COPPA DAVIS, BEDENE VEDE SFUMARE IL SOGNO GRAN BRETAGNA

L'ITF infrange il sogno di Aljaz Bedene e ufficializza il 'No' dopo il ricorso dello sloveno naturalizzato britannico di poter disputare la Coppa Davis con la maglia britannica.

Tennis. È un No imperativo quello che dopo due anni arriva a Aljaz Bedene: un lungo processo, più rinvii e un ricorso, per esplicitare un verdetto negativo nei confronti del giovane britannico che desiderava giocare la Coppa Davis con la Gran Bretagna.

“Naturalmente sono molto triste per l’esito del ricorso, perché non è certamente quello che speravo. Ringrazio lo stesso tutti i tifosi e la Federazione britannica per il sostegno che mi hanno dato. Ora valuterò bene la situazione prima di decidere il prossimo passo da compiere” ha commentato a caldo il tennista originario della Ljubljana, ma cittadino britannico dal Marzo del 2015.
Iniziato tutto proprio nel 2015, Bedene dopo aver ottenuto la cittadinanza aveva espresso il desiderio di poter rappresentare la Gran Bretagna nella competizione a squadre. A bloccare il tutto, la Federazione Internazionale Tennis che poneva come problema il fatto che il nuovo tennista britannico avesse precedentemente giocato tre volte per la sua nazione di origine. A combinare l’intreccio, una regola introdotta due mesi prima della concessa cittadinanza che non permette tuttora di disputare la Coppa Davis con due diverse nazioni. Questione davvero di giorni, ma già si intuiva che per Bedene non sarebbe filato tutto liscio; e così infatti è stato.

Dopo il primo rinvio della decisione da parte dell’ITF destinata a Marzo del 2016, che non aveva permesso a Aljaz di disputare la finale contro il Belgio, e il ricorso insieme alla Lawn Tennis Association, il tennista britannico era già stato informato dell’impossibilità di andare contro la regola n. 35 del regolamento. Ora la sentenza definitiva arriva direttamente dal giudice Charles Hollander che ha spiegato come l’ITF non fosse obbligata a fare uno strappo alla regola per Bedene, nonostante il tennista abbia più volte dimostrato un’onesta volontà di giocare per la Gran Bretagna senza ricorrere a ‘Bandiera di comodo’. Ma il verdetto ormai è chiaro.


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