COPPA DAVIS, ITALIA A CHARLEROI COL DUBBIO FOGNINI

Fognini conferma alla stampa belga: "Ho dolore al polso, aspetto prima l'ok del medico".Barazzutti si tutela e chiama come quinto Giannessi. Il Belgio ritrova Goffin, assente a Francoforte. Gli azzurri avanti 5-3, ma l'ultima vittoria risale al 1969.

TENNIS – Fognini sì, Fognini no. Sarà questo il grande dubbio, il grande punto di domanda che continuerà ad aleggiare nei prossimi giorni sulla vigilia azzurra a Charleroi. Il numero 1 d’Italia, rientrato fra i primi 30 grazie alla semifinale a Miami, non è ancora sicuro se potrà prendere parte al quarto di finale contro il Belgio in quello stesso Spiroudome a Charleroi dove Flavia Pennetta festeggiava undici anni fa la prima Fed Cup italiana della storia. Oggi al quotidiano Sud Presse, Fognini ha di fatto confermato quanto già espresso in Florida dopo la sconfitta contro Nadal.  “E’ tutta la settimana che gioco con un dolore al polso che poi si è trasferito al gomito, poi ho iniziato a sentire dolore al calcagno sinistro, lo stesso piede dove avevo sofferto di fascite anni fa. Mi prenderò qualche giorno di riposo, ora è questa la cosa più importante. La seconda è Flavia, la terza è la Davis. Il mio obiettivo è esserci, al 100%, voglio tornare a casa e farmi visitare, verificare con il medico se sono nelle condizioni di competere in Davis. Di sicuro, questo torneo mi ha detto che ho il tennis per competere a questo livello, senza dubbio è il mio miglior risultato sul duro. Adesso cerco di godermi questa settimana, di tornare da Flavia che non vedo da 63 giorni poi, se il medico mi darà l’ok, di andare a Charleroi per la Davis”. Intanto Barazzutti si è cautelato chiamando Giannessi che resterebbe comunque aggregato come quinto uomo, come già successo in Argentina, insieme a Paolo Lorenzi (n. 38 Atp), Andreas Seppi (n. 76 Atp) e Simone Bolelli (n. 525 Atp). “L’Italia ci somiglia, li conosco bene, sanno giocare in squadra” ha detto il capitano belga Johan Van Herck. “Andare a vincere in Argentina, benché senza Delbonis e Del Potro, vuol dire aver giocato un match di livello”.

Van Herck ritroverà David Goffin (n. 14 Atp), assente contro la Germania, convocato insieme allo “Squalo” Steve Darcis (n. 53 Atp) a Ruben Bemelmans (n. 137 Atp) e Joris De Loore (n. 199 Atp), quasi certamente chiamati a scendere in campio in doppio dopo la vittoria cruciale contro i fratelli Zverev. “A Francoforte avremmo voluto schierare la miglior formazione possibile” ha spiegato il capitano, “ma con David avevamo parlato prima dell’incontro e abbiamo potuto capire la sua posizione. David però non vede l’ora di ritrovare la squadra come Steve, che ha avuto dei problemi personali”, la delicata operazione alla figlia Camille, tre anni. Sarà un weekend emotivamente molto particolare per l’eroe di Francoforte. Coincide infatti con il primo anniversario della scomparsa del suo ex coach Julien Hoferlin, una sorta di secondo padre che l’ha seguito da quando aveva cinque anni, morto per un tumore al cervello a 49 snni lo scorso 8 aprile. La Coppa Davis è diversa da un torneo ATP. Il livello delle squadre molto vicino, saranno i dettagli a fare la differenza” ha concluso il capitano dl Belgio che cerca la seconda semifinale negli ultimi 18 anni.

In più a Charleroi, che torna a ospitare la Davis per la quarta volta, c’è una numerosa comunità italiana che potrebbe contrastare il tifo di casa. Allo Spiroudome, il Belgio ha vinto solo una volta, 3-2 all’Ucraina nello spareggio per il World Group nel 2009, a fronte di due sconfitte contro la Spagna nel 2011 e contro la Serbia di Novak Djokovic nel 2013.

L’Italia è in vantaggio 5-3 nei precedenti, ma le vittorie risalgono all’era Pietrangeli. Gli azzurri hanno vinto nel 1950 (3-2 a Bruxelles nei quarti della zona Europea), nel 1952 (3-1 a Milano nella finale Europea), nel 1959 (4-1 a Bruxelles nel secondo turno), nel 1961 (3-2 a Bruxelles nel secondo turno) e nel 1969 (4-1 a Genova nel primo turno). Il Belgio ineve ha avuto la meglio nel 1953 (3-2 a Bruxelles nella semifinale Europea), nel 1957 (3-2 a Bruxelles nella finale Europea) e nel 2000 (4-1 a Mestre nello spareggio per la retrocessione). Dopo la delusione contro i fratelli Rochus, avremmo ritrovato il World Group solo dopo oltre un decennio, nel play off in un altro luogo simbolo della storia tennistica azzurra, Santiago del Cile.

A Charleroi, dove la geografia è già diventata storia, c’è una rivincita da consumare, un finale tutto nuovo ancora da scrivere.


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