BUON COMPLEANNO IVO KARLOVIC, RECORDMAN DI ACE NELLA STORIA

Sul servizio ha basato tutto il suo tennis. E il servizio lo ha fatto entrare nella storia il 7 ottobre 2015, quando ha battuto il record di ace realizzati in carriera che apparteneva a Goran Ivanisevic.

Tennis – Se non lo si vedesse brandire quella racchetta su un campo da tennis non si direbbe certo che Ivo Karlovic sia un tennista. Invece lui entra in campo con andatura compassata, lascia rimbalzare la pallina e boom, scarica tutta la sua forza. Spesso fa ace, spesso mette a segno una prima vincente. Ma rispondere a servizi che vanno praticamente sempre a più di 200 all’ora non è facile per nessuno. “Sembra che serva da un albero” ha detto di lui un signore di nome Roger Federer. Ed è anche normale quando sei alto 211 centimetri e pesi 104 chili. I tuoi spostamenti sono lenti, l’agilità non è certo il tuo forte. Forse avresti dovuto giocare a pallacanestro, ma il tennis è il tuo mondo e nonostante sia insicuro anche nei colpi al rimbalzo il servizio è la tua unica, affilatissima arma, il tema dominante – spesso anche l’unico – del tuo tennis. Non esistono scambi nei match giocati da Ivo Karlovic, non si gioca mai sopra i cinque colpi. Per il tennista croato nato a Zagabria nel 1979 conta solo servire bene. Per gli avversari è difficile mantenere la concentrazione e non lasciarsi frustrare da tanta forza e costanza.

E i risultati che Ivo ha raggiunto in carriera sono in linea con le sue caratteristiche fisiche e tecniche. Otto tornei Atp vinti in carriera a fronte di 17 finali giocate. Miglior risultato nei major i quarti di finale a Wimbledon 2009, su una delle superfici che aiutano di più i bombardieri come lui. E, soprattutto, tanti tanti ace realizzati in carriera. 11mila e 801 secondo il sito dell’Atp. 229 soltanto in questa stagione, 1131 in quella passata (superato solo da John Isner a 1159).

Sono passati 17 anni dal suo passaggio al tennis professionistico, 12 dalla prima finale giocata in carriera, sconfitto da Andy Roddick al torneo del Queen’s. Ne sono passati dieci dalla sua migliore stagione in carriera, nel 2007. Ivo Karlovic inizia a fare sul serio a febbraio, quando perde da Andy Murray con il punteggio di 6-7, 6-4, 7-6. Ad aprile arriva la prima vittoria dell’anno e in Atp. Il croato si impone 6-4, 6-1 contro l’argentino Mariano Zabaleta portando a casa il torneo di Houston, giocato sulla terra battuta. A giugno si sposta sull’erba di Nottingham, dove ottiene il suo secondo successo in carriera contro Arnaud Clement (3-6, 6-4, 6-4). E conclude la serie a ottobre sul sintetico indoor di Stoccolma battendo Thomas Johansson (6-3, 4-6, 6-1). Nel 2008 bissa il successo di Nottingham contro Fernando Verdasco (7-5, 6-7, 7-6). E nello stesso anno ottiene il suo miglior ranking, salendo al numero 14 Atp. Nei cinque anni successivi non vince nessun torneo, giocando una sola finale, a Delray Beach 2010, e perdendo da Ernests Gulbis (6-2, 6-3). Torna alla vittoria nel 2013, sconfiggendo Alejandro Falla a Bogotà. A inizio 2014 in molti lo considerano ormai un ex giocatore di tennis ancora sul circuito più per divertimento che per altro. E invece Ivo Karlovic stupisce tutti arrivando in fondo a quattro tornei ma perdendo – suo malgrado – in tutte le occasioni (Memphis, Dusseldorf, Newport e Bogotà rispettivamente contro Kei Nishikori, Philipp Kolschreiber, Lleyton Hewitt, Bernard Tomic).

È un anno particolarmente travagliato per il gigante croato, che si ritrova a fare i conti con un avversario ben più pericoloso dei colleghi tennisti: la meningite. Siamo ad aprile. “Mi svegliai con un braccio insensibile e non riuscivo a parlare” ha raccontato in un’intervista. “Mia moglie chiamò il 911 ma nel frattempo peggioravo. Cominciai a vomitare e mi salì un mal di testa insopportabile, che sarebbe durato dieci giorni. Sono stato fortunato: per questo vedo meglio le cose”. E torna anche alla vittoria in un torneo Atp. Siamo ormai nel 2015 e Ivo Karlovic supera Donald Young sul cemento di Delray Beach (6-3, 6-3). Riesce anche a rientrare tra i primi 30 tennisti del mondo dopo essere sceso al numero 167 nel 2013.

Nel mese di ottobre 2015 entra di diritto nella storia superando Goran Ivanisevic nel numero di ace realizzati in carriera. Il connazionale di Karlovic era fermo a quota 10.131. Il gigante croato si toglie così una grande soddisfazione. Un risultato che lo proietta dritto nel 2016, anno in cui ottiene altri due successi (Newport e Los Cabos). Chiude la stagione al numero 20 Atp, mentre a inizio 2017 realizza 75 ace nella partita di primo turno degli Australian Open vinta 22-20 al quinto contro Oracio Zeballos dopo 5 ore e 14 minuti di gioco. Diventa poi il giocatore più anziano a raggiungere il terzo turno di uno Slam dopo Jimmy Connors (38 anni agli Us Open 1991). A quasi 40 anni Ivo Karlovic non ha ancora manifestato l’intenzione di smettere. Il suo obiettivo, al di là del puro divertimento e del rispetto di motivazioni ancora forti, è quello di mettere più distanza possibile tra se e Roger Federer nel numero di ace realizzati in carriera. Almeno, in futuro, potrà dire di essere stato migliore dello svizzero in un aspetto. Non tutti possono farlo. Auguri Ivo.

Foto: Ivo Karlovic (www.zimbio.com)


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