PENNETTA IN TUTTE LE SALSE

Dopo l'exploit americano il fenomeno Flavia Pennetta sta dilagando in Italia, permettendoci di scoprire più da vicino l'eroina degli US Open. Non ci resta che sperare di vederla in campo anche nel 2016...

Una chiavetta USB, uno speciale formato di pasta, un’eccezionale tipo di tennista. Queste, in sintesi, sono le tre definizioni da dare a uno straniero che ci dovesse chiedere cosa sia una “pennetta”. Bisognerebbe specificare, inoltre, che tutte e tre le versioni hanno letteralmente invaso l’Italia. Il dispositivo per computer è l’oggetto meno italico di questo trittico, ma è oramai divenuto indispensabile nella vita di tutti giorni della gran parte dei nostri connazionali. Le pennette all’arrabbiata, o in mille altri modi, sono invece uno dei tanti fiori all’occhiello dell’impareggiabile gastronomia del Bel Paese. Last but not least, ossia l’ultima ma non in ordine d’importanza, è la Pennetta con la “P” maiuscola. L’ultima ad arrivare al successo, è vero, ma anche la prima capace di monopolizzare l’attenzione con fulminea rapidità.

Effetto sorpresa, moto d’orgoglio e senso di riscatto. Queste sono le tre chiavi di lettura dell’esplosivo fenomeno Flavia Pennetta. Con la sua impresa agli US Open si può senz’altro dire che la brindisina abbia conquistato il mondo, e non solo quello tennistico… Ha commosso smuovendo nel profondo l’animo della gente, spesso vessata e indurita dalla vita. Grazie alle sue gesta per una volta ci siamo dovuti ricredere, perché lei ce l’ha fatta a non dare nulla per scontato e a buttare il cuore oltre l’ostacolo, oltre la paura di non riuscire a cogliere l’attimo. La Pennetta con la “P” maiuscola ha usato l’arma potente dello sport per farsi beffa delle previsioni e sconvolgere l’ordine delle cose, per regalarsi una nuova immagine di sé, e infine per rendere la speranza a chi non credeva nei miracoli. Insomma, per dirla alla Papa Francesco, Flavia ci ha fatto toccare con mano che «il destino di qualunque muro è essere abbattuto».

Sull’onda dell’entusiamo Flavia è diventata quindi un’icona nazionale, l’incarnazione dell’eroina positiva adatta a ogni occasione. Ecco, allora, la Pennetta in tutte le salse: intervistata da Fabio Fazio, ospite all’Expo e alla Fashion Week di Milano, acclamata dai suoi concittadini e dal sindaco di Brindisi che le ha addirittura consegnato le chiavi della città. Una sovraesposizione piacevole per chi la sta scoprendo proprio in questi giorni e trova una deliziosa ragazza di trentatré anni umana, semplice e sorridente, che adora lo sport per cui si è tanto sacrificata fin da ragazzina ma che è davvero tentata di lasciare il mondo delle competizioni per godersi la vita con più calma. E magari anche formare una famiglia con il suo fidanzato-tennista Fabio Fognini. Lui l’appoggia nella sua decisione anche se in programma, dopo i fiori d’arancio (corre voce per il prossimo giugno), c’era la luna di miele a Rio in occasione delle Olimpiadi. Lì avrebbero vestito entrambi la maglia azzurra e suggellato il loro amore giocando il doppio misto insieme.

Manterrà il punto, oppure cederà alla pressione del Coni che in vista dei Giochi non vuole perdere una tale ricchezza? Anche la valorosa Roberta Vinci, da sempre con lei sul Tour e sua degna avversaria nell’inedita finale di Flushing Meadows, la prega di ripensarci. E a ben vedere Flavia deve un enorme favore all’amica-nemica tarantina, la quale in un penultimo round tutto da incorniciare ha eliminato la “number one” Serena Williams dal tabellone americano che avrebbe potuto trasformarla nella quarta “grandslammer” della storia dopo Maureen Connolly, Margaret Smith e Steffi Graf. La campionessa nostrana però resiste e dall’alto della sesta poltrona mondiale appena conquistata, in una specie di ossimoro concettuale dichiara in tivù che non esiste più di un due per cento di possibilità di farle cambiare idea e di vederla in campo nel 2016.

Flavia, Roberta e Fabio. Sono tre (tra queste mie righe sbuca per la terza volta il numero perfetto!) i valorosi di fine estate che ci hanno regalato l’impossibile. Li abbiamo già citati, ma è doveroso sottolineare ancora una volta quanto grande sia stata la Vinci nel superare d’astuzia e abilità una guerriera potente e determinata come “Little Sister”. Fenomenale è stato anche Fognini, volato in Siberia direttamente da New York per risollevare le sorti della nostra nazionale di Davis nel play-off con la Russia. Tre punti conquistati e via, massimo risultato portato a casa con l’Italia che resta nel tabellone mondiale. Ora gradiremmo che riuscisse a convincere la sua dolce metà a non ritirarsi, per poter continuare ad ammirare una Pennetta in tutte le salse, compresa quella piccante che fa tanto lacrimare le sue rivali.


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