CHALLENGER. UNA STAGIONE DA RECORD

Sono quattro i vincitori di tornei approdati nella top 100, Borna Coric, Hyeon Chung, Thanasi Kokkinakis e Alexander Zverev. Performance degne di nota anche quelle degli americani Jared Donaldson, Taylor Fritz e Frances Tiafoe. Menzione particolare per il nostro Stefano Napolitano.

Tennis – Nel 2016 si dovrà rigorosamente tener conto di loro. Sono i giovani talenti che l’Atp ha messo in mostra durante questa stagione. Tennisti di belle speranze che via via – si spera per loro e per tutto il movimento – diventeranno protagonisti assoluti su tutti i campi del mondo.

Sono stati nove, nel 2015, i vincitori del primo torneo Challenger, sei in più rispetto allo scorso anno. E quattro di loro, Borna Coric, Hyeon Chung, Thanasi Kokkinakis e Alexander Zverev – fanno già parte della top 100 Atp. Borna Coric ha dominato sulla terra battuta di Barranquilla, vincendo il suo secondo titolo Challenger in carriera. Hyeon Ching è diventato il secondo coreano a staccare il pass per la top 100 dopo la vittoria nel torneo di Savannah, nel mese di aprile. Il canguro Thanasi Kokkinakis ha ottenuto la sua prima corona l’importante torneo di Bordeaux, mentre Alexander Zverev, vincitore nel torneo di casa di Heilbronn, è stato premiato durante le Atp Finals di Londra con il prestigioso ATP Star of Tomorrow Award come giocatore più giovane tra i primi 100 del mondo.

Ci sono poi i promettenti americani. Jared Donaldson, Taylor Fritz e Frances Tiafoe hanno chiuso la stagione 2015 tra i primi 200 giocatori Atp e tutti hanno vinto almeno un titolo in stagione: Donaldson si è imposto a Maui, mentre Fritz ha alzato al cielo i trofei messi in palio a Sacramento e a Fairfield. Tra l’altro, proprio a Sacramento, i due sono stati i protagonisti della prima finale Challenger giocata da due giovanissimi del circus dal 2007. Un evento che replicato poi da Noah Rubin vs Tommy Paolo nell’ultimo atto del torneo di New York. E non sono trascurabili nemmeno le vittorie dei 19enni Elias Ymer e Karen Khacharov ottenute rispettivamente a Caltanissetta e Istanbul sempre in ambito Challenger.

Insomma, la stagione degli “altri”, dei giovani che non hanno ancora un nome pesante e un blasone altrettanto importante non è passata inosservata. Così come non può passare inosservato il record stabilito da Inigo Cervantes, non certo un giovanissimo con i suoi 26 anni ma unico giocatore ad aver ottenuto 50 vittorie in stagione. Il suo ingresso nella top 100 risale alla finale giocata a Montevideo, ma la sua stagione si è chiusa con un’onorevole 72esima posizione nel ranking Atp: “I numeri dimostrano che la mia annata è stata ottima – ha detto lo spagnolo all’Atp – appena due anni fa ero su una sedia a rotelle e non potevo nemmeno camminare. Ma ora ho ottenuto il mio best ranking e l’anno prossimo ho obiettivi ancora più grandi”. Il tennista di Hondarribia ha vinto quattro titoli in questa stagione (Ostrava, Vicenza, Marburg e San Paolo), giocando ben sei finali.

E non è finita qui. Perché Cervantes si è reso protagonista anche del miglior salto in classifica, passando dalla posizione n. 252 a quella n. 72 (+ 180). Degni di menzione sono, in questo senso, anche l’indiano Yuki Bhambri (40 vittorie e 15 sconfitte) con un incremento di 156 posizioni e il best ranking in carriera (n.88). Daniel Muñoz de la Nava ha chiuso la stagione al numero 75 Atp, diventando uno dei 14 tennisti più anziani a debuttare nella top 100. Ma a inizio anno era fuori dalla top 200. La sua risalita si deve al suo ottimo score (46-18) e ai tre titoli messi in bacheca nel 2015. Debutto in top 100 anche per Thanasi Kokkinakis, Hyeon Chung, Taro Daniel, Marco Cecchinato e John Millman.

C’è spazio anche per un nuovo record. Quello di Yen Hsun Lu, Paolo Lorenzi e Filippo Volandri, tennisti capaci di entrare nel ristretto club dei vincitori di almeno 300 partite nel circus minore. Lu ha pure iscritto il suo nome nell’albo d’oro di un torneo per la ventiduesima volta, mentre Dudi Sela, dopo la vittoria a Vancouver è il quinto giocatore della storia ad aver vinto uno torneo per quattro volte dopo le vittorie del 2005, del 2008 e del 2010.

Riconoscimenti e record non solo per i tennisti, ma anche per i tornei. L’Atp ha onorato nel migliore dei modi l’impegno delle organizzazioni di tornei come Aptos e Winnetka (Usa), Cherbourg (Francia), Furth (Germania), Istanbul (Turchia), San Luis Potosi (Messico), Segovia (Spagna), Siviglia (Spagna), Tampere (Finlandia) perché presenti sul circuito da un quarto di secolo, mentre la finale di Winnetka, giocata tra Somdev Davvarman e Daniel Nguyen, è stata premiata come la più lunga della storia. La più breve della stagione è stata invece quella giocata a Gadalajara da Rajeev Ram e Jason Jung: 48 minuti.

Felix Auger Aliassime, 15 anni, è diventato invece il primo giocatore nato negli anni 2000 a guadagnare una posizione a livello Atp. E a questo piccolo record ha aggiunto anche quello come primo giocatore nato negli anni 2000 a vincere una partita nel main draw di un Challenger (Granby) e più giovane giocatore a entrare tra i primi 800 del mondo. Di contro, Michael Russel ha deciso di appendere la racchetta al chiodo dopo 17 anni nel circuito Challenger e dopo essersi portato al decimo posto tra i tennisti con il più alto numero di vittorie (276) e all’ottavo per numero di tornei vinti (15). Un altro highlander, Mikhail Youzhny ha vinto un titolo Challenger (Eckental) a distanza di 15 anni dall’ultima affermazione battendo il precedente record di Michael Chang (14 anni e cinque mesi). Mentre va a Ruben Ramirez Hidalgo (37 anni) vs Stefanos Tsitsipas (17 )e Tommy Haas (37) vs Andrey Rublev (17) il record come match con la più ampia differenza di età tra i giocatori in campo.

Il Challenger di Vancouver edizione 2015 verrà poi ricordato come quello con il maggior numero di ex top 10 nel main draw. C’erano Radek Stepanek, Ernests Gulbis e Jurgen Melzer. Poca roba, tuttavia, rispetto al torneo di Alba 2010, caratterizzato da sette ex top ten nel tabellone principale.

Il “club dei duttili”, dei tennisti capaci cioè di vincere un torneo sia nel circuito Challenger che in quello maggiore conta, invece, sei giocatori: Victor Estrella Burgos, Jiri Vesely, Nicolas Mahut, Rajeev Ram, Benoit Paire e Denis Istomin. Con pari importanza ci sono poi quelli che hanno vinto un titolo annullando un match point in finale: Tim Smyczek a Tiburon contro Denis Kudla, Nikoloz Basilashvili a Schevenigen contro Andrey Kuznetsov, Inigo Cervantes (Finals), Noah Rubin (Charlottesville), Mattew Ebden (Surbo), Benoit Paire (Mouilleron Le Captif) e Andrej Martin (Padova).

Degna di nota anche la performance del nostro Stefano Napolitano, capace di ottenere 33 punti consecutivi a Todi. E sono 17 le vittorie ottenute da Federico Delbonis in un’unica strisica, la più lunga della stagione. Lo seguono otto giocatori in grado di totalizzare ben 11 vittorie in fila. I tennisti statunitensi hanno alzato al cielo 11 trofei, quelli di Argentina e Spagna 14, mentre gli australiani 10.

Tra i primi 300 al mondo, sono stati 8 i giocatori in grado di vincere un torneo, uno in più rispetto allo scorso anno. E Taylor Fritz è stato il campione di torneo con la peggior classifica quando ha alzato al cielo il titolo a Sacramento, mentre Yasutaka Uchiyama è l’unico lucky looser ad aver raggiunto una finale in stagione (Lexington), il primo dal 2013. Infine, sono stati 31 i campioni di torneo che hanno superato i 30 anni, mentre sono stati 25 quelli che hanno iscritto il loro nome in un albo d’oro per la prima volta in carriera.

Foto: Borna Coric (www.zimbio.com)


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