RAFA E NOLE NELLA FINAL FOUR

Nadal in crescendo si forma si sbarazza di Berdych e raggiunge la semifinale. Qualificato anche Djokovic che ha la meglio su Roddick

Nadal arpiona la semifinale, Berdych evapora dopo il primo set. Missione portata a termine con la consueta baldanza arrembante, da Rafael Nadal. Era chiamato a dare una risposta a Roger Federer, ma prima ancora a chiudere alla svelta la faccenda qualificazione, vincendo almeno un set nell’odierno match contro Berdych. L’iberico ha inizialmente sofferto contro un ceco ben calato nel match. Spalle ritte, sopracciglia glabre e dritto spianato, Thomas è rimasto in partita per un’ora dando l’impressione di avere, nella teoria trigonometrica applicata al tennis ipotetico, tutte le armi per infastidire il numero uno al mondo. Una teoria che, evidentemente, non contempla il cervello ed i bulloni arrugginiti conficcati nelle meningi che affiorano con implacabile puntualità.

Più interessante soffermarsi sull’inedito “Nadal furioso” che alza il braccio. Chiede la moviola con la stessa convinzione di Biscardi durante una sua filippica. Occhio di falco gli dà torto. Perde il punto e s’inalbera con una furia mai vista, che sconfina nel “non gioco più (me ne vado, non credere ai capricci di una foglia che col vento se va…)”. Dice di non aver mai chiesto quella verifica, nata di pura sponte dalla volontà del giudice di sedia. Lui semmai invocava il pronto intervento per una rondine migratoria smarrita dallo storno. Ha da difendere il premio “fair play”, del resto. Giusto o meno, piacevole o inutile, la realtà è che lo spagnolo dopo quell’episodio torna a giocare, chiude con bel fendente velenoso, celebrato con esagitata esultanza pelvica. E da allora fila via come un treno. La differenza tra un campione con una testa inossidabilmente onnivora ed un paranoico qualsiasi, risiede proprio nella capacità di far girare le situazioni a proprio favore. Berdych evapora, riacquista la sua impalpabile essenza urticante. Il senno svolazza via in un’ampolla, diretto nell’iperuranio. Grandi colpi ed esplosività di braccio abbinati all’intelligenza di un protozoo flagellato. Nel solo tie-break perde la misura del dritto, poi del rovescio e infine del servizio, con un doppio fallo. “Vitto, alloggio e stiratura”, completava il principe De Curtis, con ampio movimento di gomito. Autentico scempio. Bravo e paziente Nadal, il cui rifrullo appare nuovamente profondo e lacerante, ben assecondato dalle gambe tornate poderose. Il set valeva la qualificazione, lui infatti esulta come se avesse vinto. Tocca vedere anche questo, data la particolare formula della Masters Cup. Invece che rilassarsi l’iberico spinge con maggior rilassatezza, chiudendo rapidamente i conti contro un avversario ormai rassegnato al suo nulla. Talmente a proprio agio da provare un colpo sotto le gambe (“colpo Federer”, che prima era “colpo Noah”, ma ancora prima “colpo dell’eunuco potenziale”) fallito di poco.

Rafael Nadal dopo le sofferenze e lo spavento del match d’esordio, è andato in crescendo di forma. Non è la prima volta che accade. Il satanasso di Manacor risponde al percorso netto di Federer, avvicinandosi a quel confronto diretto che manca da molto. Entrambi hanno vinto il loro raggruppamento usando le loro armi. Lo svizzero con le solite esibizioni di tecnica ed effetti tennistici subliminali, il numero uno spagnolo dimostrando orgoglio, carattere d’acciaio, ed una ritrovata condizione che ha via via fugato un po’ di dubbi iniziali. Ora per lui c’è Murray. Match sempre aperto ad ogni soluzione, dicono i saggi.

Djokovic strapazza uno svuotato Roddick, e completa il quadro delle semifinali. Novak Djokovic si prende l’ultimo posto per le semifinali, e lo fa con grande autorità. Pronto e deciso per la semifinale che lo vedrà opposto a Roger Federer. Completa il quartetto dei grandi favoriti della vigilia che si giocheranno questa edizione del Masters. Tutto secondo pronostici, senza grandi sussulti. Figurarsi emozioni. Dopo le grottesche vicissitudini dell’ultimo match in cui è stato messo in ginocchio da una lente a contatto, oggi al serbo è filato tutto liscio. Gli occhi vagamente strabici e perennemente spiritati da antologico “Igor” di “Frankenstein jr”, sembrano vederci bene. Match senza storia fin dall’inizio quello con Andy Roddick, che pure nutriva ancora qualche speranza di qualificarsi. Novak spinge con puntualità e senza strafare. Nessun picco svalvolato, e abbozzo di svilente istrioneria tentata. Solo tennis solido e chiusure possenti. Quando non si mette in testa di voler sembrare l’ultrà Ivan che fa il simpaticone imitando “Groucho Marx” mandando baci e rose al pubblico, dimostra pienamente perché il computer lo indica come numero tre.

Troppo poco per essere vero Andy Roddick. Letteralmente strapazzato dal serbo, pesante, svuotato, spento. Viene da pensare che abbia esaurito ogni riserva fisica e mentale nel match d’esordio con Nadal. Il resto è un trascinarsi goffo e impotente, come un trattore che ha esaurito la benzina agricola. Ci si attende possa gridare da un momento all’altro: “A nin poss piò”, imitando il Maestro Guccini, stremato alla fine della sua performance, quando il lambrusco è finito.

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2 Commenti a “RAFA E NOLE NELLA FINAL FOUR”


  1. picassopetzschner scrive:

    Fabio,
    ciao, su Murray non puoi certo fare troppo affidamento. Pesce in barile con Federer, gradasso con Ferrer. Però mi attendo possa fare un bel match contro Nadal, almeno. Djokovic e Federer, lo svizzero è favorito. Se si mette in bagarre come a NY, diventa bagarre (Max Catalano). =)

  2. Fabio scrive:

    Spero di sbagliarmi, ma per le semifinali odierne prevedo una facile – facilissima – vittoria di Nadal su Murray. Quest’ultimo infatti mi ha convinto poco nel corso del torneo: vittoria-regalo con Soderling in giornata-no, sconfitta secca dall’unico giocatore che nel suo girone ha mostrato qualcosa di buono, e infine vittoria scontata con il già eliminato Ferrer. Le prime di servizio di Murray sono state più imbarazzanti del solito: in due match, mi sembra di ricordare, non ha superato il 50%! Poi Nadal, si sa, oltre che essere un toro (sia fisicamente che mentalmente) è pure fortunato. Quindi vittoria secca per lui.
    Per l’incontro serale fra Federer e Djokovic, credo che si tratterà di una battaglia epica in cui entrambi potrebbero spuntarla. Leggermente favorito, forse, è Djokovic. Il Roger degli ultimi tempi, malgrado delle prestazioni globalmente più offensive e più solide rispetto a buona parte dell’anno, non è molto rassicurante nei “match che contano” – vedi le due finali con Murray o la semifinale con Monfils. (Ma anche a Basilea aveva vinto per il semplice motivo che Djokovic aveva giocato malissimo, e lui un po’ meno peggio).
    Staremo a vedere.
    Le mie simpatie comunque vanno a Murray e Federer, ovviamente.


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