LA AZARENKA É DIVENTATA GRANDE

Alla sua prima finale in un Major, Victoria fa subito centro. Non è azzardato pronosticarla vincitrice in altre prove dello Slam. Insieme alla Kvitova, la bielorussa rappresenta il futuro del tennis femminile

Melbourne - Esame superato. E a pieni voti. Per Victoria Azarenka è un giorno indimenticabile: la bielorussa vince il suo primo titolo dello Slam e diventa la nuova numero uno del mondo. Tutto in un giorno solo, come in una favola. Lo scenario della Rod Laver Arena incorona la nuova regina del tennis mondiale, che a ventidue anni è finalmente pronta a ricevere lo scettro. Vika non è la campionessa del giorno o di un torneo: non è azzardato, infatti, pronosticarla vincitrice di altre prove dello Slam. Insieme a Petra Kvitova rappresenta il futuro del tennis femminile, che dopo anni di buio in termini di campionesse sembra aver finalmente trovato chi prenderà il testimone lasciato dalle belghe e dalle Williams.

Crescita caratteriale. Dotata di indiscutibile talento, non si può negare che le maggiori perplessità in merito alla bielorussa erano relative al modo in cui avrebbe gestito la tensione. Troppe volte, in passato, l’emozione aveva giocato brutti scherzi a Victoria che, dilaniata dall’ansia, era solita gettare alle ortiche occasioni importanti. A dir la verità, nel corso del torneo la Azarenka aveva già fatto intravedere progressi importanti dal punto di vista caratteriale. La reazione contro la Radwanska nei quarti (dopo aver perso a zero il tie-break del primo set) e il modo in cui aveva arginato il ritorno della Clijsters in semfinale costituivano già segnali importanti in tal senso: solo pochi mesi fa, queste partite le avrebbe probabilmente perse. Ma la prima finale in uno Slam è tutt’altra cosa, quello era il vero esame. E l‘approccio al match vedeva riaffiorare i vecchi fantasmi della Azarenka che, paralizzata dalla tensione, in pochi minuti si ritrovava sotto 0-2 0-30. Ecco, ci risiamo, avranno pensato alcuni. C’è chi, prematuramente, l’aveva già ribattezzata “la nuova Dementieva”, alludendo all’inglorioso destino della bella Elena nei Majors. Ma Vika, il suo destino, lo ha preso in mano.

Atleta formidabile. Riagganciata la Sharapova, dalla metà del primo set la bielorussa ha preso l’iniziativa e ha iniziato un autentico dominio. La Azarenka è una giocatrice più completa e il punto del 4-3 ne è l’emblema: in un solo scambio Vika ha esibito lo sconfinato repertorio del suo rovescio (botta incrociata, smorzata, lob) dimostrando di disporre di un bagaglio tecnico maggiore rispetto al gioco monotematico della Sharapova. Scrollatasi di dosso ogni paura, Victoria ha preso anche la via della rete dove ha dimostrato di cavarsela più che bene. Maria non è riuscita a scardinare il muro della bielorussa, che si muove benissimo, riprende tutto e capovolge l’inerzia dello scambio in un attimo. La Sharapova non ha neanche servito male ma la Azarenka le è stata superiore in ogni settore. Quando Vika è andata a servire per il match sul 6-3 5-0, in molti avranno ripensato alla finale di Miami dello scorso anno, quando alla bielorussa venne il braccino: lì fu Masha a regalarle gli ultimi punti, chiudendo la questione. Ma oggi non ce n’è stato bisogno: la Azarenka ha giocato con autorità l’ultimo game, chiudendo la pratica al primo match point. E allora sì, possiamo dirlo: Vika è finalmente diventata grande.

Numeri. La Azarenka conduce ora 4-3 nei confronti diretti contro la Sharapova. Victoria è la quarta giocatrice consecutiva ad aggiudicarsi lo Slam per la prima volta: prima di lei, avevano ottenuto il primo successo Na Li a Parigi, Petra Kvitova a Wimbledon e Samantha Stosur a New York. La bielorussa è anche la terza tennista nella storia capace di vincere sia l’edizione junior che quella senior degli Australian Open. La Sharapova porta così a 3 vittorie e 3 sconfitte il suo bilancio nelle finali dello Slam: per la russa si tratta della seconda sconfitta nell’ultimo atto a Melbourne (perse anche contro Serena nel 2007). Notazione curiosa: tutte e sei le finali giocate da Masha nei Majors si sono concluse in due set.

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