BYCHKOVA: “WTA, UNA SU DIECI È LESBICA”

Nell'intervista ai microfoni di Eurosport, la tennista russa Ekaterina Bychkova svela i segreti del circuito femminile. Ma anche gli uomini non scherzano...

TENNIS – I segreti che non ti aspetti, o forse sì. Il tennis internazionale non è solo un match al giorno, allenamenti e viaggi sfiancanti da un continente all’altro. Probabilmente sono davvero in pochi che la pensano così. A svelare quello che c’è dietro è la tennista russa Ekaterina Bychkova, che getta via la maschera del circuito maschile e femminile e racconta ciò che a quasi nessuno è concesso sapere.

La 32enne moscovita parte da quello che ha potuto constatare di persona, soprattutto stando a contatto con le colleghe all’interno degli spogliatoi durante alcuni allenamenti: “Nel tennis ci sono un sacco di donne lesbiche, credo che la media possa aggirarsi sul 10%. Non è una cosa che mi infastidisce, sia chiaro, ma mi fanno sentire a disagio quando lanciano occhiate che invadono la privacy. È una cosa che non accetto, sento che viene violato il mio spazio personale e non va bene“. Non mancano i nomi: “Suarez-Navarro, Daniilidou, Dellacqua, Raymond, Stubbs – elenca la giocatrice – se dovessi fare qualche nome così al volo, direi loro“.

In quanto a segreti, però, sembra che anche gli uomini mantengano un certo riserbo su alcune circostanze. La Bychkova racconta: “C’è una larga predisposizione al fumo e all’alcool, se non peggio. Ricordo che Ferrer fumò un’intera confezione di tabacco a 24 ore da un match. Ancora non mi spiego come abbia fatto a scendere in campo il giorno dopo. Oppure c’è Wawrinka, che è un vero e proprio animale da palcoscenico e vita notturna. Io sono russa, e anche se sono di Mosca, le sue avventure a San Pietroburgo sono note a gran parte del circuito“. Ekaterina, poi, tende a giustificare determinati comportamenti: “A volte è necessario trovare un attimo per rilassarsi. Questo può essere un leggero ed isolato eccesso, o una fuga in discoteca. Ognuno la interpreta a modo suo“.

Infine, anche un riferimento alle condizioni che i giocatori hanno trovato in India durante il tour dell’ultimo anno: “È una situazione davvero al limite – conclude la Bychkovaè come fare un viaggio indietro nel tempo. La gente non si lava e dorme per strada, non si può toccare nulla o bere acqua da bottiglie non sigillate. C’è un grave rischio sanitario al quale veniamo sottoposti ogni volta che ci troviamo in zona, è un problema al quale bisogna trovare una soluzione“.

A quanto pare, dunque, la medaglia del tennis internazionale ha due facce ben distinte. Non è tutto impeccabile come la famiglia Federer e non è nemmeno tutto sfavillante come il montepremi degli US Open: c’è anche un lato nascosto da portare alla luce. Chissà se la Bychkova riuscirà a far passare questo messaggio, o se invece verrà considerato un pettegolezzo da smentire.


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