AUGURI DAVID NALBANDIAN: QUELLA MACCHIA “REGALE”

Compie 35 anni uno dei maggiori protagonisti del nuovo millennio, David Nalbandian, ritiratosi a soli 31 anni

Tennis. Nel primo giorno dell’anno si festeggia il compleanno di uno dei più importanti tennisti dell’era moderna, che ha contrassegnato il nuovo millennio con sifde epoche contro quello che è stato il dominatore assoluto del tennis di quegli anni, Roger Federer. Se c’era un tennista che lo svizzero affrontava poco volentieri, quello era senza dubbio David Nalbandian. Quella finale 2005, al Master di Shanghai è ancora nella mente in modo indelebile di tutti quei fortunati che hanno potuto assistere all’incredibile rimonta dell’argentino, sotto due set a zero, a cospetto di un Federer nel momento più alto della sua carriera.

Un evento tutt’altro che episodico, visto che David batterà l’elvetico anche due anni dopo strappandoli un altro torneo prestigioso, il Masters di Madrid. E’ solo mancato il grande acuto a Nalbandian, per il resto ha avuto tutto. A soli 19 anni e mezzo giocava la prima ed unica finale Slam della carriera, a Wimbledon: centrerà almeno la semifinale in tutti i Major, giocherà finali su tutte le superfici ed arriverà a toccare il podio del Ranking Atp nel 2006, alla n.3. La finale di Coppa Davis persa contro la Spagna priva di Nadal è l’altro grande rimpianto della sua vita professionistica, nonostante il punto iniziale da lui portato a casa sarà Del Potro non in ottime condizioni fisiche a pregiudicare la vittoria dell’insalatiera, poi giunta proprio un mese fa grazie anche all’argentino di Tandill.

Un giocatore dall’intensità in campo apzzesca, sia nei colpi che nella mobilità, col tempo perduta fra problemi fisici ed un peso-forma non sempre ideale per uno sportivo. Si è ritirato ad appena 31 anni, incapace di recuperare dall’enneismo infortunio, nonostante ancora ottenesse risultati importanti. L’ultima finale pochi mesi prima a Rio, perdendo da Nadal, mentre a metà 2012 il fatto più increscioso che ha macchiato inevitabilmente la sua carriera, la squalifica nella finale con Cilic al Queen’s. Un gesto sconsiderato, un calcione alla protezione del giudice di linea rimasto ferito: era tra l’altro in vantaggio di un set e con quel successo avrebbe potuto dire con orgoglio di aver vinto su tutte le superfici.

Saranno 22 le finali disputate, la metà vinte: spiccano su tutte le vittorie sopra citate a Shanghai e Madrid, oltre a Parigi-Bercy. Altre 4 finali masters le perderà, fra cui a Roma da Moya, mentre ai Championships era ancora troppo giovane per difendersi dall’allora indemoniato n.1 del mondo Hewitt, che gli lasciò in tre set la miseria di 6 game. Resta uno dei giocatori più apprezzati ed amati del primo decennio nel nuovo millennio.

Oggi David compie 35 anni, auguri!


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