AUSTRALIAN OPEN, SOGNI E SPERANZE DEI 10 AZZURRI NELLE QUALIFICAZIONI

Fabbiano, Giannessi, Vanni, Napolitano, Gaio, Cecchinato, Donati, Giustino, Bellotti e Paolini. Con ambizioni diverse, la pattuglia azzurra si prepara alle qualificazioni per gli Australian Open. Otto gli italiani già nel main draw.

TENNIS – Dieci italiani a Melbourne posson bastare. Thomas Fabbiano, Alessandro Giannessi, Luca Vanni, Stefano Napolitano, Federico Gaio, Marco Cecchinato, Matteo Donati, Lorenzo Giustino, Riccardo Bellotti e Jasmine Paolini, entrata grazie all’assegnazione a Rodionova dell’ultima wild card, cercheranno attraverso le qualificazioni un posto nel main draw dell’Australian Open e spartirsi una parte dei 50 milioni di montepremi,più che triplicato dal 2001 e salito di circa 7 milioni di euro dall’edizione del 2014. Il direttore del torneo Craig Tiley ha dichiarato che gli organizzatori hanno puntato ad aumentare i compensi per i qualificati e per chi esce subito: perdere al primo turno vale 35mila euro (+ 30% rispetto al 2015) mentre chi non supera il secondo turno guadagna comunque 55mila euro (+29%). E magari unirsi agli otto già nel main draw (nel tabellone maschile Paolo Lorenzi, Fabio Fognini e Andreas Seppi; nel femminile Roberta Vinci, Karin Knapp , Sara Errani, Camila Giorgi e Francesca Schiavone alla 65ma presenza nel main draw di uno Slam).

Fabbiano, a dieci anni dalla semifinale junior persa contro Eysseric, l’anno scorso ha giocato il Roland Garros da lucky loser e si è qualificato per lo Us Open (d. Arnaboldi, Reuter e A. Gonzalez). Difficile, dal suo punto di vista, vedere nel giro di una o due generazioni un azzurro trionfare in uno Slam. “Tra i ragazzi mi piace la personalità di Sonego, ed è lui ad avere più possibilità di migliorare. Anche Napolitano ha fatto grandi progressi nell’ultimo anno” ha detto.

Progressi che hanno scandito in positivo anche il 2016 di Giannessi, entrato per la prima volta nel main draw di uno Slam, al nono tentativo, all’ultimo Us Open (d. Ramanathan, Sugita e Kamke nelle qualificazioni). Il set giocato alla pari, almeno fino al tiebreak, con Berdych a Doha dimostra che lo stato di forma rimane lo stesso della stagione appena trascorsa, chiusa con il trionfo in Serie A1 insieme all’amico Mager per il Tennis Park Genova. L’exploit di New York, ha raccontato a Sportface, “è stato inaspettato anche per me, soprattutto perché è avvenuto sul cemento, che non è la mia superficie preferita, però mi sono subito adattato molto bene ed è stato un ottimo torneo dove avevo sensazioni positive ed ho espresso un grande tennis dal primo all’ultimo punto. Con Wawrinka penso di aver disputato il mio miglior match in carriera”. L’obiettivo dello spezzino, che ha lavorato molto in off season su servizio e resistenza atletica, è chiaro: forte del suo best ranking, punta a entrare nei primi 100 entro la fine dell’estate.

Vuole invece giocarsi un primo turno Slam nei prossimi dodici mesi Luca Vanni, che pur giocando poco nel 2016 ha vinto tre Challenger e chiuso la stagione a ridosso della 150ma posizione nel ranking. Non ha avuto molto tempo, ha confessato, per preparare bene il 2017, tanto da aver già messo in programma un richiamo atletico di un paio di settimane dopo la stagione australiana. Anche per “Lucone” la chiave sta tutta nella percentuale di prime e nei punti diretti, obiettivo su cui si è concentrata la sua preparazione. Dei nuovi, dice, “forse perché in classifica è partito più indietro degli altri, ma quello che mi ha sorpreso di più per i progressi nel gioco è Napolitano. E’ cresciuto fisicamente e sembra molto più consapevole delle proprie possibilità e magari anche di poter vincere con gente davanti a lui nel ranking”.Merito della cura Brandi che l’ha portato in dodici mesi a vincere partite importanti, contro top 100 quotati del calibro di Khachanov e Lajovic, e al numero 172 del mondo. E le prospettive, al di là della sconfitta a Noumea, sono più che positive, come dimostra la sessione di allenamento a Montecarlo con Djokovic e l’accordo con Ivan Ljubicic. «Il rapporto è appena iniziato – confida alla Stampa poco prima della partenza per Noumea -. Ha trascorsi incredibili, tanti contatti e penso mi possa aiutare a risolvere quei piccoli problemi che nell’arco di una stagione si possono presentare. Ljubo è stato per diversi anni tra i migliori al mondo: chi meglio di lui mi può aiutare a capire come muovermi ad alto livello?».

Napolitano potrà così imparare da Roger Federer. «Avere la possibilità di giocare con campioni di questo calibro è affascinante – prosegue il tennista biellese -. Ti puoi rendere conto in prima persona di come si allenano, dell’intensità che mettono in ogni fase della seduta. A New York, in occasione del primo Slam da professionista, ero sceso in campo con tanta emozione. Ora spero di essere cresciuto e allenarmi un po’ con Federer potrà darmi maggiori convinzioni. In Australia non è semplice giocare: fa molto caldo e ovviamente tutti gli atleti sono competitivi. Bisogna prestare attenzione all’alimentazione e al recupero per non rischiare di finire la benzina durante la partita».

Obiettivo top 100 anche Matteo Donati, che ha scelto di iniziare il 2017 con le qualificazioni di Chennai come Gaio e Cecchinato, su cui pende ancora l’indagine della procura di Palermo per il caso scommesse. Numero 207 nella classifica di fine stagione, Donati ha molto lavorato a Bra e Abu Dhabi con coach Puci anche sul potenziamento atletico, per invertire un destino e un’immagine di “abatino”, come Gianni Brera definiva la maggiore icona dello sport alessandrino, il Golden Boy Gianni Rivera.

Sembra vicino il salto di qualità per Donati. Spera di imitarlo Riccardo Bellotti, che ha eguagliato l’anno scorso il record di titoli ITF vinti in una sola stagione, nove, di Hans Podlipnik-Castillo e Mohamed Safwat. “E’ una cosa molto positiva avere vinto tutti questi titoli. Significa che ho dominato il circuito” ha detto Bellotti, grande amico di Thiem che per Kohlschreiber sarebbe rimasto in campo ad allenarsi dodici ore di fila, giocando a rotazione a Tenerife con lo stesso Bellotti, Novak, Janowicz e Shapovalov: verità o leggenda metropolitana come gli addominali a mezzanotte e le corse con i tronchi d’albero sulle spalle?

Intanto, qualche segnale di ripresa arriva anche da Jasmine Paolini che si è regalata il primo Slam in carriera, anche se solo nel tabellone di qualificazione, per il ventunesimo compleanno. Sarà un ritorno a Melbourne dopo gli anni da junior per Jasmine che ha scalato oltre 350 posizioni in classifica negli ultimi dodici mesi.. Un progresso coinciso con l’addio dopo quattro anni al Centro Tecnico Federale di Tirrenia e il passaggio a Carrara dove ha lavorato part time con Renzo Furlan. L’ingresso nel main draw è lontana, e realisticamente poco probabile, ma i dieci azzurri rappresentano comunque un buon segnale. C’è un’Italia ambiziosa che sogna l’exploit nel 2017. E da dove iniziare se non nella terra delle sorprese?


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