AUGURI A CAROLINE WOZNIACKI, LA DANESE VOLANTE

Ventitre tornei Wta vinti in carriera e tante finali perse, comprese due agli Us Open. Numero 1 del mondo conquistato nel 2010. Caroline è una delle tenniste migliori del circus, ma le manca ancora l’acuto.

Tennis  – Nata a Odense da genitori polacchi Caroline Wozniacki compie oggi 25 anni. Sono pochi, sì. Si tratta, ad ogni modo, di una veterana del circuito Wta e di una giocatrice tra le più importanti del movimento tennistico femminile. Nel 2011, la rivista Forbes l’ha inserita tra le atlete che hanno ottenuto i più consistenti guadagni, ma Caroline rimane una di quelle tenniste più facilmente riconoscibili, una di quelle abituate ai gala, alle copertine patinate ai rapporti con i media.

“Avrei voluto assomigliare ad Anna Kournikova – dichiarava nel 2010 – la vedevi in ogni pubblicità. La ritenevo bella e in gamba”. Ma la Wozniacki il suo numero importante di fan lo ha raggiunto in ogni caso. E a livello tennistico ha sicuramente fatto meglio di quella tennista che riteneva suo riferimento. Perché è stata la prima tennista danese a entrare nella top 20 prima e a conquistare il numero 1 del ranking mondiale poi. Perché ha concluso le stagioni 2010 e 2011 ai vertici Wta totalizzando 68 settimane in testa al ranking (49 delle quali consecutive). Perché ha vinto 25 tornei in carriera (2 in doppio) issandosi al quarto posto tra le tenniste in attività per numero di tornei vinti.

Tuttavia, non è ancora riuscita a arrivare dove sono giunte le migliori della storia, come Steffi Graf, Martina Hingis o Serena Williams. “Sinceramente le giocatrici che ammiravo di più erano Steffi Graf e Martina Hingis. Erano loro quelle a cui puntavo”. Il motivo risiede nel fatto che la danese, attuale numero 5 del mondo, non ha ancora alzato al cielo un trofeo major. Caroline Wozniacki ha giocato due finali degli Us Open (2009 e 2014) uscendone battuta rispettivamente da Kim Clijsters e Serena Williams. Ha giocato poi una semifinale agli Australian Open (2011) ottenendo come massimo risultato il quarto turno a Wimbledon e i quarti di finale al Roland Garros.

Come detto, le sue stagioni migliori sono quelle del 2010 e del 2011, chiuse con sei tornei vinti. Montreal e Pechino le vittorie più prestigiose nel 2010, Indian Wells nel 2011. Ci sono poi ben diciassette finali perse. Tolte le due a New York, le due più importanti sono quelle dei Wta Championship di Doha 2010 e di Indian Wells nel 2013.

Ma quello che ha sempre contraddistinto la tennista nata nella città che diede i natali anche ad Hans Christian Andersen è stata la combattività. “Robottina”, così ha scritto di lei la gentile penna di Gianni Clerici per evidenziare il suo gioco regolare da gran rematrice da fondo campo. In realtà, durante gli anni da juniores, il gioco della bionda era molto più aggressivo di quello sviluppato poi durante la carriera da professionista. Nella fase attuale è invece caratterizzato da buoni fondamentali e dalla capacità di rimandare dall’altro lato della rete la maggior parte delle palle delle avversarie, grazie a una grande tenuta mentale e a una voglia matta di combattere fino all’ultimo punto. Il suo colpo migliore rimane tuttavia il rovescio bimane, con cui spesso è in grado di ribaltare l’inerzia dello scambio a suo favore o di realizzare anche vincenti.

La voglia di combattere non l’ha mai abbandonata neanche quando il golfista Rory McEllroy, con cui aveva instaurato una relazione da prima pagina, l’ha lasciata praticamente sull’altare. Caroline ha saputo riprendersi alla grande da una situazione mentale certamente disastrosa i cui effetti si sono riverberati sul gioco della tennista e sul suo atteggiamento in campo. Ma quando la si è vista arrivare in finale agli Us Open, lo scorso anno, i dubbi sulla sua capacità di tornare ai vertici si sono immediatamente dissipati. Successivamente, in un’intervista, la danese ha raccontato la sua giornata tipo – “Faccio sempre esercizi, sono in palestra dalle 7.30 del mattino. Poi mi dedico al tennis” – lasciando intendere di non prendersi pause per pensare alle sue sventure sentimentali. E qualche giorno fa, al termine di un match di Wimbledon la gaffe di un cronista, che le ha chiesto cosa pensasse dell’infortunio alla gamba del suo ex fidanzato, è costata al malcapitato uno sguardo a dir poco fulminante.

Un ritrovato stato mentale, dunque, una crescita e una maturazione che hanno portato Caroline Wozniacki a esprimere un giudizio severo contro l’organizzazione di Wimbledon, rea a suo dire,  di dare poco spazio alle donne sul Centrale e privilegiando di fatto il tennis maschile. “La persona che preferisco veder giocare è Caroline Wozniacki perché molta gente dice che non ha armi e che non è una dominatrice. Invece e una grande incassatrice, lavora duro e in ogni match dà il cento per cento”. Sono parole di uno che di tennisti ne ha visti giocare tanti, Brad Gilbert. E sono le parole che meglio raccontano il personaggio Wozniacki. Buon compleanno Caroline. 

Foto: Il rovescio bimane di Caroline Wozniacki (www.zimbio.com)


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