“DIECI PICCOLI…TENNISTI”

Sono giovani, sono promettenti e sono già nella top 200 della classifica Atp. I semi del futuro del tennis potrebbero essere maturi già nel 2016. E sbocciare sui campi di tutto il circus.

Tennis – È vero, manca ancora la finale di Coppa Davis. Ma la lunga stagione 2015 si è praticamente chiusa domenica scorsa, quando Novak Djokovic ha alzato al cielo la coppa delle Atp Finals di Londra. Il serbo è il dominatore incontrastato di questa annata e assieme ai vari Federer, Nadal, Murray, Wawrinka e soci è anche la stella più luminosa di questo sport. Ma ci sono dei simpatici ragazzi –non tanto simpatici per gli avversari che li incontrano – che studiano da campioni e che hanno intrapreso in maniera dirompente il cammino che porta alla popolarità, alle vittorie e al successo. Sono dieci, non hanno compiuto ancora 20 anni, ma militano già nella top 200 Atp. Uno di loro potrebbe diventare numero 1 del mondo. Ma tutti contribuiranno a concretizzare quel passaggio generazionale assolutamente naturale per uno sport come il tennis.

Borna Coric è il meglio classificato, numero 44 del mondo. È croato ed è il punto di riferimento di questa nuova “generazione di fenomeni”. Ha all’attivo due semifinali Atp (Basilea e Dubai 2015) ed è ormai presenza costante nella top 50 del ranking mondiale nonostante abbia compiuto 19 anni il 14 novembre. Non ha ancora avuto la possibilità di giocare una finale tra i Pro, ma ha fatto piangere tennisti top 10 o ex top 10. Nel 2016 potrebbe aggiornare in maniera decisiva il proprio curriculum e mettere in bacheca il suo primo successo in Atp.

Hyeon Chung, classe 1996 e numero 51 del mondo, in cima al curriculum ha piazzato in caratteri cubitali il suo score in Atp: 12 vittorie e 10 sconfitte. È l’unico della compagnia ad avere un saldo positivo nel circuito maggiore. Il coreano ha 19 anni e un talento i cui limiti sono ancora poco chiari. La sua seconda stagione da professionista si è chiusa con quattro Challenger in cascina e i quarti di finale a Shenzen (sconfitto da Marin Cilic). Di lui si dice un gran bene, ma basta vederlo in campo per capire quanto sia competitivo e quanto sia sicuro, soprattutto da fondo campo.

Thanasi Kokkinakis aveva attirato l’attenzione degli esperti già nel 2014, forse troppo presto. In questa stagione, complice anche l’esuberanza del compagno di nazionale Nick Kyrgios, le sue prestazioni hanno subito una flessione. Il suo 2015 sarà ricordato più per la frase che il suo connazionale rivolse a Stan Wawrinka a Montreal che per i suoi risultati in campo. Ma l’australiano nato ad Adelaide ha raggiunto il secondo turno a Indian Wells e si è spesso qualificato per il main draw di grandi tornei. Il che è già un ottimo risultato per un tennista nato nel 1996.

Alexander Zverev – ma forse è meglio chiamarlo “The Morning Star”, come il premio assegnatogli dall’Atp in occasione delle Finals – è numero 80 del mondo. Il tedesco è il più giovane giocatore nella top 100 (18 anni e 5 mesi) ed è campione degli Australian Open juniores 2014. In questa stagione ha giocato la semifinale a Bastad e i quarti a Washington spingendosi fino alla posizione numero 74 delle classifiche.

Usciamo dai primi 100 per trovare poi Jared Donaldson (134). È uno dei talenti più promettenti del tennis a stelle e strisce. Nato a Providence, nel 2015 ha fatto bene a Newport e Atlanta, vincendo anche un titolo Challenger a Maui e giocando la semifinale a Sacramento. Il 2016 inizierà per lui con un programma di tornei statunitensi prima di fare il salto, si spera definitivo, nella top 100.

Distaccato di due posizioni c’è Elias Ymer, numero 136 Atp. Il giovane svedese è chiamato a ripercorrere la strada tracciata da colonne del tennis come Mats Wilander, Stefan Edberg e Bjorn Borg. Non sarà facile, ma lui sembra partito bene, guadagnandosi l’accesso al tabellone principale dei quattro tornei del Grande Slam. Inoltre, nel giro di qualche anno il giovane Elias potrebbe ricevere la compagnia del fratello Mikael, di due anni più giovane e già campione d’Europa juniores.

Karen Khachanov, numero 152, ha soffiato a Ymer il coach, Galo Blanco. Il russo ha 19 anni e nel 2015 ha vinto tre Futures cui va aggiunto il Challenger di Istanbul. L’esperienza del coach spagnolo potrebbe aiutarlo a fare ancora meglio nell’anno che verrà.

Andrey Rublev non ha bisogno di presentazioni. A 17 anni ha la velocità di palla di un professionista, ha già esperienza in Coppa Davis e ha vinto il Roland Garros juniores 2014. Tuttavia, non ha mai fatto benissimo nei tornei Atp, un limite non certo impossibile da superare per un ragazzo di 18 ann. Forse già a inizio 2016.

Taylor Fritz è la più grande promessa del tennis americano. È il giocatore che meglio ha incrementato la sua classifica rispetto al 2014. Aveva iniziato l’anno al numero 1151 (no, non mi sto sbagliando) e ora si trova al numero 176 del ranking Atp. Il suo salto si deve alla vittoria degli Us Open juniores e alle vittorie nei Challenger di Sacramento e Fairfield. Il tennista di Rancho Santa Fe ha anche ottenuto, in questa stagione, la sua prima vittoria nel circuito Atp, precisamente e Nottingham, dove ha sconfitto Pablo Carreno Busta.

Infine, al numero 178, c’è Frances Tiafoe. Un ragazzo di 17 anni che ha fatto parlare di se perché, come il connazionale Fritz, anche lui ha iniziato la stagione fuori dai primi mille (1145), inanellando poi una serie di buoni risultati sia nel circuito Challenger che nei Futures. Performance che gli sono valse l’ingresso nella top 200 dopo la prima settimana di novembre. Tiafoe sa anche come si vince una partita in Atp (vittoria su James Duckworth a Winston-Salem) e più volte si è parlato di lui come l’erede di Andy Roddick.

Chiaramente, spingedosi oltre il limite della top200 ci sono molti altri giovani interessanti. Si possono citare Quentin Halys, Duckhee Lee, Tommy Paul, Christian Garin. Non ci vorrà molto tempo prima che si inizi a parlare di loro. Ma prima è il turno di questi “dieci piccoli tennisti”.

Foto: Borna Coric, classe 1996, è attualmente numero 44 del mondo (www.zimbio.com)


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