AUSTRLAIAN OPEN: TRA SORPRESE E CONFERME, SERENA SI, LE ALTRE NO

Archiviato il primo Slam dell'anno. La favola di Roger Federer ha oscurato, in qualche modo, il grande torneo di Serena Williams. Tante le sorprese nel torneo femminile, deludono le prime dieci

TENNIS – Verdetti, riflessioni e constatazioni. L’edizione numero 105 degli Australian Open ha raccontato la rinascita di Federer. Dalla leggendaria vittoria con Nadal, passando per le lacrime, i sorrisi e le speranze di un uomo che diventato mito, si è arrivati a testimoniare la magia, l’eleganza, la forza e la passione di una sfida quasi irripetibile. Racchiuse in un interminabile intreccio, le storie raccontate dagli Australian Open sono state tante. Anche in campo femminile. Doveva essere l’edizione delle novità, ma ha vinto Serena. Doveva essere l’edizione delle riconferme, ma Angelique Kerber non è riuscita in alcun modo a opporre resistenza. E allora ritorna tutto alla normalità, la numero uno si riprende lo scettro, supera Steffi Graf e punta Margaret Court. E’ davvero Serena la più forte di tutti i tempi?

L’INIZIO E LA FINE. E’ stato il torneo di Serena, che ha dominato in lungo e in largo, che ha vinto senza lasciare set per strada. Non è stato il torneo delle novità, ma è stato di certo il torneo delle sorprese. Ritrovare Venus in finale, gioire con Mirjana Lucic-Baroni (in semifinale in uno Slam a distanza di 18 anni), guardare il mondo con Coco Vandeweghe non è cosa da tutti i giorni, ma nell’anomalia generale di due settimane di ordinaria follia anche l’impossibile diventa possibile.

SIMONA E LE ALTRE – Il gruppone formato da Simona Halep, Garbine Muguruza e tutte le altre ha fallito miseramente. Nemmeno Angelique Kerber, a un anno di distanza, è riuscita a ritrovare le energie mentali e fisiche per arrivare in fondo. Karolina Pliskova, additata dai più come una delle possibili vincitrici, ha addirittura rischiato con Jelena Ostapenko prima di farsi travolgere dalla Lucic-Baroni. Le prime dieci giocatrci del mondo hanno lasciato buchi in tabellone, hanno giocato poco e male, hanno dimostrato tutti i loro limiti di fronte alla supremazia di una Serena Williams ritrovata, pronta a scrivere un’altra pagina di storia. Il 2016 è stato un anno caratterizzato da due nuove vincitrici Slam e di certo il ritorno al passato del primo Major dell’anno difficilmente potrà fare testo – alla lunga – ma le risposte date sono tante e sono preoccupanti. Esiste una giocatrice pronta a raccogliere l’eredità che, inevitabilmente, Serena si appresta a lasciare?

ITALIA D’ORO – Roberta Vinci è caduta contro Coco Vandeweghe, poi semifinalista. Sara Errani ha ceduto al fisico, Camila Giorgi a Timea Bacsinszky, Francesca Schiavone alla carneade Julia Boserup. L’età avanza, le nuove leve faticano a uscirne, e mentre l’Italia d’oro del 2000 si prepara mestamente all’ultimo ballo – con la consapevolezza di aver raccolto più del dovuto – la luce in fondo al tunnel appare sempre un po’ più fioca. Ancora troppo acerbe, le altre, per poter puntare a fare risultati, a entrare il prima possibile nel tennis che conta. Jasmine Paolini ha centrato il tabellone cadetto, poco altro.

E mentre le luci si spegnono su Melbourne Park, il circuito si prepara a ripartire veloce. Serena è ritornata al vertice, le altre ne hanno preso atto, l’Italia guarda da lontano la scena, nella baraonda generale il primo Slam dell’anno ha lasciato poche certezze e tanti dubbi. I soliti di sempre.


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