AUGURI JANOWICZ: E’ GIA’ TUTTO FINITO?

Gli ultimi tre anni per un declino inspiegabile: poi il crack al ginocchio ed ora il 2017. Per la rinascita?

Tennis. Una carezza in un pugno, cantava parecchio tempo fa Adriano Celentano. L’inizio di carriera del gigante di Lodz è stato questo, una dolce carezza sulle speranze dell’intera Polonia di avere un giocatore come potenziale top player, per finire poi colpiti dritti nello stomaco da un pugno di delusioni ed illusioni che si protrae da tanto, forse troppo tempo.

A 22 anni ancora da compiere giocava la sua prima, finora unica, finale in un Masters 1000: era Parigi-Bercy, la sconfitta giunge per mano di David Ferrer. Ma sarà circa 9 mesi dopo che sorprenderà il mondo intero issandosi sino alla semifinale di Wimbledon: a fermarlo fu solo un Andy Murray che di lì a poco avrebbe riscritto la storia, aggiudicandosi i Championships, nonostante la sconfitta nel primo set. In quell’estate indimenticabile janowicz arriverà a toccare la n.14, suo best ranking. Oggi, è 260 posizioni più indietro.

Un tracollo ovviamente figlio dell’operazione al ginocchio subita a febbraio, ma il calo era già stato evidente negli anni precedenti, dove ha fatto ben poco al di là della finale Montpellier nel 2015 e a Winston-Salem l’anno prima. Nel magico 2013 anche una finale in doppio ad Indian Wells, persa contro i leggendari Bryan. Un giocatore alto più di due metri, dal servizio e dritto letale ma non si esaurisce banalmente qui: un gioco a rete più che discreto ed un rovescio tutt’altro che d’appoggio.

Il problema principale di Jerzy è la testa, persa completamente a livello di fiducia e di solidità dal 2014 in poi: quest’anno ha giocato pochissimo, fuori al primo turno a Melbourne contro Isner, così come amarissimo il ko all’esordio nei Giochi di Rio contro Muller, in un tie-break del terzo set tiratissimo. Eppure uno scorcio di luce lo ha dato a New York, quando al primo turno contro Djokovic vinceva il secondo set mettendo in seria difficioltà per gran parte del match il serbo, allora n.1 del mondo.

La sua stagione si è chiusa vincendo a Genova su Almagro, ma da lui ci si aspetta molto di più che la vittoria di un Challenge. Oggi compie 26 anni, solamente: troppo presto perchè il bello sia già passato, auguri!


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