DAVIS, ORA E’ UFFICIALE: FOGNINI NON CI SARA’

Fognini non ha recuperato dall'infortunio e salta il quarto di finale di Charleroi. L'Italia cerca la quinta semifinale in Davis dal 1981. Sul duro però ha perso 4 degli ultimi 5 incontri. E il campo, spiega Lorenzi, è molto veloce.

TENNIS Era nell’aria, adesso è ufficiale. Fabio Fognini non ci sarà a Charleroi per il quarto di finale contro il Belgio. “Ciao a tutti, in questo momento vi scrivo vivendo emozioni contrastanti, da un lato sono felice di aver raggiunto un ottimo risultato a Miami, dall’altro invece, preoccupato per le difficoltà che sto avendo fisicamente a riprendermi dal dolore al polso destro e al tallone sinistro” ha scritto il ligure su Twitter. “Nonostante i trattamenti fatti, sono ancora estremamente affaticato. La Coppa Davis per me rappresenta qualcosa di molto importante, e far parte di questo Team mi emoziona sempre, ma purtroppo questa volta a malincuore non potrò essere in Belgio ad aiutare i miei compagni. Tiferò sicuramente da casa. Mi dispiace tanto. Forza Ragazzi, sono con voi !!! N.1 Un abbraccio Fogna”.

Con ogni probabilità, saranno dunque Paolo Lorenzi e Andreas Seppi a difendere i colori azzurri in singolare. “Più giochi più migliori, è normale. L’esperienza serve a questo. Nella prestazione singola l’età conta poco, il problema è piuttosto il recupero fisico dopo uno sforzo” ha detto il toscano nell’intervista pubblicata sul sito della FIT. Alla mia età devi mangiare bene, riposare, dormire, fare vita sana insomma. Se a vent’anni fai una volta le cinque del mattino non succede nulla, se lo fai a 35 poi in campo la paghi cara”. Manca da casa da oltre due mesi il toscano, che vive a Tirrenia e ringrazi il coach Claudio Galoppini con cui battibecca solo per questioni calcistiche (tifano rispettivamente per la Fiorentina e per il Napoli), ma ormai non ha più intenzione di tornare a carriera finita sulla bia del padre, chirurgo stimato e professore all’Università dib Siena, e del fratello Bruno. “Il tennis è la mia vita, mi piacerebbe restare nell’ambiente mettendo a disposizione dei giovani la mia esperienza”ha concluso Lorenzi, che giocherà così il suo settimo incontro di Davis, all’undicesima convocazione.

Con un bilancio di 5 vittorie e 2 sconfitte in singolare, il più esperto del quartetto azzurro è chiamato a diventare il jolly di un’Italia cerca la terza vittoria consecutiva in trasferta in Davis.  Lorenzi ha raccolto solo tre game nell’unico confronto diretto contro David Goffin (il belga si impose 62 61 a Kitzbuhel nel 2014), ma ha battuto due volte su due Steve Darcis, sempre in rimonta e sul duro, a Metz nel 2015 e nelle qualificazioni dell’Australian Open 2016.

Anche Seppi ha un bilancio positivo contro lo “Squalo” che, se dovesse vincere entrambi i singolari, supererebbe Andre Lacroix e raggiungerebbe il terzo posto alla time fra i belgi più vincenti di sempre in Davis. L’altoatesino si è imposto nel quarto del Challenger di Mons del 2011 e nel primo dei due confronti di quest’anno, all’Australian Open, prima di cedere a Sofia. Negativo invece il bilancio contro David Goffin, che ha vinto 15 singolari su 18 in Davis e 11 degli ultimi 12. Seppi, che nei 23 incontri giocati (su 25 convocazioni) dal 2004 ha un record di 18-16 in singolare e 3-2 in doppio, ha strappato solo un set nei due precedenti, a Pechino e Basilea nel 2015.

Numeri che confermano l’equilibrio in questo quarto di finale, il quarto per l’Italia negli ultimi cinque anni. E’ la sedicesima volta che la nazionale azzurra passa il primo turno nel World Group dal 1981, l’anno dell’ultimo cambio di formato, e solo in quattro occasioni ha centrato almeno la semifinale: nel 1996 (d. Sudafrica), 1997 (d. Spagna, con l’impresa di Camporese contro Moya a Pesaro), 1998 (d. Zimbabwe) e 2014 (d. Gran Bretagna con un Fognini stellare contro Murray sulla terra umidissima di Napoli).

La superficie, poi, non aiuta troppo l’Italia che sul duro ha perso quattro degli ultimi cinque incontri, con l’unica eccezione dello spareggio del 2014 contro la Russia. “È una sfida difficile e il campo sembra piuttosto veloce” conferma Lorenzi. “Anche il supervisor l’ha confermato, il cemento viene catalogato come medio-veloce. In più le palline sono quelle di Parigi e non rimbalzano molto: a noi probabilmente serviva un campo in cui la palla rimbalzasse un po’ più alta, però non ci abbattiamo: anche da sfavoriti abbiamo le nostre chance”.

 

 


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