AUGURI FLORIAN MAYER, QUANDO LA VOLONTA’ SUPERA LA PAURA

Il tennista tedesco soffia su 33 candeline dopo un 2016 che ad Halle gli ha regalato la più grande soddisfazione della sua carriera

TENNIS – Rovescio in back giocato a modo suo, palle corte, gioco di volo, attacchi in contropiede e aperture di braccio non proprio perfette. E’ questo il tennis che affiora alla mente quando si parla di un giocatore come Florian Mayer, e oggi che soffia su 33 candeline può essere comunque soddisfatto di questo stile di gioco tutto suo, soprattutto perché il 2016 gli ha regalato il titolo più importante della carriera, il secondo complessivo a 5 anni di distanza dal primo trionfo Atp centrato a Bucarest.

Sull’erba “di casa” di Halle infatti, lo scorso mese di giugno il tedesco ha stupito tutti, conquistando il torneo da numero 192 del mondo dopo aver superato Andreas Seppi ai quarti, Dominic Thiem in semifinale e Alexander Zverev in finale. Un risultato a dir poco incredibile se si pensa che Mayer era tornato da poche settimane nel circuito dopo un lungo stop per l’infortunio all’inguine, anche perché già dal Master 1000 di Miami del 2014, dopo che gli venne diagnosticata una grave infiammazione, era stato costretto a rimanere ai box per un anno intero.

Poi pian piano il 33enne di Bayreuth ha ricominciato ad assaporare la gioia di stare in campo, allenandosi senza sosta per tornare nel circuito Atp, ha dovuto fare i conti con qualche contrattempo ma alla fine è riuscito a tornare sul rettangolo di gioco, e anche se il livello del suo tennis non è più quello del 2004, quando si fece conoscere dal grande tennis raggiungendo i quarti di finale di Wimbledon (risultato poi eguagliato nel 2012), il suo gioco fatto di tanti colpi poco “ortodossi” e di cambi di ritmo continui gli ha permesso in questo 2016 ad Halle di scrivere una vera e propria favola, assicurandosi quella che fino a questo momento è la più grande soddisfazione della sua carriera.

L’erba naturalmente è la superficie che più preferisce, anche perché dall’alto del suo metro e novanta centimetri può sfruttare al meglio anche il servizio, e adesso che è tornato un giocatore a tutti gli effetti (attualmente è numero 60 del ranking mondiale) può guardare al futuro sperando di togliersi qualche altra bella soddisfazione. Certamente non sarà semplice avvicinare il suo best ranking ottenuto nel 2011, quando dopo il trionfo di Bucarest salì fino alla posizione numero 18 della classifica mondiale, riuscendo in quell’anno anche a battere Rafa Nadal al Master 1000 di Shanghai, ma nel giorno del suo compleanno il miglior augurio che possa ricevere è quello di continuare a stupire, e di mantenere quella forza di volontà che gli ha permesso di non mollare nei momenti più difficili dei tanti infortuni subiti.

(Nella foto Florian Mayer – www.zimbio.com)


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