AUGURI GENIE BOUCHARD, DA STELLA A METEORA

Compie 23 anni la tennista che stupì il circuito femminile nel 2014. Ma per la Bouchard è già il momento di considerarsi fuori dal grande giro?

TENNIS – Di giocatrici emergenti che poi non hanno rispettato le attese dopo un primo exploit, purtroppo, ne è pieno il mondo. Ancor più folto è il gruppo racchiuso all’interno del circuito femminile, con un nome ed un cognome che più di tutti hanno reso inspiegabile questo tipo di involuzione: Genie Bouchard. La tennista canadese, che ormai sembra tagliata fuori dal gran ballo di vertice, compie oggi 23 anni e può già dirsi piena di rimpianti, qualora non riuscisse a rientrare nell’élite della WTA.

In un periodo di concorrenza vacante al lunghissimo regno di Serena Williams, in effetti, la canadese sembrava la stella emergente che avrebbe potuto contenderle lo scettro di regina del ranking. Un’ascesa rapida, fatta di due semifinali Slam su quattro partecipazioni ed una finale a Wimbledon: è il 2014, vent’anni appena compiuti e tanto entusiasmo per una crescita quasi dal nulla, fino al punto di poter sfidare gente come Petra Kvitova sull’erba più prestigiosa del mondo. Forse, quel pizzico di intraprendenza e fortuna che è mancato nei momenti decisivi rappresenta una premonizione, un cattivo segno in vista del futuro non più così radioso.

Nell’unica stagione particolarmente rilevante, la Bouchard arriva a toccare il quinto posto nella classifica mondiale, che a vent’anni è senza dubbio un campanello d’allarme per tutte le rivali presenti e future. In realtà, nella stagione successiva arriva soltanto una conferma del quarto turno agli US Open, unico major in cui non è riuscita ad arrivare almeno nelle prime quattro. Le aspettative create dall’anno precedente non vengono confermate, anzi si procede verso più di un passo indietro e tanta fatica anche nei primi turni dei tornei più abbordabili.

La parabola discendente prosegue anche nel 2016, pur attestandosi a cavallo della trentesima posizione, ma anche con picchi negativi non di poco conto. Ancora adesso, nella fase iniziale della sua quarta stagione sotto i riflettori, il titolo di Norimberga a maggio 2014 è l’unico a figurare nella sua bacheca, a fronte di cinque finali perse tra erba, una, e cemento, quattro. Partire da outsider è magari un modo per toglierle pressione e responsabilità, ma il fatto che sia tornata alla ribalta solo per la sua bellezza ed un appuntamento romantico post-scommessa con un fan rischia di dar spazio a troppe distrazioni.

Tuttavia, è ancora nell’età per non sprecare un talento innegabile e già intravisto nella sua annata migliore. Non ci sono molte tenniste, dal 1994 in giù, in grado di vantare le sue stesse potenzialità: anche se sembra ancora difficile vederla ai livelli di tre anni fa, o comunque del livello attuale della top ten, la fiducia nella Bouchard gode ancora di qualche credenziale.

Auguri Genie, sperando che non rimanga una meteora.


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