DOPO “NOLE” ANCHE L’ISTAT…

L'imbattibilità di Novak Djokovic, che mangia "gluten free", e l'ingresso di biscotti e pasta senza glutine nel paniere dei prezzi al consumo de nostro Istituto Nazionale di Statistica ci inducono a pensare di dover abbandonare l'italianissima dieta mediterranea. Ma se si guarda a Roger Federer...

Prodotti per celiaci. Incredibilmente, nel 2015, biscotti e pasta senza glutine hanno fatto il loro ingresso nel paniere dei prezzi al consumo de nostro Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), e questo non perché la celiachia abbia invaso l’Italia. Sempre più persone nel Bel Paese acquistano infatti cereali come riso, miglio, mais, grano saraceno, quinoa, sorgo e il poco conosciuto teff solamente per seguire una moda che promette loro – a torto o a ragione – una ventata di salute e benessere. E per farlo rinunciano senza remore a pasta e pizza, i due piatti nazionali che hanno reso l’Italia famosa in tutto il mondo. Roba da matti!

Se la salute e il benessere contano per ogni essere umano, ancora di più sono fondamentali per gli sportivi, e i tennisti non fanno eccezione. Molti campionissimi si sono rivolti a esperti dietologi per poter migliorare al massimo le loro prestazioni in campo.  Uno dei primi, e più lungimiranti, è stato il longevo n.1 Ivan Lendl (270 settimane in vetta, terzo in classifica dopo Roger Federer e Pete Sampras), che già alla fine degli Anni Ottanta aveva una tabella dietetica rigidissima da seguire per resistere al meglio al trascorrere delle primavere e all’aumentare dell’intensità delle sue sfide sul Tour. Come lui hanno fatto tanti altri, man mano che la prestanza fisica e i muscoli andavano acquisendo una sempre maggiore rilevanza per affermarsi sui rivali.

Regimi alimentari di tutti i tipi si sono così affacciati sul circuito della racchetta… e anche la rinuncia ai carboidrati più comuni, per intenderci a quella pasta in bianco con olio di oliva e parmigiano che ha permesso a molte generazioni di sportivi di tutte le nazionalità di disporre di zuccheri immediatamente fruibili da bruciare in gara, ha finito col trovare il suo spazio. Fautore convinto del “gluten free” è il leader mondiale Novak Djokovic, che da quando ha cambiato alimentazione alla fine del 2010 sembra essere diventato imbattibile vincendo 10 degli 11 Slam finora collezionati, compresi gli ultimi Australian Open (6 volte presenti nel suo prestigioso palmarès).

Attenzione, perché “Nole” non è celiaco, ovvero non è propriamente allergico alla prolammina (proteina del glutine), ma è più semplicemente intollerante. Questa scoperta gli ha comunque imposto una modifica nel modo di alimentarsi, che a suo dire è stata la ragione della sua vera svolta rendendolo un atleta più leggero, veloce, resistente e anche più concentrato. In una parola: più forte. Sull’onda dell’entusiasmo, il serbo ha voluto testimoniare la sua scoperta nel libro “Il Punto Vincente”, pensando – a mio parere erroneamente – che la sua dieta super personalizzata possa adattarsi a ognuno di noi. Per fortuna, però, non abbiamo tutti bisogno di essere performanti come lui e, soprattutto, non siamo diventati intolleranti in massa.

D’accordo sul fatto che il grano moderno sia diverso da quello di una volta, perché per renderlo più resistente l’industria ha via via aumentato la sua quantità di glutine. D’accordo anche sulla possibilità che questo fattore abbia incrementato il numero di persone sensibili a questa sostanza… ma di certo non si tratta di un’epidemia come alcuni dietologi e il nuovo, lanciatissimo, mercato dei prodotti senza glutine vogliono farci credere.

E allora, ancora una volta evviva la nostra meravigliosa dieta mediterranea! Evviva la recente foto di Roger Federer che divide un’enorme pizza con dei giovanissimi raccattapalle. In barba all’inarrestabile “re” del tennis e al paniere dell’ISTAT. Perché lo svizzero a 34 anni è ancora n.3 del mondo, perché la sua carriera è la più invidiabile di tutti i tempi e i suoi record non si contano, perché è stato ed è un fuoriclasse al naturale, perché la sua “normalità” ci conquista ogni giorno. Come il fatto che al momento in cui scrivo sia convalescente per essersi infortunato giocando al parco con i suoi quattro figli.

È proprio per celebrare il binomio sport-buona tavola che Tennis Oggi ha ideato le “Olimpiadi Gastronomiche”, gara culinaria tra chef dei Circoli sportivi italiani, giunta alla fine della sua terza e riuscitissima edizione. Così, i cuochi nostrani hanno di nuovo dimostrato di sapersi prendere cura non solo dei soci sportivi, ma anche di quelli dal palato fino. In barba al glutine!


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