NOLE OLTRE OGNI LIMITE – VIDEO HIGHLIGHTS

Straordinaria prova di forza di Djokovic, venuto a capo di una battaglia feroce contro l’indomito Nadal. Il serbo conquista il suo quinto titolo dello Slam (terzo Australian Open), infligge a Rafa il settimo ko consecutivo e si conferma formidabile sotto il profilo atletico

Melbourne - Immarcescibile Djokovic. Nella finale più lunga di un torneo dello Slam (5h53'), nonché nel match più lungo della storia degli Australian Open, il serbo ha legittimato ancora una volta il suo status di numero uno, confermando di stare a Rafael Nadal come il maiorchino sta a Roger Federer.

Nole ha conquistato il suo quinto titolo dello Slam (terzo Australian Open) superando Rafa per la settima volta negli ultimi sette confronti (lo spagnolo guida ora 16-14 negli scontri diretti, ma è sotto 11-5 sul cemento). Il successo odierno mette in evidenza un aspetto primario: nel loro primo confronto al quinto set, Djokovic ha dimostrato di non patire la straordinaria fisicità dello spagnolo, che da quando si è affacciato sul circuito non aveva mai avuto rivali sotto il profilo atletico. Nole non ha soltanto una mentalità vincente, non è solo uno straordinario colpitore di rimbalzo, ma è anche un atleta fenomenale.

E da oggi, quello che poteva sembrare un punto a favore di Rafa, in realtà non lo è più. Perché alla fine ha mollato l'altro e lui, sebbene distrutto, lo ha stroncato. Anche fisicamente. Il successo odierno è un chiaro messaggio rivolto ai rivali: se qualcuno ipotizzava (confidava?) in un calo del serbo rispetto al 2011, ripetendo la filastrocca "tanto non potrà mai confermarsi", ad oggi ha clamorosamente "toppato". D'accordo, siamo a inizio stagione e sarà difficile bissare la stagione scorsa. Ma Nole ha tenuto a precisare che ha ancora fame, tanta fame, e strappargli quei titoli non sarà impresa da poco. Il più forte, ad oggi, è sempre lui.

Nole sbiadito. Il serbo era entrato in campo nelle vesti di copia sbiadita del formidabile giocatore ammirato nel 2011. Poco reattivo coi piedi, ha faticato a trovare il timing sulla palla perdendo penetrazione nei colpi. Se il primo parziale si è protratto ben oltre l'ora di gioco è stato per demerito di Rafa, che avanti 4-2 ha accusato un piccolo passaggio a vuoto. Il set è stato deciso dal paradosso dei colpi: con il rovescio lungolinea, colpo solitamente letale, Djokovic ha regalato il break sul 5-5 mentre tre punti diretti col servizio, non il suo marchio di fabbrica, hanno permesso a Nadal di incamerare la prima frazione di gioco.

Dominio serbo. Nole è stato bravo a reagire nel secondo parziale: più agile coi piedi, aggressivo sin dalla risposta, quasi perfetto al servizio. Già, quasi. Perché avanti 5-4 40-15, il serbo si era complicato la vita sciupando due set points e commettendo doppio fallo sull'unica palla break concessa al maiorchino. Il numero uno del mondo ha avuto il pregio di non disunirsi, ma resta decisiva la compartecipazione di Rafa che in un match in cui ha servito alla grande (specie al corpo) ha confezionato uno sciagurato doppio fallo proprio sul set point del serbo. Due doppi falli hanno quindi prima allungato e poi deciso il secondo set.

A questo punto il match si è incanalato sui binari tipici delle sfide Nole vs Rafa: il primo ha preso decisamente l'iniziativa, ritrovando quei fendenti (specie lungolinea) coi quali è solito aprirsi il campo;
il secondo ha arretrato sempre più il suo baricentro, remando da fondo nella vana speranza di un errore dell'avversario. Ma Nole è tornato nella versione deluxe, sparando vincenti da ogni dove, e la stilettata di dritto con cui ha messo in cascina il terzo set ha suggellato il suo dominio (Nadal ha racimolato ai vantaggi gli unici due games raccogliendo appena due punti in risposta). Il maiorchino ha pagato a caro prezzo il graduale calo al servizio (la percentuale di prime palle è scesa dal 76% del primo set al 63% del secondo, al 53% del terzo). Questo ha consentito a Nole di essere sempre più incisivo in risposta.

Rush finale al cardiopalma. A Rafa, lottatore indomito, va dato atto di non conoscere la parola "resa". Nel quarto set è rimasto sempre attaccato al punteggio: sul 3-4 0-40 ha giocato da campione, infilando cinque punti consecutivi che hanno evitato a Djokovic la chance di andare a servire per il match; poi, sotto 3-5 al tie-break post-pioggia, ha infilato quattro punti consecutivi. Che carattere! Il quinto parziale è stata una via crucis: a Nadal, avanti di un break (4-2), rimane il rammarico di aver clamorosamente mancato un comodo passante di rovescio che avrebbe potuto proiettarlo ad un passo dal 5-2. E l'imperituro Nole lo ha castigato: realizzato il break nell'ottavo game, ne ha ottenuto un altro tirando sassate con la forza della disperazione. E al primo match point, da fuoriclasse qual è, ha scaricato l'ultimo dritto vincente. Si sdraia a terra, Nole, esausto ma felice. Un urlo liberatorio esplode dalle sue fauci. E' ora di festeggiare, finalmente.



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4 Commenti a “NOLE OLTRE OGNI LIMITE – VIDEO HIGHLIGHTS”


  1. Mariarosa scrive:

    …ma si riesce a gioire di una vittoria senza infangare l’altra parte? E’ vero, anche io sono una di quelle persone che hanno tifato Nole piuttosto che Rafa ma non per questo dico che Nadal si dopa, almeno lo spero. Non ho mai amato Rafa ma non per questo ce l’ho con lui, ammetto che è un tennista fenomeno, non prediligo i suoi atteggiamenti in campo, per me troppo aggressivi ma so di per certo che al di fuori del campo da tennis è completamente l’opposto. Nole ha vinto A Melbourne perchè fino ad ora è il tennista più forte del momento, un altro rimanendo sotto 4-2 nel quinto si sarebbe demoralizzato, lui invece a tenuto duro e ha ottenuto la sua terza vittoria…questo non è sintomo di doping è solo VOGLIA DI VINCERE, per cui evitiamo di infangare chiunque non ci piace Nole ha dimostrato con le unghie e con i denti di essere dotato di grinta, temperamento, sicurezza cosa che ha dimostrato anche Rafa, forse Nadal non ha creduto fino in fondo alla vittoria ed è questo che lo differenzia da Djokovic.
    Nole ne sarà uscito sicuramente ancora più forte mentalmente è vero ma anche Rafa non può quasi recriminare nulla.

  2. kazu scrive:

    Ma pensi che Nadal non sia dopato? Ma vedi i recuperi che fa, la forza che da’ alla palla? Non sono possibili naturalmente.

  3. Grandetennis scrive:

    Bla bla bla
    Questa camera ipobarica appare e scompare a mesi alterni, quando più fa comodo.
    Quando il tennista in questione si infortuna alla schiena e alla spalla, perde partite di fila in autunno, allora della camera ipobarica non si parla.
    Poi magicamente riappare questa storia, quando il serbo è dall’altra parte del mondo rispetto alla località dove si trova il macchinario.
    Chissà come fa un tennista che viaggia tutto l’anno, in ogni continente, ad utilizzare un simile attrezzo che non è trasportabile e che richiede sedute continue per almeno tre volte a settimana.
    Anzi, proprio in questo torneo l’unica cosa che sembrava mancare a Djokovic in alcuni frangenti era l’ossigeno; non era certo nella forma dello scorso anno; evidentemente ha altre armi più tennistiche (e mentali) per vincere quello che vince.
    Anche i tifosi meno sportivi dovrebbero lasciare perdere queste goffe illazioni e riconoscere che questo campione è meritatamente n. 1, per fisico, ma ancor di più per superiorità tecnica e tattica.
    A prescindere dai gusti stilistici, chi ama veramente il tennis non dovrebbe fare altro che applaudire un giocatore come il serbo, senza perseverare in teorie infamanti quanto improbabili

  4. Vergognoso scrive:

    Camera ipobarica per la spalla di Djokovic

    Secondo il Wsj il serbo ricorre a questo trattamento per recuperare dall´infortunio
    Atp Tennis 
    Fonte: Wall Street Journal
       

    Sembra più grave del previsto l’infortunio alla spalla di Novak Djokovic che lo portò al ritiro durante la finale di Cincinnati. Il nr.1 del mondo ha infatti rivelato al “Wall Street Journal” di sfruttare delle sedute in una camera ipobarica. La macchina, dal costo di 75.000 $, ha i benefici di migliorare la circolazione, aumentare la produzione dei globuli rossi e rimuovere l’acido lattico se usata per 20 minuti tre volte a settimana. “Credo sia davvero utile” ha affermato il serbo “non solo per il muscolo, ma per il recupero dopo una partita faticosa. Sembra una navicella spaziale” 

    Nole ha smentito l’indiscrezione del Wall Street Journal in settimana

    Djokovic parla della camera ´ipobarica´

    Nole smentisce di averla utilizzata nel 2011
    Interviste Tennis  

       
    Novak Djokovic sminuizza il clamore destato dal famigerato ovulo Pod.

    Il serbo smentisce il Wall Street Journal: “Tutto quello che posso dire è che l’ho provata solo un paio di volte l’anno scorso”.

    “Si tratta di una tecnologia molto interessante, ma non so l’effetto preciso che ha su di me. Non ha nulla a che fare con il successo che ho avuto negli ultimi dieci mesi. Non l’ho usata quest’anno perché non ho davvero intenzione di cambiare le mie abitudini. Ho il mio terapeuta e il mio team e sta funzionando tutto bene, quindi non ho motivo di provare qualcosa di diverso”.

    Quanti dubbi e soprattutto quante bugie per una cosa ,che se non ha nulla di illegale, a cosa ti porta a dirle? A qualcosa che forse in realtà non è tanto legale?

    La rarefazione dell’aria induce l’organismo ad autoprodurre più globuli rossi per sfruttare il poco ossigeno presente. Praticamente gli stessi effetti dell’epo, solo che questo è uno stimolo farmacologico esterno: ai fini pratici è doping. Questa speciale camera comprime i muscoli a intervalli regolari e, secondo gli esperti, migliorerebbe la circolazione sanguigna, producendo effetti a volte superiori all’EPO, sostanza vietatissima che, aumentando il trasporto di ossigeno ai tessuti, migliora le prestazioni fisiche. In Italia è proibito l’uso della camera iperbarica per ossigenare il sangue
     (studi effettuati da esperti quindi parole non assolutamente mie e inventate da me, del resto in Italia c é una legge che lo vieta, considerandola doping)

    Aprite gli occhi gente. Le imprese sportive come lo è stata quella di Djokovic del 2011 raramente sono frutto esclusivo di un cuore e una voglia rabbiosa, di una qualità superba di un atleta. Passare dall’andamento mediocre del 2010 al salto di qualità pauroso del 2011 non è tanto normale. Questa camera iperbarica Djokovic la utilizza solo da un anno e mezzo a questa parte… solo così si spiegherebbe il cambiamento di prestazioni, così repentino.

    È sotto gli occhi di tutti e più palese di così si muore, e c é ancora gente che continua a credere nella purezza del serbo, mi auguro solo che in questo mondo corrotto e pieno di imbrogli ci sia un lume di speranza in qualcuno che realmente tiene allo sport ma soprattutto al tennis, nel testimoniare determinate cose e nel farle uscire fuori e non di mandare tutto a tacere proprio come fu fatto con Agassi per ben 10 anni. 


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