DIO, GRINTA E FAMIGLIA: LA TRIADE VINCENTE DI LAUREN DAVIS

Lauren Davis ha vinto il suo primo titolo WTA. E' figlia del nutrizionista che ha scritto la prefazione al libro di Djokovic. Cresciuta ala Evert Academy, ha sempre brillato per forza mentale e solidità. Anche la fede, raccontava alla WTA, l'ha molto aiutata.

TENNIS – Ha vinto il primo titolo nel torneo che le piace di più. A Auckland due anni fa Lauren Davis centrava la sua prima semifinale WTA. Da quella sconfitta contro Venus Williams sono arrivate due finali perse e una gioia solo rimandata. “Ancora non ci credo” ha detto dopo il 63 61 a Ana Konjuh, “è una sensazione indescrivibile, quasi surreale. Erano anni che aspettavo di vivere questo momento”.

Un sogno cullato da quando, a nove anni, Davis ha scoperto il tennis. Ha iniziato, come spesso capita, per uno di quei casi fortuiti di cui sono piene le storie di successo. “Avevo provato praticamente ogni sport possibile” ha detto al sito della WTA, “così un giorno ho pensato di tentare col tennis anche perché una cara amica di mia madre era una professionista. Mi ha visto e ha pensato che avessi abbastanza talento”. Non è la sola.

Quel talento lo riconoscono gli istruttori di Cleveland e dell’Ohio, e a 16 anni Lauren ha già le idee chiare: vuole diventare una top-10. Per far questo lascia la scuola e il sobborgo di Gates Mills per affrontare un viaggio di 1200 chilometri fino alla Evert Tennis cademy in Florida, a Boca Raton, seguita nei primi tempi da Federico Ricci.

La transizione da junior a pro, ha dichiarato il direttore della Tennis Academy Jacopo Tezza, “è un passaggio delicato per ogni giocatore. Credo che Lauren abbia fatto un grandissimo lavoro, che abbia capito subito le sfide che aveva di fronte per migliorare il suo gioco mentre affrontava avversare più forti e più esperte, con una serie di prevedibili sconfitte”. Una transizione avviata nel 2010, quando vince di fila Yucatan Cup, Eddie Herr e Orange Bowl oltre al $10.000 di Williamsburg, e al $25.000 di Bayamon, in Portorico . “Il suo gioco si basava sulla solidità, sulla resistenza atletica, sulle grandi accelerazioni da fondo e su una tremenda forza mentale”. Caratteristiche che ha mantenuto nella rapida scalata che l’ha portata in top 100 nel 2012, a chiudere da numero 57 il 2014, l’anno della prima vittoria contro una top 10 (Azarenka a Indian Wells), che rimane la sua miglior classifica nel ranking di fine stagione. “Sono molto rapida negli spostamenti” raccontava alla WTA, “con sono altissima ma riesco a generare molta potenza con movimenti molto rapidi. Mi ritengo una giocatrice solida, che sbaglia poco, e quando ho l’occasione attacco”. Nelle ultime due stagioni lavora sul servizio e sulla capacità di colpire con più anticipo, ma non le basta per battere Wickmayer a Cincinnati e Oceane Dodin a Quebec City (primo titolo WTA per la francese che entra per la prima volta in top-100) nelle sue due prime finali nel circuito maggiore, l’anno scorso. Quel che le difetta in altezza, commenta Mary Joe Fernandez, “lo recupera in velocità, agilità, competitività e cuore”.

Cresciuta con Kim Clijsters come idolo, e con la possibilitù poi di incontrare la belga in Fed Cup, Lauren è la figlia del dottor William Davis, il nutrizionista autore di Wheat Belly e della prefazione a “Il punto vincente”, (Sperling & Kupfer), in cui Djokovic delinea la sua strategia per raggiungere l’eccellenza fisica e mentale e guida infatti i lettori lungo un piano in 14 giorni per eliminare lo stress, perdere i chili di troppo e diventare più sani, più forti e più lucidi. Il segreto, scriveva Alessandro Lucchinetti, http://tennis.it/il-punto-vincente-di-novak-djokovic/ è semplice. “Basta seguire quattro regole fondamentali: mangiare lentamente e in maniera consapevole; dare al corpo istruzioni chiare; mantenere un atteggiamento positivo; più qualità che quantità. E poi bisogna conoscere attraverso dei test quali sono i cibi più adatti al proprio organismo. E verificare eventuali intolleranze alimentare come quella al glutine, molto diffusa”. Anche Davis, che ha avuto modo anche di incontrare il serbo, ha affidato a queste regole il suo regime nutrizionale (niente carboidrati e farinacei, molte proteine e grassi saturi).

Molto religiosa, Lauren nasconde un’anima guerriera. Come il “Fighter” della canzone dei Gym Class Heroes che qualche tempo fa ascoltava sempre. Come Louis Zamperini, il mezzofondista portato al cinema da Angelina Jolie con i fratelli Coen nell’adattamento di Unbroken, il best seller di Laura Hillenbrand che rimane fra i suoi libri preferiti. Davis, che ama scrivere e sognava un futuro da giornalista, si è appassionata alla storia del campione Usa figlio di immigrati italiani (papà Antonio e mamma Luisa Dossi erano arrivati da Castelletto di Brenzone, nel veronese) che aveva destato l’ammirazione di Hitler alle Olimpiadi di Berlino del 1936. Re del mezzofondo, soprannominato “Torrance Tornado”, chiude in 56 secondi l’ultimo giro dei 5000, riceve i complimenti di Hitler ma nel 1943 monta su un bombardiere che precipita nel Pacifico ma sopravvive dopo 47 giorni su una scialuppa di salvataggio. Tornato, poi, sarà perseguitato dagli incubi e salvato dalla fede.

Niente a che vedere con la commozione cerebrale che Lauren ha sofferto nel 2011 quando a Charleston, prima di un’intervista a bordo campo, una telecamera le cade sulla testa. “Per mesi non ho potuto far nulla né tanto meno giocare. Non riuscivo nemmeno a leggere, solo a mangiare, dormire e guardare la tv e avevo mal di testa sempre” spiegava Davis che farà causa alla compagnia incaricata di montare le telecamere a bordo campo.

Quel che non uccide, però, rende più forti. E il viaggio di Lauren l’Unbroken è solo all’inizio.


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