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	<title>Tennis Italiano e Internazionale, classifica Atp e Wta 2012, tennis news &#187; Marco Caldara</title>
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	<description>Il primo Tennis magazine Italiano Online - arrivano gli Internazionali Bnl d&#039;Italia, seguili con noi su Tennis.it</description>
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		<title>UN SEPPI EROICO CENTRA I QUARTI-</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 18:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Caldara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Agli Internazionali d’Italia rimonta incredibile del tennista azzurro, che ha sconfitto Stanislas Wawrinka per 6-7 7-6 7-6, recuperando l’impossibile e salvando sei match-point. Per lui i primi quarti al Foro Italico e il nuovo best ranking alla posizione numero ventiquattro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Roma (Italia)</strong>. Dopo aver rimontato<strong> John Isner</strong> nella giornata di ieri, tornando a battere un top ten dopo quattro anni e raggiungendo per la prima volta gli ottavi di finale al Foro Italico, <strong>Andreas Seppi non si è accontentato. Nella sfida contro </strong><strong>Stanislas Wawrinka, prima ha illuso, poi ha sofferto ed è stato più volte sull’orlo del baratro, ma ha tenuto duro, riuscendo sempre a risalire la china, e alla fine ce l’ha fatta, meritatamente, dopo aver recuperato anche l&#8217;impossibile</strong>. È finita con il punteggio di 6-7 7-6 7-6 dopo 3 ore e 21 minuti di gioco, con l&#8217;azzurro in ginocchio a raccogliere l&#8217;applauso di un &#8216;Pietrangeli&#8217; colmo in ogni ordine di posto, pieno fino all&#8217;orlo di un pubblico che l&#8217;ha sostenuto dal primo all&#8217;ultimo punto, esplodendo insieme a lui in un sentito urlo di gioia. <strong>In campo si è visto di tutto, fra colpi spettacolari ed errori grossolani, rimonte e capovolgimenti di fronte, e alla fine il successo è toccato ad Andreas, che ha vinto complessivamente tre punti in meno del rivale (125 a 122), ma in quelli decisivi è stato più bravo. Ha fronteggiato sei match-point senza tremare, cancellandoli tutti, e ha concretizzato il primo in proprio favore</strong>, confermando ancora una volta di aver raggiunto la definitiva maturazione.</p>
<p>In tutte le tre frazioni l&#8217;azzurro è stato in vantaggio di un break, ma si è sempre lasciato recuperare. Nel primo set ha servito sul 5-4, giocando un pessimo game che gli è costato anche il successivo tie-break, in cui è partito male e non ha più recuperato. <strong>Ma come ieri è stato bravo a non darsi per vinto, continuando a spingere e a giocare il proprio tennis. Sul 3-1 del secondo ha trovato un allungo, ma l&#8217;ha subito restituito al rivale, e nei giochi successivi ha offerto al rivale tre palle-break. Sembrava la fine, e invece è stato un nuovo inizio</strong>, in quanto Andreas le ha cancellate alla grande tutte e tre, e si è conquistato un secondo tie-break. È finito sotto per 3-0, ma ha recuperato, e nonostante un nastro beffardo gli abbia negato l&#8217;allungo non si è disunito. Ha annullato un primo match-point con un servizio vincente, e poi ha messo a segno altri due punti, rimandando le sorti dell&#8217;incontro al terzo set. <strong>Un terzo set che inizialmente gli pareva favorevole, ma che poi è diventato un calvario, prima di trasformarsi nel definitivo paradiso. Avanti per 2-1 e servizio, Andreas ha perso quattro giochi consecutivi, finendo sotto per 5-2. Ha accorciato le distanze, e sul 3-5 ha cancellato al rivale altre due palle-match, e con altrettante belle giocate gli ha tolto il servizio, riaprendo nuovamente il match</strong>.</p>
<p>Sul 5-6 è finito sotto 0-30, e sembrava di nuovo finita, ma anche questa volta si è ripreso, e ha guadagnato il terzo tie-break. Ha vinto il primo punto, giocandolo in modo esemplare, e si è issato su 3-0. Ma nel momento più importante ha iniziato a tremare, e il più esperto rivale (finalista al Foro Italico nel 2008) ha ribaltato la situazione, volando sul 6-3. <strong>Altri tre match-point, ma Seppi ormai ci ha preso gusto, e dopo aver cancellato il primo con un dritto vincente, ha salvato pure gli altri due, aiutato da un paio di brutti errori del rivale. E quando sul 6-6 un Wawrinka ormai in preda al panico ha commesso un nuovo errore, spedendo largo un rovescio, Andreas non si è fatto trovare impreparato</strong>. Ha tirato un bel respiro prima di servire, e al resto ci ha pensato il rivale, che ha messo lungo un diritto, consegnandogli il tanto ambito accesso ai quarti di finale. <strong>Un risultato che lo rende il dodicesimo azzurro a riuscirci a Roma nell&#8217;era Open, cinque anni dopo le imprese di Filippo Volandri, ma soprattutto che, anche in caso di stop nella probabile sfida con Roger Federer (impegnato in serata con Juan Carlos Ferrero), gli regala un nuovo best ranking. Con i 180 punti &#8216;romani&#8217; l&#8217;altoatesino salirà infatti al 24esimo posto della classifica mondiale</strong>, migliorando, dopo quasi quattro anni, il suo precedente primato di 27. Un traguardo importante e doppiamente significativo, in quanto al prossimo <strong>Roland Garros</strong> gli permetterà di evitare &#8211; in un eventuale terzo turno &#8211; i migliori otto del seeding. Ma con l&#8217;azzurro ancora in gara a Roma, è presto per pensare a Parigi. E la speranza, si sa, è l&#8217;ultima a morire.</p>
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    <imagebig><img width="470" height="300" src="http://tennis.it/files/NovakDjokovic_InternazionaliDItalia_17maggio2012_470-1.jpg" class="attachment-original" alt="" title="510780907" /> </imagebig>
		<title>DJOKOVIC SOFFRE, POI SI SVEGLIA-</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Caldara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Masters Roma uomini]]></category>
		<category><![CDATA[PhoneApp]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionali d’Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Jo-Wilfried Tsonga]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Martin del Potro]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Monaco]]></category>
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		<category><![CDATA[Masters 1000 Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Novak Djokovic]]></category>

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		<description><![CDATA[Contro l'argentino Juan Monaco il serbo si è trovato in serie difficoltà e sembrava incapace di uscirne, ma da campione ha saputo cambiare marcia e ribaltare l'esito della sfida, imponendosi per 4-6 6-2 6-3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Roma (Italia)</strong>. Dopo la brutta distorsione alla caviglia subìta al torneo di Montecarlo, <strong>Juan Monaco non avrebbe nemmeno dovuto prender parte agli Interazionali d&#8217;Italia, e invece non solo si è presentato in ottime condizioni, ma è anche arrivato a un passo dal mettere a segno un grandissimo exploit</strong>. Nel suo match di ottavi di finale con il numero uno del mondo e campione uscente <strong>Novak Djokovic</strong>, l&#8217;argentino ha iniziato nel migliore dei modi, giocando in maniera intelligente e senza paura, e approfittando di qualche errore di troppo del serbo (particolarmente falloso col rovescio) è riuscito a portarsi in vantaggio per 6-4 2-1 e servizio. <strong>Col rivale in totale confusione e incapace di trovare alcuna contromisura, &#8216;Pico&#8217; ha dato l&#8217;impressione di potercela fare per davvero, ma quando anche lui stesso si è reso conto della grande impresa che avrebbe potuto compiere, la lampadina si è spenta, ed è iniziata un&#8217;altra partita.</strong> Djokovic ha resettato la mente come solo i veri campioni sanno fare, e da un momento all&#8217;altro è tornato a essere il giocatore che tutti conosciamo, prendendo in mano le redini degli scambi e riducendo al minimo gli errori</p>
<p>Per Monaco – sino a quel momento impeccabile – sono iniziati i problemi. I<strong>l serbo ha infilato una striscia di dieci punti a zero con cui ha immediatamente recuperato lo svantaggio, frenando i sogni del rivale, e ha poi continuato a martellare con i colpi di rimbalzo sino a portare la sua serie positiva a 20-4. Il parziale gli ha permesso di ribaltare completamente le sorti della seconda frazione, conquistata con il punteggio di 6-2</strong>, e presentarsi rinvigorito all&#8217;inizio del set decisivo. Nel terzo parziale il rivale ha ritrovato  un po&#8217; dello smalto perso nei giochi precedenti, riuscendo a essere nuovamente competitivo, ma Djokovic non si è più distratto, e sul 4-3 ha trovato l&#8217;allungo decisivo. Dopo aver già malamente fallito una palla-break nel quarto game, <strong>il numero uno del mondo se n&#8217;è procurata una seconda nell&#8217;ottavo, e questa volta si è fatto trovare pronto, togliendo il servizio rivale al termine di un lungo scambio (proprio quelli che per la prima metà del match erano stati la sua &#8216;croce&#8217;) e chiudendo la sfida con un servizio vincente nel gioco successivo. 4-6 6-2 6-3 il punteggio finale, che in 2 ore e 20 minuti di gioco ha promosso il serbo ai quarti di finale</strong>. Il suo prossimo avversario uscirà dalla sfida fra <strong>Juan Martin Del Potro </strong>e <strong>Jo-Wilfried Tsonga</strong>, con il primo che, malgrado le difficoltà avute all&#8217;esordio, parte con i favori del pronostico dalla propria parte.</p>
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    <imagebig><img width="470" height="300" src="http://tennis.it/files/seppi_costantini_470-1.jpg" class="attachment-original" alt="" title="seppi_costantini_470 (1)" /> </imagebig>
		<title>SEPPI BATTE ISNER: È AGLI OTTAVI-</title>
		<link>http://tennis.it/roma-seppi-batte-isner-e-va-agli-ottavi/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:33:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Caldara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Janko Tipsarevic]]></category>
		<category><![CDATA[John Isner]]></category>
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		<category><![CDATA[Stanislas Wawrinka]]></category>

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		<description><![CDATA[Grande vittoria per il tennista altoatesino, che sul ‘Pietrangeli’ ha sconfitto il numero dieci del mondo al termine di una bella rimonta, raggiungendo per la prima volta il terzo turno del Masters 1000 romano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Roma (Italia)</strong>. Dopo quattro tentativi andati male, <strong>Andreas Seppi è finalmente riuscito a raggiungere gli ottavi di finale agli  Internazionali d’Italia. E l’ha fatto passando dalla porta principale,  con una bella vittoria sullo statunitense </strong><strong>John Isner</strong>,  uno dei protagonisti indiscussi dei primi mesi del 2012, che l’hanno  visto compiere grandi miglioramenti culminati con l’ingresso nei primi  dieci della classifica mondiale. Ma oggi l’altoatesino è stato più  bravo, e <strong>grazie a una prova costante che l’ha visto ottenere molto dalla prima di servizio e rispondere con regolarità, si è imposto con il punteggio di 2-6 7-6 7-5 in 2 ore e 50 minuti di gioco</strong>,  riuscendo a crescere progressivamente di livello dopo una partenza al  di sotto delle aspettative. Si tratta dell’ennesima conferma della  maturità di cui tanto si è parlato nelle scorse settimane, e che ancora  una volta l’azzurro ha dimostrato di aver finalmente raggiunto. <strong>Ora riesce a esprimere tutte le sue potenzialità, mantenendo un livello di gioco molto alto per un  tempo maggiore rispetto a prima, e i risultati (come attestato anche  dal secondo titolo Atp conquistato una dozzina di giorni fa a Belgrado)  iniziano ad arrivare</strong>.</p>
<p>In un ‘Pietrangeli’ gremito di spettatori <strong>Seppi ha iniziato il match con un po’ troppa tensione addosso, permettendo al rivale di prendere l’iniziativa, e in men che non si dica è finito sotto per 4-0, non riuscendo più a recuperare</strong>. Ma non si è perso  d’animo, e pian piano è riuscito a prendere le misura al gioco (e  soprattutto al servizio) del rivale, obbligandolo a scambiare di più. E  così gli errori di Isner sono aumentati, e l’azzurro è riuscito a  rimanergli attaccato e poi a operare il sorpasso.  Dopo aver salvato due palle-break nel terzo gioco, l’altoatesino si è  guadagnato un set-point sul 5-4. ‘Lonh-John’ l’ha annullato con un  servizio vincente, ma Seppi l’ha beffato nel successivo tie-break,  ottenendo sul 3-3 un importantissimo mini-break mantenuto sino al 7-5  finale. <strong>Nel terzo parziale Isner è crollato fisicamente, non riuscendo più a rendersi insidioso in risposta, ma soprattutto ha perso moltissima incisività con la seconda palla di servizio, che nei due set precedenti gli aveva permesso di fare la differenza</strong>, riuscendo a rimanere aggrappato all&#8217;azzurro solo grazie ai numerosi punti diretti ottenuti con la prima.</p>
<p><strong>Seppi è invece rimasto concentrato e attento, concedendo  pochissimo nei propri turni di battuta e riuscendo a spostare dalla sua  parte l’inerzia degli scambi</strong>. In un interminabile  quinto gioco l’allievo di Massimo Sartori non è riuscito a  concretizzare nessuna delle sette palle-break conquistate (ma solo su  una, la seconda, poteva fare di più), ma nonostante la grossa occasione  buttata al vento è stato abile a tenere i nervi saldi, e la netta superiorità da fondo campo gli ha permesso di trovare il definitivo allungo sul 5-5. <strong>Con tre brutti errori Isner è finito sotto per 0-40, e, dopo aver salvato le prime due palle-break, ha steccato un diritto sulla terza, perdendo la battuta per la prima volta e consegnando ad Andreas l’occasione di servire per il match, concretizzata senza problemi</strong>. Domani il tennista di Caldaro, che ha chiuso con 43 colpi vincenti e solo 18 errori non forzati, e nelle ultime trenta sfide con un top ten aveva sempre perso (l&#8217;ultima vittoria risaliva ad Amburgo 2008 contro <strong>Richard Gasquet</strong>), <strong>se la vedrà con uno fra Stanislas Wawrinka e</strong><strong> Janko Tipsarevic (impegnati in serata), due avversari temibili e con picchi di rendimento più elevati dei suoi, ma che per il Seppi visto oggi non appaiono fuori portata</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><em>La sintesi dell&#8217;incontro, vinto dall&#8217;azzurro col punteggio di 2-6 7-6 7-5:</em></p>
<p style="text-align: center">
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</p>
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    <imagebig><img width="470" height="300" src="http://tennis.it/files/GF1C0122.jpg" class="attachment-original" alt="" title="ROMA MASTERS TENNIS" /> </imagebig>
		<title>FOGNINI MANCA LA SFIDA CON NADAL-</title>
		<link>http://tennis.it/masters-1000-roma-fognini-eliminato-da-granollers/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 12:06:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Caldara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel secondo turno degli Internazionali d’Italia sconfitta per Fabio Fognini, battuto per 6-3 6-4 dallo spagnolo Marcel Granollers. Troppi gli errori del ligure, che con meno alti e bassi avrebbe potuto vincere. Fuori in due set anche Paolo Lorenzi, sconfitto da Richard Gasquet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right"><em>(Foto di Felice Calabrò)</em></p>
<p><strong>Roma (Italia)</strong>. Poteva regalarsi per la prima volta  il terzo turno agli Internazionali d’Italia, e la conseguente  (probabile) sfida con il cinque volte campione<strong> Rafael Nadal</strong>, che farà il suo esordio in serata. E invece <strong>Fabio Fognini ha abbandonato il torneo del Foro Italico al secondo round, arrendendosi con il punteggio di 6-3 6-4 allo spagnolo Marcel Granollers,  al termine di un match equilibrato, e che si poteva vincere, ma ceduto  in due set, e con qualche rammarico, a causa dei troppi errori commessi</strong>.  Basti pensare che il tennista ligure ha saputo tener testa al rivale  malgrado gli oltre trenta ‘unforced’, a dimostrazione di come, con un  po’ di attenzione in più, avrebbe potuto avere la meglio. <strong>La  superiorità tecnica di Fabio si è infatti palesata più volte nel corso  del match, ma Granollers ha avuto il merito di rimanere sempre  concentrato e non perdersi d’animo, tenendo duro nei momenti difficili e  spuntandola grazie alla sua maggiore regolarità</strong>.</p>
<p>Dopo il 3-6 iniziale, frutto dell’immediato svantaggio di 4-1 (con  due break) che l’azzurro non è più riuscito a colmare, Fognini sembrava  aver cambiato marcia all’inizio del secondo set, tanto da riuscire a  portarsi in vantaggio per 3-1. Ma<strong> i troppi errori non forzati  non gli hanno permesso di allungare gli scambi, e, con un po’ di fortuna  e un paio di distrazioni del nostro, l’iberico è riuscito a recuperare  lo svantaggio</strong>, portandosi sul 4-3. Nel gioco seguente Fognini è  stato bravo a risalire da 0-40 vincendo cinque punti consecutivi  (giocati all’attacco e nel modo giusto), ma si è trovato nuovamente in  difficoltà sul 4-5, e questa volta non ha saputo uscire. <strong>Da  15-40 è nuovamente riuscito a recuperare la parità, e poi a salvare una  terza palla-match al rivale con un vincente di diritto, ma un errore di  rovescio ne ha consegnata a Granollers una quarta, resa quella decisiva  da un diritto lungo del tennista di Arma Di Taggia</strong>.</p>
<p>Sconfitta in due set, ma dal sapore diverso, anche per <strong>Paolo Lorenzi</strong>, che per il terzo anno consecutivo ha lasciato il torneo romano al secondo round. <strong>Il tennista senese si è arreso con il punteggio di 6-3 6-2 al francese Richard Gasquet, sedicesima testa di serie</strong>, che non gli ha concesso nemmeno una misera palla-break, e ne ha invece capitalizzate tre delle sette avute a disposizione, imponendosi in un&#8217;ora e 24 minuti.</p>
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    <imagebig><img width="470" height="300" src="http://tennis.it/files/David-Ferrer_Masters1000Roma_FotoFeliceCalabrò_15maggio2012_470.jpg" class="attachment-original" alt="" title="BARCELONA OPEN TENNIS ATP" /> </imagebig>
		<title>FERRER FACILE, &#8216;DELPO&#8217; DI MISURA-</title>
		<link>http://tennis.it/roma-ferrer-al-terzo-turno-vincono-del-potro-gasquet-granollers/</link>
		<comments>http://tennis.it/roma-ferrer-al-terzo-turno-vincono-del-potro-gasquet-granollers/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 13:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Caldara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la vittoria sul connazionale Verdasco, 'Ferru' è stato il primo a raggiungere il terzo turno agli Internazionali d'Italia. Del Potro soffre ma batte Llodra, avanti anche Gasquet, Granollers e Garcia-Lopez]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Roma (Italia)</strong>. È il numero sei del mondo <strong>David Ferrer</strong> il primo giocatore ad aver raggiunto gli ottavi di finale degli Internazionali d’Italia edizione 2012. <strong>Nella sfida tutta spagnola con l’amico Fernando Verdasco, compagno di successi in Coppa Davis, il tennista nativo di Javea ha avuto la meglio con il punteggio di 6-3 7-6, riuscendo in entrambi i set ad arginare subito l’iniziale allungo del rivale, capace di salire sul 2-0 sia nella prima che nella seconda partita</strong>, prima di arrendersi dopo due ore esatte di gioco. Ha invece faticato molto più del previsto<strong> Juan Martin Del Potro</strong>, costretto a sudare le proverbiali sette camicie da Michael Llodra, superato per 7-5 3-6 6-4, in 2 ore e 16 minuti di dura battaglia. Dopo aver vinto un primo set molto equilibrato (che l’ha visto trovare l’allungo decisivo sul 5-5 dopo aver cancellato un set-point nel gioco precedente), ‘Delpo’ è finito sotto per 4-1 nel secondo parziale, e complice il preciso gioco d’attacco del rivale (che si è aiutato col ‘solito’ servizio) non è più riuscito a recuperare. <strong>Ma sul 2-1 del set decisivo è riuscito a giocare nuovamente un bel game di risposta, togliendo la battuta al rivale e mantenendo il vantaggio sino al 5-3. Al momento di chiudere il sudamericano si è distratto, cedendo il servizio da 30-0, ma nel gioco seguente ha trovato un nuovo break che ha messo fine all&#8217;incontro. Per lui, domani, il russo Mikhail Youzhny</strong>.</p>
<p>Dal secondo derby spagnolo di giornata è invece uscito il nome del prossimo avversario di <strong>Fabio Fognini</strong>, che sarà Marcel Granollers, giocatore temibile e che precede l’azzurro di una ventina di posti nel ranking, ma decisamente tutt’altro che imbattibile, come evidenziato anche dai precedenti, che vedono il ligure i vantaggio per 3-1 e a segno nell’ultima sfida (Costa do Sauipe 2010). <strong>Il 26enne di Barcellona ha avuto la meglio con un doppio 6-4 in un’ora e quarantacinque minuti di gioco su un Feliciano Lopez incapace di fare la differenza con il servizio, e mai in grado di impensierire il rivale</strong>. Dopo aver ceduto la prima frazione, il mancino di Toledo ha tenuto duro nella seconda, salvando complessivamente sette palle-break, ma sul 4-4 l’avversario ha trovato l’allungo decisivo, raggiungendo il secondo turno pochi istanti dopo. <strong>Sfida ‘in famiglia’, infine, anche fra Pablo Andujar e Guillermo Garcia-Lopez, con il secondo (rodato dalle qualificazioni) che ha avuto la meglio con un rapido 6-4 6-1</strong>.</p>
<p>Ha finalmente un nome anche lo sfidante di Paolo Lorenzi, che <strong>attendeva l’esito della incontro fra Richard Gasquet e Jurgen Mezler. Ha avuto la meglio in due set (6-1 7-6) il francese, bravo a partire forte e contenere i tentativi di rientro del rivale nella seconda frazione, chiusa per 8-6 al tie-break</strong>. Il transalpino ha già affrontato il senese due settimane or sono nel torneo di Estoril, dove le cose andarono tutt’altro che bene per il nostro portacolori, capace di raccogliere solo due miseri giochi. Ma l’impressione è che domani assisteremo a un match diverso, con il toscano desideroso come non mai di fare bene, e sostenuto a gran voce dall’amato e sempre caldissimo pubblico de Foro Italico.<strong> Naturalmente l’ex enfant terrible del tennis francese partirà con tutti i pronostici dalla propria parte, ma Lorenzi potrebbe dargli parecchio filo da torcere. Il match con Rafael Nadal dello scorso anno, inutile nasconderlo, è ancora negli occhi e nella mente degli appassionati</strong>.</p>
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    <imagebig><img width="470" height="300" src="http://tennis.it/files/IMG_5440.jpg" class="attachment-original" alt="" title="BARCELONA OPEN TENNIS ATP" /> </imagebig>
		<title>AVANTI VERDASCO, MONFILS E TOMIC-</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 13:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Caldara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Masters Roma uomini]]></category>
		<category><![CDATA[PhoneApp]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Bogomolov]]></category>
		<category><![CDATA[Alexandr Dolgopolov]]></category>
		<category><![CDATA[Bernard Tomic]]></category>
		<category><![CDATA[Fernando Verdasco]]></category>
		<category><![CDATA[Gael Monfils]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionali Bnl d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Novak Djokovic]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella seconda giornata del Masters 1000 di Roma comodi successi per lo spagnolo (che ha beneficiato del ritiro di Dolgopolov) e per il francese, a segno su Bogomolov. Bene Tomic, Nalbandian e Wawrinka]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Roma (Italia)</strong>. In una giornata sin qui condizionata da forti raffiche di vento, è arrivato il primo ritiro dell&#8217;edizione 2012 degli Internazionali d&#8217;Italia. Ad abbandonare il torneo è stato l&#8217;ucraino <strong>Alexandr Dolgopolov, che dopo i quarti di finale raggiunti la scorsa settimana sulla terra blu di Madrid, ha alzato bandiera bianca dopo un set, lamentando problemi gastrointestinali. A beneficiarne è stato </strong><strong>Fernando Verdasco</strong>, un altro dei protogonisti del &#8216;1000&#8242; madrileno (dove ha superato <strong>Rafael Nadal</strong> dopo 13 sconfitte consecutive), che aveva conquistato con il punteggio di 6-0 un primo set colmo di errori da ambo le parti. Il mancino spagnolo sfiderà al secondo turno il connazionale<strong> David Ferrer</strong>, con il quale è in perfetta parità (7-7) negli scontri diretti. <strong>Tutto facile anche per la tredicesima testa di serie Gael Monfils, che non ha avuto problemi a sbarazzarsi dell&#8217;americano (di passaporto russo) Alex Bogomolov Jr, sconfitto per 6-4 6-1</strong>. Il colored francese è ora atteso dallo spagnolo Juan Carlos Ferrero, campione sui campi del Foro Italico nel lontano 2011.</p>
<p>Ha invece avuto bisogno di due ore di gioco, che l&#8217;hanno anche visto rimontare un set di svantaggio, la baby star australiana <strong>Bernard Tomic, a segno per 4-6 6-2 6-4 sul colombiano </strong><strong>Santiago Giraldo, proveniente dalle qualificazioni. Dopo aver ceduto la prima frazione, il 19enne nativo di Stoccarda ha cambiato marci</strong>a, pareggiando i conti con un facile 6-2 e scappando subito sul 3-0 nel set decisivo. Ma Giraldo non ha mollato la presa, e ha restituito al rivale il parziale di 3-0, impattando sul 3-3. Tomic ha poi tentato nuovamente l&#8217;allungo sul 4-3, mancando però le due palle-break a sua disposizione, ma sul 5-4 ha trovato il break decisivo, <strong>raggiungendo il secondo round e guadagnandosi quindi la possibilità di affrontare il numero uno del mondo e campione uscente Novak Djokovic</strong>.</p>
<p><strong>Sulla strada di Andy Murray ci sarà invece David Nalbandian, apparso  tonico e in buone condizioni nel match odierno, vinto con il punteggio  di 6-3 6-4 contro Albert Ramos</strong>. Successo in due set anche per il suo  connazionale Carlos Berlocq, che ha lasciato le briciole al qualificato  sloveno Blaz Kavcic (6-1 6-3), mentre è uscito di scena Juan Ignacio  Chela, rimontato e battuto dal ceco Radek Stepanek (2-6 6-0 6-3), sempre  insioso anche lontano dalle amate superfici veloci. <strong>Vittoria,  infine, anche per Stanislas Wawrinka, che è stato costretto a una dura  battaglia dall&#8217;olandese Robin Haase, sconfitto per 6-1 4-6 7-5 dopo due  ore e 15 minuti di gioco</strong>.</p>
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    <imagebig><img width="470" height="300" src="http://tennis.it/files/AndreasSeppi_Atp250Belgrado_Finale_6maggio2012_470.jpg" class="attachment-original" alt="" title="Tennis : Ethias trophy - ATP - Mons - 09.10.2011" /> </imagebig>
		<title>SEPPI PADRONE DI BELGRADO-</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 19:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Caldara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Circuito ATP]]></category>
		<category><![CDATA[PhoneApp]]></category>
		<category><![CDATA[Andreas Seppi]]></category>
		<category><![CDATA[Atp 250 Belgrado]]></category>
		<category><![CDATA[Benoit Paire]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Sartori]]></category>
		<category><![CDATA[Masters 1000 Madrid]]></category>
		<category><![CDATA[Roland Garros]]></category>
		<category><![CDATA[Wimbledon]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulla terra battuta del ‘Serbia Open’ il tennista altoatesino ha conquistato il suo secondo titolo Atp in carriera, superando il francese Benoit Paire con il punteggio di 6-3 6-2. Una bella iniezione di fiducia in vista dei prossimi appuntamenti, con il best ranking sempre più vicino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Belgrado (Serbia)</strong>. Non dispone di un tennis in grado di esaltare gli appassionati, né sarà mai un campione, ma <strong>Andreas Seppi</strong> ha confermato per l’ennesima volta di essere il più affidabile dei tennisti di casa nostra, nonché l’unico capace di giocare ad alti livelli su tutte le superfici. <strong>Sulla terra battuta del &#8216;Serbia Open&#8217; di Belgrado il ventottenne di Caldaro ha conquistato oggi il suo secondo titolo in carriera nel circuito maggiore, riuscendo a sfruttare nel migliore dei modi un tabellone favorevole e dimostrando di aver finalmente raggiunto la giusta maturità</strong>, che gli permette sfuttare a pieno le proprie potenzialità. I comodi successi ottenuti nei primi due turni, e il modo in cui aveva vinto il suo incontro di semifinale (rimontando prima un set di svantaggio e poi il passivo di 4-1 nel parziale decisivo), lasciavano ben sperare, e <strong>l&#8217;altoatesino non deluso le attese, superando il 23enne francese <a href="http://www.tennis.it/gv/schede/atp/benoit-paire.html">Benoit Paire</a> (96 Atp) con il punteggio di 6-3 6-2, al termine di un match dominato in appena 70 minuti, che l&#8217;hanno visto in grado di far valere la sua maggiore esperienza (era alla terza finale, contro la prima del rivale), e non dare mai all&#8217;avversario la possibilità di rientrare</strong>.</p>
<p>Al cospetto del transalpino, giocatore offensivo e con picchi di rendimento elevatissimi ma decisamente vulnerabile dal punto di vista mentale, <strong>era necessario mantenere alta la concentrazione, cercare di allungare gli scambi e ridurre al minimo gli errori. Seppi ce l&#8217;ha fatta, confermando le buone sensazioni che dopo i quarti a Bucarest l&#8217;avevano portato a definirsi già soddisfatto del livello di gioco raggiunto nei due soli tornei giocati sul rosso</strong>, e aggiungendo un acuto importante a una stagione sin qui decisamente positiva. L’allievo di Massimo Sartori ci ha messo qualche game a capire come arginare gli imprendibili attacchi di rovescio e i frequenti cambi di ritmo del transalpino (mai affrontato in precedenza), ma dall’1-3 del primo set le cose sono cambiate. L&#8217;azzurro si è reso più insidioso, e <strong>alla prima difficoltà Paire ha smarrito la bussola, perdendo lucidità dal punto di vista tattico e iniziando a commettere errori su errori, tanto da subire un parziale di otto giochi consecutivi che ha permesso a Seppi di &#8216;volare&#8217; senza problemi sul 6-3 3-0</strong>. Nel quarto gioco il francese ha annullato due palle-break che avrebbero probabilmente sancito la sua sconfitta, ma non è comunque riuscito a rientrare nel match, in quanto Andreas ha continuato a spingere sull&#8217;acceleratore, e con un nuovo break sul 5-2 ha messo fine alla sfida, guadagnando un meritatissimo successo.</p>
<p><strong>Quello conquistato oggi dall’altoatesino è il 49esimo titolo italiano dell’era Open, e, oltre a consegnargli 250 preziosissimi punti Atp che domani gli permetteranno di andare a occupare il 32esimo gradino del ranking</strong> <strong>mondiale </strong>(portandolo a sole 65 lunghezze dal proprio primato in classifica), arriva proprio nel momento ideale. Rappresenta infatti una preziosa iniezione di fiducia in vista dei prossimi tre importantissimi tornei, Madrid (dove ha un discreto tabellone), Roma e <strong>Roland Garros</strong>, nei quali deve difendere complessivamente la miseria di 55 punti. Davvero difficile che questo Seppi possa fare peggio del 2011, ragion per cui non sarebbe una sorpresa vederlo partire fra le teste di serie sia nel secondo che nel terzo torneo del Grande Slam della stagione, con la conseguente possibilità di evitare avversari particolarmente scomodi nei primi due turni. <strong>Tutte premesse che lasciano ben sperare in vista dei prossimi mesi, e rendono concreta la possibilità di migliorare quel best ranking di numero 27 che resiste ormai da quasi quattro stagioni</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><em>La sintesi della finale, vinta da Seppi con il punteggio di 6-3 6-2:</em></p>
<p style="text-align: center">
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</p>
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    <imagebig><img width="470" height="300" src="http://tennis.it/files/TommyHaas_Atp250MonacoDiBaviera_5maggio2012_470.jpg" class="attachment-original" alt="" title="510691518" /> </imagebig>
		<title>HAAS, IL TALENTO NON HA ETÀ-</title>
		<link>http://tennis.it/tommy-haas-semifinale-monaco-di-baviera-34-anni/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 22:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Caldara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Circuito ATP]]></category>
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		<category><![CDATA[Atp 250 Halle]]></category>
		<category><![CDATA[Atp 250 Monaco di Baviera]]></category>
		<category><![CDATA[Jo-Wilfried Tsonga]]></category>
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		<category><![CDATA[Olimpiadi Londra 2012]]></category>
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		<category><![CDATA[Tommy Haas]]></category>
		<category><![CDATA[Wimbledon]]></category>

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		<description><![CDATA[A 34 anni Tommy Haas ha battuto prima Tsonga e poi Baghdatis, raggiungendo un'insperata semifinale a Monaco di Baviera. Si tratta del'ennesimo tentativo di rinascita di una carriera che gli ha dato tante soddisfazioni, ma è stata inesorabilmente segnata dagli infortuni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mónaco di Baviera (Germania)</strong>. Sono passati quattordici anni da quando un <a href="http://www.tennis.it/gv/schede/atp/haas-tommy.html"><strong>Tommy Haas</strong></a> non ancora ventenne  metteva per la prima volta piede all&#8217;Atp di Mónaco di Baviera. Quattordici lunghi anni, che hanno visto il tennista tedesco togliersi <strong>numerose soddisfazioni sia tennistiche che personali, quali dodici titoli Atp e vari piazzamenti, il secondo gradino del ranking mondiale, il matrimonio con l&#8217;attrice Sara Foster e la nascita della figlia Valentina</strong>, ma anche subìre  tante delusioni. Su tutte il non essere mai riuscito (in quattro semifinali)  a raggiungere la finale in un torneo del Grande Slam, e, soprattutto,  due brutti infortuni che l&#8217;hanno tenuto lontano dal  tennis per oltre due stagioni. Tuttavia, <strong>nonostante i 34 anni suonati, i lunghi periodi bui, una spalla traballante e una protesi all&#8217;anca destra, il tedesco ha ancora voglia di mettersi in gioco, e continua a incantare tutti con il suo tennis d&#8217;attacco, fatto di un&#8217;invidiabile pulizia stilistica e di uno splendido rovescio a una mano</strong>.</p>
<p>Nel 2000 raggiunse la finale (perdendo con l&#8217;argentino Franco Squillari), ma dopo le sconfitte al primo turno di 2006 e 2007, non aveva più giocato in Baviera. <strong>Quest&#8217;anno ha scelto di tornarci, e sicuramente non se n&#8217;è pentito. Come non si saranno pentiti gli organizzatori, che avranno probabilmente storto il naso quando hanno ricevuto la richiesta di wild card da un 34enne, ma alla fine l&#8217;hanno accolta</strong>, premiando a loro modo la grande carriera del tennista di Amburgo. Haas si è presentato sulla terra del Bmw Open da numero 134 del mondo ma con le idee chiare, e fra lo stupore generale è tornato in semifinale nel circuito maggiore, come non gli accadeva da oltre due anni (Los Angeles 2009). E non si può certo dire che sia arrivato così avanti approfittando di un &#8216;buco&#8217; in tabellone. Tutt&#8217;altro:<strong> si è guadagnato un posto fra i migliori quattro lottando e vincendo sul campo, prima con Michael Berrer, poi con la prima testa di serie (e numero 5 del mondo) Jo-Wilfried Tsonga, e quindi con l&#8217;ottavo favorito </strong><strong>Marcos Baghdatis. Tutti battuti in due set, senza perdere il servizio, e con una facilità disarmante</strong>.</p>
<p>È rimasto in campo poco più di tre ore per vincere tre incontri, e il suo fisico non può che esserne contento. Ragion per cui <strong>domani non parte affatto battuto contro Marin Cilic, e può addirittura sognare la finale. Ha più tennis del ventitreenne di Medjugorje (finalista nel 2010), tutto il pubblico schierato dalla sua parte, e anche l&#8217;unico precedente gli sorride</strong>. Risale al terzo turno di Wimbledon 2009, quando Tommy si impose per 10-8 al quinto dopo quattro ore e mezza di battaglia, spingendosi poi sino a una storica semifinale, il più grande acuto della sua seconda parte di carriera. <strong>In caso di vittoria, Haas ritroverebbe la finale di un torneo Atp, come non gli accadeva dal 2009 (vinse sull&#8217;erba di Halle), in un anno particolarmente significativo che gli regalò anche il miglior risultato al Roland Garros</strong>, dove agli ottavi di finale riuscì addirittura ad andare avanti per due set a zero, e conquistarsi una pesantissima palla-break sul 4-3 del terzo, al cospetto del futuro vincitore <strong>Roger Federer</strong>, poi a segno in rimonta al quinto set.</p>
<p>Proprio ai tre tornei appena citati risale il miglior Tommy Haas degli ultimi anni (e forse di sempre, anche di quando fu numero due del mondo), ma quello che si è visto sin qui in Baviera ne è una copia non troppo diversa. <strong>La speranza è che riesca a giocare su questi livelli ancora per un po&#8217;, riuscendo magari a presentarsi in buone condizioni a Wimbledon e alle successive Olimpiadi, suo obiettivo dichiarato per questa stagione</strong>. Al torneo a cinque cerchi Tommy vanta anche una finale (persa al quinto a Sidney 2000 contro Yevgeny Kafelnikov) e le condizioni di questa edizione &#8211; campi in erba (la sua superficie preferita) e match al meglio dei tre set &#8211; sono per lui quelle ideali. <strong>Difficilmente lo vedremo arrivare in fondo, ma sul match secco è ancora temibile per tutti, e nonostante la racchetta sia sempre più vicina al chiodo, qualche soddisfazione può ancora togliersela</strong>. Dopo tutto quello che ha passato, se lo merita. Eccome.</p>
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    <imagebig><img width="470" height="300" src="http://tennis.it/files/TerraBlu_Masters1000Madrid_3aprile2012_470.jpg" class="attachment-original" alt="" title="TerraBlu_Masters1000Madrid_3aprile2012_470" /> </imagebig>
		<title>NEL ROSSO DIPINTO DI BLU-</title>
		<link>http://tennis.it/preview-masters-1000-madrid-2012-terra-blu/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 22:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Caldara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ion Tiriac]]></category>
		<category><![CDATA[Masters 1000 Madrid]]></category>
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		<category><![CDATA[Terra blu]]></category>

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		<description><![CDATA[Mancano ormai poche ore all'inizio del Masters 1000 di Madrid, che quest'anno si giocherà su nuovissimi campi in terra blu. I primi ad averla provata l'hanno definita leggermente scivolosa e dal rimbalzo un po' diverso rispetto al solito. Chi ne trarrà i maggiori vantaggi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aprendo il sito ufficiale del Masters 1000 di Madrid ci si imbatte immediatamente nella scritta <em>&#8220;QUEDAN 1 DÌAS PARA EL TORNEO DEL SIGLO XXI&#8221;</em>.<strong> In italiano significa &#8220;meno un giorno al torneo del ventunesimo secolo&#8221; e dimostra ancora una volta (come se ce ne fosse bisogno) le grandi ambizioni degli organizzatori della manifestazione spagnola</strong>. Non bastava un impianto avvenieristico e il tentativo di rendere tutto più moderno possibile, non bastavano modelli e modelle come raccattapalle. Ci voleva qualcosa di più, e l&#8217;hanno trovato. <strong>Per un colpo di marketing (o un capriccio?) del magnate rumeno Ion  Tiriac, la terra dei campi di gioco è stata colorata di blu. Una scelta che ha lasciato un po&#8217;  perplessi giocatori e addetti ai lavori (tradizionalisti in primis), ma che già prima dell&#8217;inizio torneo ha  soddisfatto i desideri di Tiriac</strong>. Nel bene o nel male, infatti, tutti  parlano del suo torneo, e la schiera dei migliori giocatori sarà al  completo. Ma delle novità si è già discusso a sufficienza, e non è il caso di ripeterle di nuovo. Quello che a noi interessa, invece, sono le conseguenze di quest&#8217;ultima, ovvero il genere di superficie  che <strong>Novak Djokovic</strong> e compagni troveranno sotto ai loro piedi.</p>
<p><strong>Nei suoi primi tre anni di vita sulla terra battuta all&#8217;aperto (prima si disputava sul veloce indoor a fine anno) il torneo madrileno si era già distinto dagli altri due Masters 1000 primaverili (Montecarlo e Roma) per il fatto che si giocasse in altura, e quindi con condizioni di gioco più rapide</strong>. Da quest&#8217;anno anche l&#8217;incognita di una superficie diversa, e probabilmente non solo nel colore. Dopo varie spiegazioni, e alcuni video di presentazione, oggi la parola è passata ai giocatori, che dopo le critiche &#8216;a scatola chiusa&#8217; delle scorse settimane, hanno finalmente potuto calcare i campi della Caja Magica. Uno dei primi ad essersi allenato sulla neonata superficie è stato <strong><a href="http://www.tennis.it/gv/schede/atp/raonic-milos.html">Milos Raonic</a>, che tramite il proprio account di Twitter ha definito i campi un po&#8217; più scivolosi rispetto al solito, evidenziando anche come il rimbalzo sia più basso</strong>. La stessa differenza notata (specialmente con lo slice) dal campione uscente Novak Djokovic, che ha aggiunto:<em> &#8220;ho molte sensazioni, ma è presto. C&#8217;è ancora tempo prima dell&#8217;inizio del torneo, e ho bisogno almeno di un paio di giorni per poter dare dei giudizi precisi&#8221;</em>. <strong>Diversa invece l&#8217;opinione di Fernando Verdasco, secondo cui <em>&#8220;la palla perde parecchia velocità quando tocca terra&#8221;</em>, ma che si è riservato di tornare sull&#8217;argomento dopo aver provato i campi in condizioni soleggiate</strong> (e quindi meno umide e più veloci).</p>
<p>Ma chi può trarre vantaggio da queste condizioni? <strong>A parte i rimbalzi diversi rispetto al solito (che però sono uguali per tutti, e ai quali ogni giocatore si abituerà presto) un fattore da non trascurare sarà come sempre la già citata altura, che favorisce servitori e giocatori &#8216;da veloce&#8217;</strong>. Non a caso nelle scorse stagioni si è spinta sino ai quarti di finale gente come<strong> Ivan Ljubicic</strong>,<strong> <a href="http://www.tennis.it/gv/schede/atp/llodra-michael.html">Michael Llodra</a> </strong>e <strong>Andy Roddick</strong> (che nel 2009 fece tremare il poi vincitore <strong>Roger Federer</strong>), tutti atleti rispettabilissimi, ma che non hanno mai fatto dei campi in terra il proprio pane quotidiano. <strong>In poche parole, quindi, ne guadagnano gli avversari di Rafael Nadal, che non a caso a Madrid ha vinto una sola volta in tre partecipazioni. Uno standard inferiore rispetto a quelli di tutti gli altri tornei importanti sul rosso</strong>, che invece sono affar suo da numerosi anni. Il maiorchino, come (purtroppo?) suo solito, ha già messo le mani avanti anche questa volta, allertando tutti sulle sue possibili difficoltà. <em>&#8220;Il ginocchio ha dato risposte positive nonostante abbia giocato due tornei consecutivi, ma <strong>a Madrid sarà molto complicato, perché oltre a esserci tutti i migliori, giocare sarà più duro a causa dell&#8217;altura.</strong></em><strong><em> Dovrò tenere un livello elevatissimo se vorrò ottenere un buon risultato</em>&#8220;</strong>.</p>
<p>Positivo, invece, il numero uno del mondo Djokovic, che pare aver superato le difficoltà mentali dovute alla mente del nonno, e guarda con fiducia all&#8217;imminente inizio del torneo.<em> &#8220;Ho scelto di non giocare a Belgrado perché <strong>avevo bisogno di ricaricare le batterie, e ora mi sento pronto. Madrid è una città che mi piace molto, e ho dei bei ricordi di questo torneo. Nel 2011 qui ho vinto per la prima volta con &#8216;Rafa&#8217; sulla terra, e quello è stato un match molto importante</strong>. Mi ha dato la spinta per iniziare a credere di poterlo battere anche sul rosso, e vincere grandi tornei su questa superficie. Spero di ripetermi quest&#8217;anno&#8221;</em>. Proprio come lui, lo spera sicuramente anche Federer, vincitore nel 2009 della prima edizione outdoor. <strong>Lo svizzero non vince un torneo sulla terra dal Roland Garros di quell&#8217;anno, ma, viste le condizioni, si annuncia ancor più temibile del solito, forte del suo ineguagliabile slice di rovescio. Madrid lo attende, come la gente attende una sua opinione. Intanto, la curiosità continua a crescere. E Tiriac, sotto i suoi lunghi baffi grigi, se la ride</strong>.</p>
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		<title>LA SCALATA DEL DOTTOR FARAH-</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 19:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Caldara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Circuito ATP]]></category>
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		<category><![CDATA[Atp 250 Monaco di Baviera]]></category>
		<category><![CDATA[ATP 500 Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Challenger Bogotà]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Panamericani]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Sebastian Cabal]]></category>
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		<category><![CDATA[Pablo Andujar]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Farah]]></category>
		<category><![CDATA[University of Southern California]]></category>

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		<description><![CDATA[Rientrato nel circuito nel 2010 dopo quattro anni di stop per gli studi universitari, il venticinquenne colombiano ha ottenuto subito risultati sorprendenti, e ora sta iniziando a vincere partite anche nel circuito Atp. Ieri a Monaco ha battuto Davydenko, e sogna i quarti di finale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tennis, come ogni sport, è ricco di storie. Ci sono giocatori che arrivano in alto alla svelta, e ci rimangono per anni senza problemi. Ce ne sono altri baciati dal talento ma troppo incrini agli infortuni, e costretti perciò a ripetuti stop, quando non vorrebbero fare altro che giocare. E poi <strong>c&#8217;è chi si ferma per scelta, ma pur dedicandosi ad altro conserva la speranza di tornare più forte di prima. È il caso del colombiano Robert Farah, capace di mettersi in evidenza nel circuito maggiore nelle ultime due settimane</strong>. Il venticinquenne nativo di Montreal<strong> </strong>ha giocato fra i professionisti dai 15 ai 19 anni senza ottenere grandi risultati (una semifinale a livello Itf e la 642esima posizione della classifica, i suoi record), e dopo aver ultimato le scuole superiori ha optato per iscriversi a uno dei numerosi college americani, scegliendo la &#8216;University of Southern California&#8217;. Accanto agli studi di economia, Farah ha ovviamente potuto continuare a giocare a tennis, ritagliandosi presto uno spazio di dominatore nelle competizioni studentesche. Tant&#8217;è che è stato campione NCAA sia nel 2009 che nel 2010, guadagnando in ambedue le occasioni il titolo di giocatore dell&#8217;anno, e <strong>il sito dei Troyans (il gruppo sportivo della sua università) pullula tuttora di notizie su di lui, nelle quali viene ancora trattato con i guanti nonostante ormai non abbia più alcun legame con la USC. Una chiara dimostrazione di come negli anni trascorsi in California abbia lasciato il segno</strong>, proprio come avvenuto al suo ritorno nel circuito mondiale.<span style="color: #ff0000"> </span></p>
<div id="attachment_50540" class="wp-caption alignnone" style="width: 480px"><a href="http://tennis.it/files/Robert-Farah-ai-tempi-del-college.jpg"><img class="size-full wp-image-50540" title="Robert Farah ai tempi del college" src="http://tennis.it/files/Robert-Farah-ai-tempi-del-college.jpg" alt="" width="470" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Farah in campo nel corso dell&#39;ultimo anno di college</p></div>
<p>Nel giugno del 2010, dopo aver conseguito la laurea, Robert ha preso parte al Futures di Maraicaibo, in Venezuela. Non avendo ranking è dovuto partire dalle qualificazioni, ma non se n&#8217;è fatto un problema. <strong>Con una serie di undici vittorie consecutive ha vinto a mani basse singolare e doppio, e da lì è   ripartita la sua scalata, rimandata qualche anno prima. Nelle due settimane successive ha ottenuto  altri  due successi</strong>, a Coro in doppio e a Barquisimeto in singolare,  sempre  con una facilità disarmante, sempre senza perdere un set. Segno  che  negli anni di college aveva maturato un livello di gioco di  categoria  superiore, e l&#8217;ha presto dimostrato. Grazie a una wild card  ha preso  parte al ricco <strong>Challenger di Bogotà, il torneo di tennis più  importante  della sua Colombia, e ha nuovamente messo tutti in fila,  riuscendo, in poco più di un mese di attività (e con soli quattro tornei  giocati), a varcare la soglia dei top 300</strong>. Un traguardo importante e raggiunto con pieno merito, ma che non è bastato a soddisfare la sua fame  agonistica. Nei mesi successivi ha ottenuto tanti altri  piazzamenti, sfiorando anche la qualificazione agli Us Open, ed è riuscito a  chiudere la stagione nei primi 200 della classifica. <strong>Da senza ranking a 189 del mondo in qualche mese. Un balzo in avanti di oltre 1500 posizioni con cui ha sorpreso tutti, se stesso in primis</strong>.<span style="color: #ff0000"> </span></p>
<div id="attachment_50539" class="wp-caption alignnone" style="width: 480px"><a href="http://tennis.it/files/66a540044440e2bb02a6bcda12edb10d.jpg"><img class="size-full wp-image-50539" title="Farah alza il trofeo di Bogotà" src="http://tennis.it/files/66a540044440e2bb02a6bcda12edb10d.jpg" alt="" width="470" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Robert alza il trofeo vinto a Bogotà, la più grande gioia della sua carriera</p></div>
<p><em>&#8220;Se me l&#8217;avessero detto a giugno mi sarei messo a ridere. Ma ora è realtà, e conto di migliorare ancora&#8221;</em>, le sue dichiarazioni di allora. E in effetti <strong>l&#8217;anno successivo sono arrivati altri progressi, come il best ranking che ancora oggi resiste (fissato alla 163esima posizione  della classifica), e altre soddisfazioni, quali i primi match nel  circuito maggiore, l&#8217;aver preso parte  alle qualificazioni di tutti i tornei del Grande Slam, e le due medaglie d&#8217;oro conquistate ai Giochi Panamericani </strong>di Guadalajara (Messico),  una sorta di Olimpiadi del continente americano, che vanno in scena ogni  quattro anni. In singolare si è guadagnato il successo superando in finale il brasiliano Rogerio Dutra Silva, mentre in doppio ce l&#8217;ha fatta col connazionale Juan Sebastian Cabal, compagno di allenamenti (i due fanno  parte con <strong>Santiago Giraldo </strong>e <a href="http://www.tennis.it/gv/schede/atp/falla-alejandro.html"><strong>Alejandro Falla</strong></a> del &#8216;Colsanitas team&#8217;) e fido partner nella  sua &#8217;seconda  carriera&#8217;. <strong>Da quando Farah è tornato nel circuito, i due hanno  praticamente sempre giocato insieme, conquistando (oltre all&#8217;oro ai &#8216;Panamericani&#8217;) la bellezza di nove titoli Challenger (sei lo scorso anno) e due Futures,  e riuscendo a suon di risultati (fra cui gli ottavi di finale al torneo di Wimbledon) a entrare  abbondantemente nei primi 100 del ranking di specialità</strong>. <span style="color: #ff0000"> </span></p>
<div id="attachment_50541" class="wp-caption alignnone" style="width: 480px"><a href="http://tennis.it/files/Robert-Farah-addenta-la-medaglia-doro-vinta-ai-Giochi-Panamericani.jpg"><img class="size-full wp-image-50541" title="Robert Farah addenta la medaglia d'oro vinta ai Giochi Panamericani" src="http://tennis.it/files/Robert-Farah-addenta-la-medaglia-doro-vinta-ai-Giochi-Panamericani.jpg" alt="" width="470" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Farah addenta la medaglia d&#39;oro vinta ai Giochi Panamericani</p></div>
<p>Appassionato di lettura e cinema, il colombiano ha in Lost la sua serie tv preferita, ama il golf, e ha sempre stimato <strong>Roger Federer</strong> più di ogni altro: <em>&#8220;insieme a Safin, lo svizzero è stato il mio modello in gioventù </em>- ha spiegato Farah -<em> mentre ora è il mio sportivo preferito. Mi piacerebbe, un giorno, di poter giocare contro di lui&#8221;</em>. <strong>Nell&#8217;attesa di poter coronare il proprio sogno, si può consolare con l&#8217;incontro disputato la scorsa settimana con Rafael Nadal a Barcellona. Nel torneo spagnolo Robert ha vinto il primo match in carriera nel circuito maggiore </strong>superando il locale Arnau Brugues-Davi, e al secondo turno si è ripetuto battendo un osso duro come<strong> Pablo Andujar</strong>. Poi ha ceduto in due facili set al sette volte campione del torneo catalano, ma qualcosa di buono ha fatto vedere comunque, e già esserci arrivato è molto importante. Non contento, questa settimana <strong>Farah sta nuovamente facendo parlare di se a Mònaco di Baviera, dove &#8211; dopo aver superato le qualificazioni &#8211; ieri ha inflitto una sonora sconfitta all&#8217;ex numero tre del mondo (e neo papà) Nikolay Davydenko. Un 6-3 6-2 che parla da solo</strong>, frutto di un tennis più incisivo e di un servizio &#8211; che non a caso egli definisce il suo colpo migliore &#8211; preciso e puntuale nei momenti importanti.<span style="color: #ff0000"> </span></p>
<div id="attachment_50542" class="wp-caption alignnone" style="width: 480px"><a href="http://tennis.it/files/Robert-Farah.jpg"><img class="size-full wp-image-50542" title="Robert Farah" src="http://tennis.it/files/Robert-Farah.jpg" alt="" width="470" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Robert definisce il servizio il suo miglior colpo, e i 193 cm gli sono d&#39;aiuto</p></div>
<p><strong>Domani andrà quindi a caccia dei quarti di finale per la seconda settimana di fila, con la differenza che questa volta dall&#8217;altra parte della rete non troverà Nadal, ma un umano. Si tratta dell&#8217;australiano Marinko Matosevic, anch&#8217;egli proveniente dal tabellone cadetto</strong> e già capace quest&#8217;anno di arrivare in finale all&#8217;Atp di Delray Beach, dove all&#8217;ultimo turno delle qualificazioni superò proprio Farah. È quello l&#8217;unico precedente fra i due, attesi dalla terra battuta ma entrambi amanti delle superfici rapide. Normale per l&#8217;australiano, un po&#8217; meno per il colombiano, anche se dopo gli anni di college (nei quali è probabile che la terra l&#8217;abbia vista col binocolo) è naturale che il suo tennis si sia &#8216;velocizzato&#8217;. Ma i campi bavaresi sono piuttosto rapidi, e le quattro facili vittorie ottenute sin qui lasciano ben sperare. <strong>Qualora ce la facesse, ai quarti di finale si troverebbe probabilmente di fronte Philipp Kohlschreiber, lo stesso che lo eliminò al primo turno lo scorso anno. Attendersi una vendetta pare un po&#8217; eccessivo, ma alzi la mano chi avrebbe pensato a un suo successo prima con Andujar e poi con il campione uscente Davydenko</strong>. Nessuno, probabilmente nemmeno lui stesso. E ora che ha iniziato a esplorare i propri limiti, conviene quindi lasciare aperta ogni porta.</p>
<p style="text-align: center"><em>La sintesi del bel match disputato contro Rafael Nadal a Barcellona:</em><br />

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