KOOYONG

Un giorno della memoria speciale nello stadio dei ricordi

MELBOURNE – Una calda e una fredda. Nel senso delle giornate. Dopo il grigio di ieri, oggi sole splendente sulla città e il cronista ha finalmente dormito otto ore senza interruzioni.

Evento – Oggi sia “The Age” che “Herald Sun”, vale a dire il più importante quotidiano della città e il più importante dello Stato di Victoria, hanno dedicato l’apertura con tanto di gigantografia alla notizia che ha scosso il mondo del tennis ieri. Cosa, l’eliminazione di Nadal dagli Australian Open ad opera di Ferrer e quindi l’impossibilità che lo spagnolo centri il Rafa Slam (cioè la vittoria nei quattro major sia pur non nello stesso anno solare)? Cosa, la vittoria della nazionale australiana di cricket contro l’Inghilterra? Cosa, la finale raggiunta nella Coppa d’Asia dalla nazionale di calcio, che ha rifilato un 6-0 all’Uzbekistan? Certo che no. La notizia del giorno (di ieri) è stata naturalmente l’esibizione pseudo-tennistica di quei quattro poveri disgraziati di italiani sul campo 14.

Memoria – Ho voluto anch’io partecipare, a mio modo, al giorno della memoria e sono stato al Kooyong Club, vale a dire il luogo in cui si sono disputati gli Australian Open fino al 1987. Si è trattato di un tuffo nel passato, in un club particolarmente esclusivo che conserva ancora 26 campi in erba, sui quali si destreggiano soci di ogni età (ma presumo non di ogni ceto sociale, considerata la cifra che bisogna sborsare per entrare e per rimanerci) e sesso. In un’atmosfera coloniale, che mi ha tanto ricordato la Malesia di Sandokan (e non chiedetemi il perchè) e Tremal Naik, ci ha fatto da cicerone, al sottoscritto e ai suoi fidi compagni di sventura, nientemeno che Chris Brown, vale a dire il Chief Executive Officer del club. Purtroppo il centrale, come vedete dal particolare nella foto, non è più un “grass court” come ai tempi che furono ma tutto il resto trasuda storia.

Storia – La cinese Na Li (questo è il cognome) è entrata nella storia dalla porta principale; è la prima tennista cinese che disputerà la finale in singolare in un torneo dello slam. A parte il fatto che, a causa del russare del marito, non aveva chiuso occhio per tutta la notte scorsa, per centrare il risultato ha dovuto anche annullare un match-point alla numero uno del mondo e del torneo. Per niente emozionata, ma forse confusa e assonnata, si è poi sorpresa quando l’intervistatrice le ha chiesto come si sentisse il giorno del suo anniversario di matrimonio. “Perché, è oggi?” ha chiesto di rimando. Risata generale. Del resto, è o non è una cinese?

Mamma mia – Kim Clijsters è passata come un treno sulla malcapitata Zvonareva e da qualche parte, ma non in tribuna, c’era anche la figlia Jada. Dopo aver passeggiato sul centrale di Flushing Meadows per due anni consecutivi, che sia la volta di calpestare il suolo ruvido della Rod Laver Arena?

Multa – Dopo Nadal, anche Federer lascia il torneo. A batterlo ci ha pensato un grande Djokovic, davanti a 15 mila e 27 spettatori. I 27, non paganti, erano comodamente assestati sulla cornice del tetto mobile e di tanto in tanto volteggiavano nel cielo. L’organizzazione, su segnalazione del direttore della security, ha provveduto a mandare un inserviente a controllare se i piccioni in questione fossero regolarmente provvisti di biglietto. Naturalmente non lo erano e sono stati allontanati con la minaccia che, la prossima volta, sarebbero stati sottoposti all’esame dell’occhio di falco.

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