Montecarlo (Principato di Monaco) – A volte ritornano. Sono i casi di doping e le partite in odor di combine; i mali dello sport. Di tutti gli sport, e quindi anche del tennis. I lati oscuri del movimento sono un virus dormiente, pronti a ridestarsi proprio quando pensi che il precedente sia stato l’ultimo caso del malcostume. Ingenuamente. Perché per quanto gli organi nazionali ed internazionali di controllo abbiano sviluppato nel corso degli anni delle efficaci contromisure per arginare i fenomeni, doping e scommesse sanno giocare d’anticipo e sanno prendere in contropiede, intaccando la speranza di un mondo pulito e immune da trucchi e inganni.
Meglio di altri, ma…. Nel tennis doping e scommesse sono stati più volte al centro dell’attenzione. In realtà in modo minore ad altri sport, ma questo non vuol dire che il mondo della racchetta sia un’oasi felice, dove queste cose “non succedono”. Succedono eccome, e nel passato hanno coinvolto anche protagonisti di assoluto livello. Ho giocato ai tempi di Korda e Wilander, due mostri sacri finiti in un modo o nell’altro in scandali di doping. In entrambe le occasioni, ricordo di essere rimasto shockato, perché proprio non potevo pensare che i due potessero incappare in un errore del genere. Soprattutto Mats mi deluse parecchio. È stato un campione assoluto, un ragazzo che grazie al duro lavoro è arrivato al primo posto del ranking, migliorando il suo gioco fino a livelli eccezionali. Per quanto riguarda il ceco invece, al tempo ci sembrò strano l’exploit al Roland Garros del 1992, per lui che non aveva esattamente un fisico da lottatore. Pensammo ad una diversa preparazione atletica. Poi la squalifica del ‘98 gettò un’ombra sulla carriera, e ovviamente anche sulla finale di Parigi.
Perché un tennista si dopa? Anche se il tennis contemporaneo si basa molto sulla forza fisica, fortunatamente il bello di questo sport rimane ancora nelle qualità tecniche e nella sagacia tattica del protagonisti. Puoi essere una “bestia”, ma se non sai colpire la pallina certamente non andrai lontano. Nonostante questo il tennis ha, come tutti gli sport, casi di doping. Ma perché? Perché scappatoie farmacologiche diminuiscono i tempi di recupero, permettendo al dopato di presentarsi bello fresco il giorno seguente alla fatica, per un nuovo incontro senza le tossine del precedente. Ma si possono assumere sostanze dopanti anche lontano dalle gare. Durante la preparazione infatti, essere sempre al 300% permette di restare più ore nel campo e di evitare periodi di scarico, quindi di migliorare anche dove si hanno lacune tecniche.
Prendi in giro te stesso. Doparsi è una truffa. Nei confronti degli avversari, del pubblico, dei giovani che vedono il truffatore come un esempio. Ma doparsi è prima di tutto una truffa verso se stessi. I tennisti, e gli sportivi in generale, lavorano tutto il giorno per raggiungere un obiettivo, facendo sacrifici e faticando come pazzi. Tutto per alzare le braccia al cielo. Poche o tante che siano, le vittorie di una carriera sono momenti indescrivibili, che ti ripagano del lavoro che hai fatto. Ora, uno come Canas, che è stato trovato positivo al doping non ricordo neanche più quante volte, come faceva a non vergognarsi quando vinceva una partita? Questi sono personaggi che non solo dovrebbero essere radiati, ma dovrebbero restituire ogni centesimo vinto. Solo così si creano precedenti educativi.
La sanzioni. Parlando dei miei contemporanei Korda e Wilander, ho usato la parola errore. Non ha caso, perché nella vita tutti ne commettono. Nel caso specifico del doping, può capitare – meglio di no, naturalmente – di trovare cattivi consiglieri, medici senza scrupoli, “spacciatori” in giacca e cravatta etc. Un giovane si fa abbindolare, vede la scappatoia, e la imbocca. Noncurante del danno che sta facendo al movimento e, come già affermato, a se stesso (IL DOPING FA MALE ALLA SALUTE!). Se la Wada lo “pizzica”, deve partire subito una importante squalifica, che deve essere secondo me accompagnata da una pena economica che sia così ingente da fargli passare completamente la voglia di truffare. Ma si deve dare anche una seconda possibilità, perché a tutti va data e forse con maggior forza anche al trasgressore, per potersi riabilitare agli occhi di chi aveva creduto in lui. Ma se viene trovato nuovamente “positivo”, allora sono fermamente convinto che debba essere radiato senza appello e privato di tutti i suoi guadagni provenienti dalle sue attività illecite.
Scommettere contro se stessi. Anche peggio del doping. Se il doping è una truffa sportiva, vendersi le partite rientra nelle competenze della giustizia ordinaria. E per me, il reato dovrebbe rientrare “nel penale”. Scommettere contro se stessi è di una gravità unica. Lo trovo un orrore. La filosofia è: perdo per guadagnare soldi. Siamo all’antitesi dello sport, e questo mi indigna profondamente. Trovo quest’assurdità un vero paradosso, ancora più deprecabile del doping. E ancora più difficile da contrastare. Nel tennis il confine fra la vittoria e la sconfitta è molto labile. Puoi essere avanti 6-0 5-0 40-0 e servizio, e non sei ancora sicuro di vincere – è il bello di questo sport!-. Dal momento che è praticamente impossibile avere la certezza di un “biscotto”, smascherare la combine è affare molto complicato. Bisogna monitorare il volume di scommesse su dato incontro, intercettare comunicazioni telefoniche fra i presunti protagonisti e avvalersi di “soffiate”. Una vera e propria indagine degli organi di pubblica sicurezza, gli unici che hanno a disposizione le competenze per contrastare il fenomeno. Per questo parlo di sanzioni penali, oltre naturalmente alla radiazione dagli eventi sportivi.








caro Diego la penso perfettamente come te, sono un grandissimo appassionato di tennis , e come te ho la fortuna di essere Napoletano, anche se vivo da qualche anno a Valencia, e sono pienamente d’accordo su cio che dici riguardo in primis al doping, ma soprattutto al vendersi le partite, io purtoppo sono uno scommettitore e spesso ho fiutato cose veramente strane in alcune partite , spero che cio sia solo una mia immaginazione , altrimenti la passione per questo sport , e il gusto di fare una giocata non ha piu senso, mi auguro che ci sino organi che possano indagare su tutto cio , che per me rimane uno degli sport piu belli e puliti che il Signore ci abbia dato, colgo l’occasione per salutarti ciao Diego