DUE SET SU TRE E SFIDE DI DUE GIORNI, ECCO LA NUOVA COPPA DAVIS

La federazione internazionale ha approvato le modifiche al format storico della competizione, il passo decisivo è previsto in occasione della assemblea generale del prossimo mese di agosto in Vietnam

TENNIS – Se ne parla ormai da diversi mesi, ma stavolta la federazione internazionale sembra aver fatto un passo in avanti molto significativo verso quella che, per quanto riguarda la Coppa Davis, potrebbe essere chiamata una vera e propria rivoluzione. Il maggiore organismo mondiale del tennis infatti, nell’assemblea di giovedì 9 marzo, ha votato all’unanimità la proposta di portare i match che valgono la prestigiosa insalatiera d’argento a due set su tre, interrompendo una tradizione che dura da ben 117 anni.

Ma non è finita qui, perché il presidente della federazione internazionale David Haggerty ha dichiarato che potrebbe essere votata anche la riduzione da tre a due giorni della durata delle sfide, e in attesa della ratifica ufficiale, che dovrà avvenire eventualmente tramite l’approvazione dei due terzi del comitato dell’ITF durante la assemblea generale in programma il prossimo mese di agosto a Ho-Chi Min, in Vietnam, l’idea è quella di dare forma a questi cambiamenti già a partire dall’edizione del 2018.

“Il nostro obiettivo – ha affermato Haggerty – è quello di fare in modo che i ‘top player’ scendano sempre in campo durante gli incontri di Coppa Davis, allo scopo di aumentare di conseguenza anche la presenza di spettatori e l’appeal nei confronti di mezzi di comunicazione e sponsor. Due partite in un giorno al meglio dei tre set su cinque possono essere molto emozionanti, ma anche molto lunghe, il che può portare ad un calo dell’audience a livello televisivo. Pensiamo quindi che portare i match a due set su tre possa essere un passo in avanti importante”.

Di certo i tradizionalisti potranno storcere il naso, soprattutto pensando ai tanti incontri epici che nel corso degli anni hanno fatto la storia di questa competizione, basti pensare ad esempio, senza andare tanto lontano nel tempo, a quello che è successo nella finale dello scorso anno tra Croazia e Argentina, quando Juan Martin Del Potro ha tenuto a galla la sua nazionale rimontando due set a Marin Cilic (per il punto del 2-2) in quasi cinque ore di “battaglia”. Ma ormai la direzione intrapresa è quella di una riduzione dei tempi, che possa favorire una presenza costante fin dai primi turni dei giocatori più forti (insieme naturalmente ad un maggiore interesse a livello commerciale) e sembra proprio che dopo oltre un secolo la formula della Coppa Davis cambierà.

Forse, come hanno affermato gli stessi vertici della competizione, potrebbe essere presa la decisione di mantenere i match al meglio dei cinque set (prevedendo quindi di nuovo tre giorni di sfide) soltanto per la finalissima, ma anche in quel caso rimarrebbero soltanto i quattro tornei del Grande Slam a potersi fregiare del “titolo” di competizioni nelle quali si gioca tre set su cinque dal primo all’ultimo turno. E anche se questo ultimo cambiamento sembra ormai più di una semplice possibilità, non rimane altro da fare se non attendere l’assemblea generale ITF del prossimo mese di agosto, dopo la quale si capirà se la Coppa Davis volterà pagina dopo 117 anni di storia per lanciarsi definitivamente nel nuovo millennio.

(Nella foto la Coppa Davis – www.zimbio.com)


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