AUGURI PATRICK RAFTER: UNA SETTIMANA DA DIO

Compie 44 anni un autentico genio della racchetta, Patrick Rafter: il tennis è molto più noioso senza di lui

Tennis. Il giorno del compleanno di Patrick Rafter non è come tutti gli altri, in quanto celebra uno dei più grandi campioni e personaggi per stile, dentro e fuori dal campo, che siano ammirati nel tennis degli ultimi trent’anni. La carriera dell’australiano vive di momenti brevi ed intensi, come tutta la sua attività agonistica terminata a nemmeno 30 anni. Unico ed originale in tutto, anche nella scelta dell’addio: solo 3 mesi dopo la seconda finale di Wimbledon e nel pieno della maturità tennistica e personale lascerà per sempre la racchetta.

Ha vissuto una sola settimana da n.1 del Ranking Atp, il regno più corto al quale si sia mai assistito, ma ciò non toglie nulla al talento sconfinato dell’australiano. E pensare che a 25 anni aveva vinto un solo torneo Atp, nonostante già nel ’92 nemmeno ventenne batteva Sampras fra lo stupore generale. Quel 1997 sarà però l’inizio di una cinque stagioni memorabile, in cui vincerà praticamente tutto in qualsiasi specialità e arrivando in fondo ad ogni superficie. Sarà l’anno del primo Slam in carriera, quegli Us Open bissati poi l’anno successivo da campione in carica.

Le sue sfide non sono mai banali e nemmeno scontate, non ha mai giocato una finale Slam in meno di 4 set e le sue partite celebri con Agassi a quinto nelle semifinali di Wimbledon sono nella storia per due stili a confronto totalmente agli antipodi, ma capaci di catturare la memoria del pubblico ancora oggi. L’estate del 1998 lo consegnerà alla storia per essere stato uno dei soli tre tennisti capaci di aggiudicarsi consecutivamente Toronto e Cincinnati. E’ il preludio alla vetta della classifica mondiale, arrivata ad inizio del ’99, per una leadership goduta troppo brevemente. Sarà l’anno d un nuovo successo Slam, questa volta in doppio e nella sua Melbourne, in coppia con Bjorkman.

Il nuovo millennio sarà contraddistinto dalle due finali ai Championships, perse contro Sampras ed Ivanisevic in quattro set. Rafter ha saputo dimostrare un’eccellente versatilità tecnica e capacità di adattarsi ad ogni superficie, non solo serve and volley ma anche una straordinaria mobilità e tenuta mentale gli hanno permesso di giocare finali, anche importanti, su qualsiasi superficie compresa la terra rossa di Roma, perdendo da Kuerten e raggiungendo la semifinale a Parigi nel ’97, paradossalmente il primo grande traguardo in un Major.

Giocherà tre finali di Coppa Davis, ma curiosamente l’unica vinta sarà quella non disputata per infortunio nel ’99. 7 anni dopo entrerà con grande diritto nella Hall of Fame del tennis.

Oggi Pat compie 44 anni, auguri!


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