AUGURI LUCIC BARONI, IL DESTINO PIU’ FORTE DELLA VIOLENZA

Compie 35 anni Mirjana Lucic Baroni, tennista dal passato drammatico che ha saputo ricominciare e a distanza di 16 anni ha raggiungiunto il suo best ranking.

TENNIS – Andare avanti e non voltarsi mai. E’ questo il credo di Mirjana Lucic Baroni: non voltarsi mai, soprattutto se il passato ti ha riservato tanto dolore, fra un padre violento e numerosi infortuni. E’ una storia da romanzo, quella di Mirjana, oggi 35 anni, nativa di Dortmund con una triste infanzia vissuta in Croazia, posto che ha dovuto abbandonare per approdare negli Usa, per sottrarsi ai maltrattamenti di un padre che non vedeva in quegli occhi la sua bambina, ma solo un oggetto da usare.

Mirjana ha un passato impossibile da dimenticare: dopo essere stata costretta a ritirarsi nel 2003 a causa di un padre violento e numerosi infortuni, ha saputo ricominciare, con forza di volontà e sacrifico. La Lucic Baroni ha saputo ricominciare, ripartendo da una seconda carriera tennistica che l’ha portata oggi ad essere n.30 del mondo: best ranking a 35 anni, superando il precedente che la vedeva 32esima nel circuito Wta ben 17 anni fa, nel 1998, quando da molti veniva indicata come una delle tenniste più promettenti del circuito, dopo essere sprofondata nel baratro.

LE PRIME VITTORIE. Nel 1997 risale il suo primo titolo Wta a Bol, a soli 15 anni, bissando il successo la stagione successiva. Poi la vetta ed i record come la più giovane tennista a vincere un torneo dello slam conquistando in doppio con Martina Hingis l’Australian Open 1998, raggiungendo nel 1999 le semifinali di Wimbledon battendo Monica Seles.

LA FUGA A 16 ANNI, fu l’unica via d’uscita. Insieme alla mamma e ai 4 fratelli, Mirjana scappò in piena notte per fuggire alla brutalità del padre. Trasferendosi negli USA dopo 19 giorni di nascondiglio: una notizia che fece il giro del mondo. Poi il ritiro, a causa dei fantasmi di un padre violento, con i segni di shock post traumatico dopo essere stata maltratta per anni, ci fu uno stop nel 2003: “quando perdevo mi picchiava”. Papà Marinko era solito picchiare la piccola Mirjana, che allora era solo una bambina di 5 anni. Un abominevole rituale che si è protratto per anni, si racconta che una volta fu colpita per 40 minuti con un vecchio scarpone. “Nella sua lucida follia la colpiva solo in alcune zone intorno al collo, in modo che i lividi non fossero visibili”.

IL RITORNO. Mirjana Lucic Baroni si sposa nel 2010 con Daniele Baroni, rapporto che le dona serenità ed equilibrio, da allora Mirjana riprende voglia e passione per il tennis, ricominciando. “Non mi sono mai ritirata. Semplicemente ho aspettato che arrivasse il mio momento” dichiara dopo il suo ritorno nel 2012 a Wimbledon. Successivamente arriva a vincere un titolo: nel 2014 con la vittoria nel torneo Wta di Quebec City (in singolo ed in doppio) dopo ben 16 anni dal suo primo trofeo (record del più lungo intervallo tra due vittorie Wta). Alla fine del 2014 le viene assegnato il premio Wta Comeback Player of the Year in merito anche al fantastico 3° turno dello US Open.

Una favola con un inizio cruento in Croazia, una fuga per la libertà passando per l’America e il destino agguantato a Quebec City, è la vita della Lucic Baroni,

Auguri Mirjana


Nessun Commento per “AUGURI LUCIC BARONI, IL DESTINO PIU' FORTE DELLA VIOLENZA”


Inserisci il tuo commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Ottobre 2017

  • Il clone di Serena Anche il suo nome inizia con la "S", anche lei ha la pelle nera, anche lei è americana, anche lei ha vinto gli US Open. Sloane Stephens potrà veramente prendere il posto della Willliams sul Tour e nel cuore degli appassionati?
  • "Next Gen" Shapovalov Diciotto anni, israeliano di sangue russo, Denis ha vissuto un'estate da leone sul circuito collezionando due vittorie da incorniciare su del Potro e Nadal. Tutto lascia pensare che non si tratti di un fuoco di paglia.
  • La Rod Laver Cup svecchia la Davis Ci voleva la formula innovativa del nuovo torneo a squadre, nato sotto la sapiente guida del grande Federer, per convincere la Federazione Internazionale a rivoluzionare l'ormai obsoleta Coppa Davis.