate del primo Slam dell’anno, Murray sarebbe poi costretto ad accelerare i tempi attraverso un giorno intero di viaggio fino all’America del Nord, senza dimenticare un cambiamento climatico che rischierebbe di pregiudicarne non solo la condizione atletica, ma anche e soprattutto il suo status di salute. Tuttavia, è un fattore che potrebbe condizionare anche la situazione di Raonic, qualora si ripetesse la finale di Wimbledon 2016. Il fattore campo e la maggiore attitudine del canadese, però, rappresentano due vantaggi da non sottovalutare rispetto al collega britannico.

Allo stesso tempo, se Murray vorrà dimostrare a tutti i costi la sua superiorità nel circuito, dovrà raggiungere e mantenere i livelli robotici del miglior Djokovic. Approfittare di una flessione di Nole non è sufficiente per garantirsi una posizione stabile in vetta al ranking ATP, ragion per cui la legittimazione del sorpasso passa anche uno sforzo superiore sul piano degli impegni ufficiali.


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