ATP, DIMITROV E BAUTISTA TRA I PRIMI VINCITORI IN STAGIONE

Il bulgaro Dimitrov trionfa nell’ATP di Brisbane, in India netta affermazione dell’iberico Roberto Bautista Agut

TENNIS – Dopo Novak Djokovic, ecco Dimitrov e Bautista Agut. Sono la bandiera bulgara e quella spagnola ad essere issate in onore dei vincitori dei tornei di Brisbane e Chennai, due dei primi appuntamenti del 2017. Gli esiti delle due finali sono però controversi: in Australia, infatti, non riesce a vincere Nishikori, favorito d’obbligo alla vigilia, in India pronostico confermato con la netta affermazione dell’iberico Roberto Bautista Agut.

Nella terra dei canguri sorprende la vittoria di Grigor Dimitrov, che riesce a trionfare nell’ATP di Brisbane contro l’attuale numero 5 al mondo, il nipponico Kei Nishikori. Per il bulgaro, fermo al numero 16 del ranking, il 6-2 2-6 6-3 finale coincide con la sesta vittoria in un torneo del circuito internazionale e con la fine della serie negativa contro il giapponese, che aveva vinto tutti i 3 incontri precedenti. Già nella prima frazione si intuisce la maggiore verve del tennista europeo, che costringe spesso l’avversario sulla difensiva. Dopo diversi tentativi di break, Nishikori deve cedere la battuta per due volte, concedendo un facile 6-2 a Dimitrov. Nella seconda ripresa, i giochi si ribaltano, il gigante bulgaro commette troppi errori e concede la parità con un “nuovo” 6-2. Nella terza frazione, decisiva per l’assegnazione del trofeo, entrambi i protagonisti in campo alzano notevolmente il livello del tennis, ma ad approfittarne è il bulgaro, che cambia marcia e si aggiudica il break decisivo che porta al 6-3 finale, che vale una buona dose di punti e il sesto trionfo del 25enne di Haskovo, a quasi 3 anni dalla vittoria agli AEGON Championship di Londra, risalente al maggio del 2014.

Non fallisce invece l’occasione di trionfare a Chennai lo spagnolo Roberto Bautista Agut. Il numero 2 del tabellone indiano è riuscito a sbarazzarsi abbastanza nettamente del giovane russo Daniil Sergeyevich Medvedev, che ha fallito il primo appuntamento con la finale da professionista. Ed è probabilmente l’emozione a tradire il moscovita nato nel 1996, che non è riuscito ad arginare la maggiore esperienza dell’avversario. A fare la differenza nel 6-3 6-4 finale è infatti non solo la classe di Bautista, abile a sfruttare le occasioni propizie, ma anche della differenza psicologica tra i due protagonisti in campo. Per il 28enne di Castellòn de la Plana si tratta della quinta affermazione nel circuito internazionale, dimostrando per il secondo anno consecutivo di riuscire a partire fortissimo. Nel 2016 aveva infatti trionfato sia sul cemento dell’Heineken Open il 16 gennaio che su quel veloce del Sofia Open lo scorso 7 febbraio.


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