DJOKOVIC E BECKER, UNA FINE PREANNUNCIATA

Novak Djokovic e Boris Becker si dicono addio dopo aver conquistato insieme 25 titoli (tra cui 6 Slam e 14 Masters 1000). Il serbo, dopo aver perso il numero uno, si mette nella mani del "Guru" Pepe Imaz. Becker tuona: "A questi livelli bisogna allenarsi di più, Djokovic negli ultimi 6 mesi ha pensato a tutt'altro"

TENNIS – Tutto è bene quel che finisce bene. O quasi. Novak Djokovic e Boris Becker, più o meno di comune accordo, hanno deciso di interrompere una collaborazione che ha portato 6 titoli dello Slam, 14 Masters 1000 e 25 trofei in totale. L’ex numero uno del mondo, vinto il Roland Garros e arruolato il “Guru” Pepe Imaz, è crollato. Dall’insensata sconfitta a Wimbledon contro Sam Querrey, passando per la più accettabile uscita di scena alle Olimpiadi contro Juan Martin Del Potro, è riuscito a far cadere tutti i muri costruiti in tre anni con una velocità quasi sconvolgente. La vertiginosa continuità di Murray si è rivelata più prolifica della faticosa difesa di Djokovic, tra Flushing Meadows e Londra costretto più volte ad inseguire e più volte a perdere il bandolo della matassa.

Tre anni sono sufficienti per dire che quella tra Djokovic e Becker è stata una collaborazione piena di ombre e povera di luci. Nole, che aveva ingaggiato “Boom Boom” per seguire quanto fatto da Murray con Lendl, era preoccupato dal fatto che Marian Vajda – lo storico coach – non fosse più in grado di seguirlo assiduamente tutte le settimane. Risultato? Becker e Vajda si sono ritrovati a condividere per tre anni lo stesso box, senza praticamente mai guardarsi negli occhi, limitandosi ad apprezzare e gioire per un giocatore semi-perfetto.

L’incontrastabile dominio di Djokovic ha un solo artefice: lo stesso Djokovic. La collaborazione con Becker, che all’inizio portato una ventata di freschezza, ha finito per rivelarsi fine a se stessa. Il serbo ha continuato ad allenarsi con costanza, ha provato a gestire la sua vita nella migliore maniera possibile, ha provato a districarsi tra due “coach” agli antipodi. Evidentemente non è bastato. Eppure Becker rimprovera al suo ex assistito proprio lo scarso impegno, almeno negli ultimi 6 mesi: “Novak, negli ultimi mesi, ha accantonato un po’ il tennis per dedicarsi più assiduamente alla famiglia e alla sua vita personale.  Ma non lo biasimo, i campioni devono essere egoisti.”

Finisce quindi bene – ma non benissimo – quella che, vista dall’esterno, è stata una relazione che ha dato tanto ad entrambi. L’ex enfant prodige del tennis mondiale, conscio del suo ruolo, ha mal digerito la scelta di aggiungere nel box un “Guru” come Pepe Imaz. Che con Becker le cose non andassero bene, comunque, lo si era capito almeno un anno fa, ma anche alcune dichiarazioni recenti avevano lasciato poco all’immaginazione. Becker ha anche affermato che la “perdita” di Federer e Nadal ha influito non poco sulle motivazioni di Djokovic. E forse la scelta di Djokovic  di puntare un po’ di più all’aspetto mentale – a questo punto della carriera – potrebbe pagare decisamente di più. Il tempo darà risposte più concrete.

Le possibilità di vedere Becker e Zverev insieme, intanto, aumentano.


Nessun Commento per “DJOKOVIC E BECKER, UNA FINE PREANNUNCIATA”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Marzo 2017

  • Roger guarda sepre più avanti. Dopo l’incredibile traguardo raggiunto a Melbourne, il favoloso Federer non si pone più limiti e guarda al suo 2017 con occhi nuovi. È tornato a pensare che Wimbledon sia un suo terreno di conquista e spera di riuscire a riprendere le chiavi di quel “giardino incantato”.
  • Rafa vuole il Real Madrid. Un giorno vorrebbe diventare il Presidente del famoso club calcistico madrileno, ha ammesso Nadal, che da sempre ha una grande passione per il pallone. Che stia già pensando al ritiro dal circuito della racchetta.
  • Gli azzurri di Davis sognano. Dalla vittoria di primo turno, fatta registrare in Argentina sulla squadra detentrice dell’insalatiera d’argento, riprende la corsa di una nazionale italiana motivata e generosa, capace di riaccendere l’entusiasmo dei suoi tifosi.