“BUON 2007”: IL CLIMA VINTAGE DEL FEDAL

I social si scatenano in chiave "Ritorno al futuro". Il Fedal riporta indietro nel tempo sia gli Australian Open, sia i fan di Roger e Rafa

TENNIS – Fedal, Fedal ovunque. Alla vigilia del torneo, probabilmente i vertici degli Australian Open non avrebbero neanche potuto immaginare la cassa di risonanza che avrebbe avuto la finale maschile. O meglio, le previsioni per il match che assegna un titolo Slam sono sempre al rialzo. Ma ritrovarsi con Roger Federer e Rafa Nadal uno contro l’altro, nell’era di Andy Murray e Novak Djokovic, è un’autentica vittoria alla lotteria. Ovviamente, il pubblico è pronto a scatenarsi sugli spalti della Rod Laver Arena, ma come la stanno vivendo i social network? La viralità dell’evento non è nemmeno paragonabile a tutto ciò che è successo in passato.

I primi a rimanere sorpresi non sono tanto i tifosi dei due finalisti, che hanno attraversato due settimane thrilling, quanto gli stessi tennisti che vivono il circuito quotidianamente. Per Juan Monaco è tempo di allacciare le cinture, David Ferrer sprona il suo connazionale, Rohan Bopanna parla addirittura di Fairytale, perchè in effetti è da considerarsi una favola o un sogno dal quale nessuno vuole svegliarsi, tranne forse i due sconfitti nelle semifinali ed i primi due del ranking mondiale. E come dar loro torto, tra l’altro, se a distanza di anni e dopo una serie di infortuni tanto gravi sono riusciti a ridurre un major al solito, vecchio affare?

Già, vecchio affare, che nel calcio trova nell’Old Firm tra Celtic e Rangers la sua traduzione più calzante. Quella che probabilmente è la rivalità più forte di sempre fa rinverdire anche chi si era ormai rassegnato. Ed è così che sui social network ci si scatena: c’è chi augura un felice 2007, chi è pronto a comprare un Nokia a colori, chi invece si avventura in disamine politiche su Obama e McCain. Un flashback senza precedenti, soprattutto in un’epoca che è da considerarsi tutt’altro che vacante rispetto a quando Sampras e Agassi tentarono il ritorno in grande stile negli anni duemila, prima che lo stesso Federer avviasse il suo dominio fino alle battaglie proprio con Nadal.

Senza dimenticare la filosofia sulla fugacità della vita e, soprattutto, delle carriere sportive. Sarà davvero l’ultima “ultima volta” per lo svizzero? E il maiorchino invece? Quante possibilità ha di compiere l’ennesimo ritorno al vertice? I media hanno cominciato a parlare di Restaurazione ottocentesca, prendendo in esame sia il Fedal sia la finale in salsa Williams dall’altra parte. Chiedersi quanto durerà è un discorso che nessuno vuole affrontare, godendosi piuttosto quest’aria vintage di inizio 2017. La ragione potrà dire che si tratta di un episodio, una congiunzione astrale irripetibile. Il cuore, invece, sfrutta quel pizzico d’irrazionalità ed ambizione, appellandosi alla superiorità degli ultimi talenti sulla meccanica e sulla robotica dell’era avviata da Nole e Andy. Da domani pomeriggio si potrà affrontare qualsiasi tipo di analisi, ma fino ad allora? Nessuno svegli il tennis che sogna.


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