LA REGINA VICTORIA

Slam e numero 1 al mondo: la Azarenka sale oggi di diritto nell’Olimpo delle giocatrici Wta. Questo però è solo l’inizio, anche perché la concorrenza è serrata e per difendere trono e scettro ci sarà da lavorare duramente

Melbourne (Australia) - Ventidue anni, primo titolo Slam e prima volta in vetta alla classifica WtaVictoria Azarenka raggiunge a Melbourne il momentum più alto della sua giovane carriera, conquistando sul campo il titolo e il rispetto dell’ambiente tennistico femminile.

Qual è l’emozione più forte in questo momento? Aver conquistato il tuo primo Slam o il numero 1 del ranking mondiale?

Sono emozioni diverse, dopo l’ultimo punto non capivo più niente, anche perché non mi sembrava vero che il torneo fosse giunto alla fine, mi è sembrato un unicum da Sydney. Non ho avuto un giorno off e quindi mi sono fatta forza ed ho stretto i denti, ma oggi è arrivata la vittoria e sono felice.

Pensi di aver giocato il match perfetto oggi?

Non lo so se è stata una partita perfetta, ma di sicuro il finale è stato senza sbavature. Non sono scesa in campo pensando di dover giocare il match perfetto, ma solo dovevo essere più brava della mia avversaria. I primi due game sono stati un po’ un disastro, ma poi mi sono iniziata a rilassare e a concentrarmi esclusivamente sui punti.

Molte tue colleghe al primo approccio con una finale Slam sono cadute, tu come hai fatto a sorpassare questo ostacolo?

Anche io ero nervosa, non vedevo l’ora di entrare in campo, è stata un’attesa lunghissima. Penso di essere riuscita a gestire al meglio la situazione, al di là del piccolo incidente iniziale. Lei ha iniziato in maniera molto aggressiva ed io ho cercato di rispondere a tono, ma all’inizio la mia tattica non ha funzionato. Tuttavia sono stata soddisfatta di come ho reagito in generale, non ho mai mollato ed ho colto il mio momento.

Sei sorpresa di come hai giocato bene oggi? In fondo le hai lasciato solamente tre giochi…

In parte si, in parte no. Ho lavorato tanto per raggiungere questo risultato ed oggi ho giocato abbastanza bene. E’ il modo in cui combatti più che i numeri a fare la differenza. Penso che il primo set sia stato davvero difficile, ma ho avuto la capacità di giocare bene nei momenti cruciali.

Cosa significa per te questo numero 1?

E’ un sogno che diventa realtà, ho lavorato tanto per raggiungere gli obiettivi che ho portato a casa oggi ed averli raggiunti nello stesso giorno è una soddisfazione doppia.

Petra ha vinto a Wimbledon, tu qui… pensi stia iniziando un ciclo di rinnovamento per il tennis femminile?

Penso sia un gran momento per il nostro sport, ci sono belle rivalità, con Petra ad esempio abbiamo giocato un bellissimo match. Sfortunatamente non sono riuscita a batterla, cosa che spero di riuscire a fare in futuro. Tuttavia anche Maria sta giocando bene, Serena è tornata e Kim ha ancora tutte le carte in regola. Poi ci sono state le vittorie di Na Li e Sam Stosur che hanno arricchito ancora di più il panorama, di sicuro il livello generale è in crescita.

Hai cambiato la tua racchetta di recente, hai incontrato difficoltà di adattamento?

Non è stato facile, abbiamo lavorato in stressa collaborazione con la Wilson e abbiamo fatto almeno quattro prove prima di trovare il giusto equilibrio. Ora però sono davvero soddisfatta, credo dia maggiore potenza al mio gioco, ho maggiore controllo. Chiaro non è una racchetta magica, ma abbiamo fatto bei progressi insieme.

Pensi che la tua vittoria possa essere utile a far crescere i praticanti di tennis nel tuo paese?

Lo spero,  vorrei fosse d’ispirazione soprattutto per i bambini. Questa è la cosa che più mi sta a cuore, che possano credere nelle loro capacità e che abbiamo l’opportunità di lavorare duramente per realizzare i loro sogni.

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