AUGURI A BELINDA BENCIC E BARBARA SCHETT

La prima è alla ricerca della condizione migliore e sta cercando di rilanciare le sue ambizioni in Wta dopo essere precipitata fuori dalla top 100. La seconda è stata numero 7 del mondo nel 1999. Ora fa la commentatrice tv e si gode la “pensione” assieme al marito Joshua e al figlio Noah.

Tennis – Ha dovuto attendere il mese di marzo per ottenere la sua prima vittoria nel 2017. Belinda Bencic ha forse ritrovato la giusta via dopo un inizio di stagione non certo positivo. Dopo quattro eliminazioni al primo turno la tennista svizzera ha superato con un netto 6-4, 6-1 la bulgara Cvetana Pironkova in quel di Indian Wells. Un buon modo di festeggiare il suo ventesimo compleanno e di rilanciarsi in ambito Wta dopo essere stata numero 7 del mondo e dopo essere precipitata fuori dalle prime cento tenniste del mondo.

Tutto questo a fronte di una seconda parte di 2016 a dir poco disastrosa e di un’annata complessivamente negativa in cui la tennista nata a Flawil nel 1997 ha giocato solo una finale (San Pietroburgo) e una semifinale (‘s-Hertogenbosch), inanellando una serie di eliminazioni clamorose al primo e al secondo turno. Un’annata in completa controtendenza rispetto a quel 2015 in cui Belinda si era imposta come una delle stelle nascenti della Wta riuscendo a vincere due tornei (Eastbourne e Toronto) e facendo intravedere carattere e talento da campionessa.

Caratteristiche importanti, che fin dal 2012, anno del passaggio a professionista, le avevano permesso di vincere due tornei ITF e le avevano dato accesso anche al Wta del Lussemburgo (sconfitta al primo turno da Venus Williams). E che le avevano spianato la strada verso la conquista della top 100 Wta e verso un riconoscimento come stellina sempre più consistente da parte degli addetti ai lavori e da parte degli appassionati. Il 2013, infatti, confermava tali aspettative e la giovanissima elvetica superava per la prima volta in carriera – e per due volte – il primo turno sia a al Premier 5 di Tokyio sia all’HP Open, superando rispettivamente Daria Gavrilova e Lauren Davis e perdendo poi da Petra Kvitova e Samantha Stosur, non certo due burattini. Nel 2014 il suo nome veniva inserito per la prima volta nel tabellone principale di uno Slam. Belinda Bencic superava le qualificazioni al primo major stagionale senza cedere nemmeno un set. Avanzava anche al secondo turno, sconfiggendo Kimiko Date, di 25 anni più grande di lei, in una sorta di passaggio di consegne tra due generazioni tennistiche. E al secondo turno perdeva contro Na Li, futura campionessa. Arrivava la convocazione in Fed Cup. Una chiamata meritata alla quale la tennista rispondeva con due vittorie nei match giocati contro la Francia.

Nel mese di marzo, poi, faceva ancora parlare di se durante il torneo di Charleston. La trasferta americana si traduceva in una scalata al successo. Belinda Bencic superava le qualificazioni e si sbarazzava poi di Maria Kirilenko, Marina Erakovic, Elina Svitolina e persino della testa di serie numero 3 Sara Errani prima di arrendersi al tiebreak del terzo set in semifinale contro Jana Cepelova. Arrivavano poi il terzo turno a Wimbledon e i quarti di finale agli Us Open. Successivamente, in ottobre, Belinda Bencic approdava per la prima volta in una finale Wta, ma a Tianjin era Alison Riske a negargli il primo alloro.

Il 2015 assumeva così le sembianze dell’anno della conferma agli alti livelli raggiunti nel 2014. Era l’anno, lo si è detto, delle prime vittorie in Wta, ma era anche l’anno di altre due finali conquistate, a ‘s-Hertogenbosch e Tokyo, del quarto turno raggiunto a Melbourne prima e a Londra poi. Una progressione continua quella dell’allora diciottenne tennista svizzera che la portava a chiudere la stagione a ridosso delle prime trenta tenniste del mondo e che a febbraio 2016 le garantiva accesso, per la prima volta in carriera, nella top ten Wta dopo la finale persa a San Pietroburgo contro Roberta Vinci. Una corsa che però subiva uno stop dopo l’infortunio alla schiena che la costringeva a saltare la stagione sulla terra battuta e che ne pregiudicava le prestazioni per tutta la restante parte di stagione.

Il 2017 dovrebbe essere la stagione del riscatto per la tennista sangallese, ma i risultati di questa prima porzione di stagione non sembrano beneauguranti. Il cambio di sponsor tecnico conta poco. Ciò che ha fatto più notizia è il cambio di allenatore. Belinda Bencic ha lasciato il padre per affidarsi al polacco Miciej Synovka e la prestazione regalata a Indian Wells potrebbe essere quella svolta che l’elvetica cerca per rilanciare le sue ambizioni in tutto il circus Wta. Buon compleanno a lei e buon compleanno anche a Barbara Schett, ex tennista professionista ritiratasi nel 2005 dopo 13 anni di onorata carriera. L’austriaca, oggi conduttrice televisiva, ha raggiunto il numero 7 del ranking mondiale il 13 settembre 1999, dopo una stagione in cui è stata in grado di raggiungere il quarto turno a Melbourne e Wimbledon e i quarti di finale a Flushing Meadows. Ha vinto anche tre tornei Wta, iniziando agli Internazionali di Palermo nel 1996, proseguendo con l’Austrian Open nel 1997 e concludendo nel 2000 con l’affermazione a Klagenfurt. Barbara Schett ha anche giocato tre finali (Palermo 1998, Boston 1998 e Mosca 2000). Una carriera dignitosa la sua, che le ha permesso anche di mettere in bacheca ben dieci tornei di doppio, uno dei quali giocato e vinto al fianco della nostra Silvia Farina (Palermo 1997). Un’avventura tennistica che oggi prosegue come commentatrice di Eurosport e che le ha anche regalato il matrimonio con l’ex tennista Joshua Eagle – oggi anch’egli commentatore televisivo di tennis – e la maternità del piccolo Noah. Buon compleanno.

Foto:  Barbara Schett intervista Belinda Bencic (www.20min.ch)


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