AUGURI JAMES BLAKE, MOLTO PIU’ DI UN SEMPLICE TENNISTA

L'ex giocatore statunitense soffia su 38 candeline e a tre anni dal ritiro resta uno dei personaggi più amati di questo sport

TENNIS – E’ stato uno dei giocatori più amati ed apprezzati dagli appassionati di tutto il mondo, protagonista di una storia a tratti molto commovente, ma dalla quale è stato in grado di emergere con una determinazione e una forza d’animo fuori dal comune. E oggi che soffia sulle sue prime 38 candeline, James Blake può essere ancora più orgoglioso del suo percorso, sia quello personale che da tennista.

Nella sua carriera infatti è riuscito a portare a casa una Coppa Davis (quella del 2007) dieci titoli Atp, giocando almeno una finale (tra le 24 totali disputate) su ognuna delle quattro superfici, arrivando fino alla posizione numero quattro del ranking mondiale nel 2006, ma quello che colpisce quando si parla di un personaggio come James Blake è la sua vicenda personale.

La perdita del padre avvenuta nel 2004 per un cancro allo stomaco infatti lo ha segnato profondamente, e senza ombra di dubbio è stato quello shock, unito al periodo della lunga agonia del genitore, a provocargli un rarissimo virus da stress denominato zoster che gli ha generato una paralisi facciale pari al cinquanta per cento del volto. Ebbe problemi seri alla vista e all’udito, ma non si diede per vinto, cercò con tutte le sue forze di tornare quello di prima e ci riuscì alla grande, tanto che nell’estate dello stesso anno sfiorò la finale olimpica ai giochi di Atene, a testimonianza del suo incrollabile carattere e della sua grande determinazione.

Quel match con il cileno Gonzalez, risoltosi solo al terzo set, venne deciso da un punto molto discusso che provocò la rabbia del tennista americano (che ancora oggi si sente un po’ “derubato” della possibilità di giocarsi quella medaglia d’oro), ma riguardo al tennis giocato la più grande sfortuna di Blake è stata certamente quella di trovarsi all’apice della sua carriera nel momento in cui dall’altra parte della rete c’era il miglior Roger Federer di sempre. Non a caso lo statunitense ha perso le tre finali più importanti della sua carriera proprio contro il campione svizzero (Atp Finals, Cincinnati e Indian Wells), ma quando tre anni fa ha deciso di appendere la racchetta al chiodo, si è detto comunque soddisfatto per i suoi quattordici anni all’interno del circuito mondiale.

Le sue lacrime versate agli Us Open, sul centrale del “suo” torneo preferito, hanno colpito tutto il mondo del tennis, ma James Blake aveva dato tutto in campo e sapeva che quello era il momento giusto per lasciare, anche perché la sua carriera resterà per sempre molto più della semplice parabola di un tennista professionista. Il 38enne di Yonkers infatti ha dimostrato di essere anche e soprattutto un grande uomo, che ha saputo dare tanto allo sport che ama ma anche alle persone che lo circondano, perché la sua vita è l’esempio perfetto di come reagire, rialzarsi e superare ogni ostacolo.

(Nella foto James Blake – www.zimbio.com)

 


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