ATP DOHA: DJOKOVIC SPRECA E POI VINCE, ABBATTUTO MURRAY

Il serbo rischia di dilapidare un vantaggio enorme, poi chiude in tre set. A Doha agguanta il titolo numero 67 in carriera. Sconfitto Andy Murray

Da Rio a Flushing Meadows, da Parigi a Londra. Novak Djokovic, dopo un digiuno lungo quasi sei mesi, ritorna alla vittoria. Il serbo abbatte la difesa di un coriaceo Andy Murray, bissa il successo del 2016 e raggiunge a Doha quota 67 titoli in carriera (sesto, alle spalle di Nadal). L’ex numero uno del mondo, che nel complesso disputa un miglior match, prima di chiudere – 6-3 5-7 6-4 – sciupa tre match point (sul 6-3 5-4) e rischia di complicarsi la vita anche nel terzo set:  fondamentale, soprattutto nelle fasi finali, il servizio. Ed è con la vittoria di Nole che cala il sipario sull’Atto I della stagione. Murray, numero uno con margine, fa un passo indietro.

La partita non decolla immediatamente. Nole, che nel terzo gioco concede una palla break, ha bisogno di venti minuti per scrollarsi di dosso i fantasmi del 2016. E Murray, che dal canto suo adotta una tattica prevalentemente attendista, gli dà una mano: il serbo, avanti 4-3, recupera due quindici di svantaggio, gioca il miglior game di risposta della sua partita, si procura una chance di break e – proprio  alla prima occasione utile – archivia la frazione sugellando con uno splendido vincente in lungolinea il 6-3 finale.

Il serbo, che ha tutte le circostanze dalla sua parte, non si disunisce nemmeno con l’avvento del secondo set. Murray,  che nei primi tre turni di battuta del set perde solamente due punti, sa di non aver mai ribaltato le sorti del match dopo aver perso il primo set. Ma le sorti dell’incontro, almeno apparentemente, si ribaltano: Djokovic, che ancora una volta è il primo a fronteggiare palle break, si cava fuori dai guai e nel settimo gioco approfitta di quattro errori in fila dello scozzese per procurarsi la chance di chiudere la pratica con il servizio a disposizione. Avanti 5-3, il serbo tituba. E proprio quando è chiamato a servire per il match, dilapida un vantaggio di 30-0, sciupa tre match point, lascia a Murray il pallino del gioco. Lo scozzese non si lascia pregare, cavalca il momento positivo e con un parziale di 4-0 trascina miracolosamente la partita al terzo.

Il terzo parziale segue le orme del secondo. Cambia solo l’epilogo. Djokovic, non senza qualche difficoltà, si tira fuori da un complicatissimo sesto gioco prima di ottenere – a 0 – il break che, di fatto, decide l’incontro. Il serbo, che nel complesso gestisce meglio le ultime energie a disposizione, sul 5-4 è nuovamente costretto a recuperare da 0-30, ma con autorità non perde il bandolo della matassa e con quattro punti consecutivi archivia la pratica dopo quasi tre ore.


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