AUGURI ANDREAS SEPPI, MARATONETA AZZURRO

33 anni per Andreas Seppi, ancora pedina fondamentale nella Nazionale di Davis e nella truppa azzurra in giro per il circuito maschile.

TENNIS – In un parco giocatori dalla gestione psicologica a fasi alterne e dalla tenuta atletica mai particolarmente costante, Andreas Seppi è l’eccezione su cui la rappresentanza maschile italiana può contare da più di un decennio a questa parte. Oggi il tennista altoatesino compie 33 anni e rimane ancora sulla cresta dell’onda, dando le solite garanzie sia nel singolare che nell’avventura in Nazionale.

Già, perchè un giocatore come Seppi è sempre meglio averlo come freccia al proprio arco. Mai una parola fuori posto, mai una scorrettezza. Ma soprattutto, una determinazione ed una costanza che non solo gli hanno permesso di veleggiare quasi sempre tra i primi 50 del mondo, a parte l’ultimo periodo, ma anche di rendersi protagonista in Coppa Davis. Ultimo caso, in mero ordine di tempo, è quello di Parque Sarmiento: Argentina-Italia 2-3, detentori dell’insalatiera eliminati a casa loro, anche con lo zampino di Andreas nel day-one che vale il primo, prezioso allungo sui sudamericani.

Ad affiancare le solite, preziose prestazioni sotto l’egida di Corrado Barazzutti, c’è anche da segnalare un cammino del tutto onorevole nella sua carriera da singolarista in giro per il mondo. Tre tornei ATP in bacheca, tutti su superfici diverse: Eastbourne, Belgrado e Mosca sono i fiori all’occhiello della sua carriera, costellata di battaglie con le quali ha spesso messo in crisi i giganti della racchetta. Il meglio di sé, probabilmente, l’ha espresso sulla lunga distanza, quella dei cinque set, dove spesso ha conteso la vittoria a big molto più quotati alla vigilia. Alcune volte gli è andata bene, altre male: a prescindere dal risultato, con Seppi è sempre meglio chiuderla prima del quinto set, perchè non si sa mai quale scherzo possa tirare il bolzanino al fotofinish. Chiedere a Roger Federer, che ultimamente ha festeggiato la vittoria degli Australian Open: due anni fa, però, Andreas gli ha rifilato uno schiaffo in quattro set, estromettendolo da Melbourne ben prima delle attese.

La sua dedizione è senza dubbio l’arma in più che gli ha permesso di rimanere tra i migliori tennisti italiani anche dopo aver superato i trent’anni. A questo deve aggiungersi un ricambio generazionale che, per quanto riguarda la truppa azzurra, fatica ad arrivare nel breve tempo. Se qualcuno vorrà però seguire le orme di un professionista serio, rispettoso dei canoni del tennis e capace di togliersi anche qualche soddisfazione ad alti livelli, un nome da consigliare effettivamente ce l’abbiamo.

Tanti auguri Andreas Seppi, maratoneta di serietà e passione azzurra.


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